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Chi è moroso può cambiare gestore del gas?

5 Aprile 2021
Chi è moroso può cambiare gestore del gas?

Che fine fa il debito col vecchio gestore del gas? Cos’è il Cmor e come funziona. 

Cosa succede a chi non paga una vecchia bolletta del riscaldamento e, per evitare il distacco del riscaldamento, decide di passare a un altro operatore? Chi è moroso può cambiare gestore del gas? Cerchiamo di fare il punto della situazione. Quanto diremo di qui in avanti per il gas vale anche per le bollette della luce. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il Cmor (contributo di morosità)?

Per contrastare il fenomeno battezzato con il nome di “turismo energetico” o “turismo delle bollette”, nel 2010 l’autorità Garante per l’Energia Elettrica e il Gas (attualmente denominata Arera) ha introdotto il cosiddetto Cmor, ossia il «corrispettivo di morosità». Si tratta di un importo che il nuovo fornitore della luce o del gas addebita all’utente del mercato libero tutte le volte in cui questi lascia un debito con la vecchia compagnia. Evidentemente quest’ultima, non avendo più alcun rapporto contrattuale con l’utente, non può autotutelarsi con la sospensione della fornitura; dall’altro lato, agire in via giudiziale per importi che, nella gran parte dei casi, sono di minima entità, potrebbe costituire un forte deterrente al recupero dei crediti. Sicché, con il Cmor si è tentato di contrastare i comportamenti fraudolenti da parte degli utenti. 

Al contrario di quanto si crede, il Cmor non è una sorta di recupero crediti che il nuovo gestore del gas fa per conto del vecchio e che poi “gira” a quest’ultimo. Il Cmor è piuttosto un conto deposito che si versa al nuovo gestore a titolo di garanzia, una sorta di “cauzione”, in attesa di saldare il conto con il vecchio; una volta che ciò sia avvenuto, l’utente può recuperare le somme del Cmor versate alla nuova compagnia. Proprio per questo, il pagamento del Cmor non esclude che l’utente possa subire un’azione giudiziaria da parte della vecchia società del gas se a quest’ultima non vengono pagate le ultime bollette. 

Del resto, l’importo del Cmor non copre l’intero debito ma una cifra che varia tra il 60 e l’80%.

Cosa succede a chi non paga il vecchio gestore del gas?

Il meccanismo del Cmor non impedisce a chi è moroso di cambiare gestore del gas, ma lo obbliga indirettamente a saldare, prima o poi, il proprio debito preesistente.

L’utente moroso si trova stretto tra due alternative: 

  • se non paga il Cmor, potrebbe subire la sospensione della nuova fornitura (il nuovo fornitore infatti potrebbe bloccare l’erogazione se non gli vengono corrisposte le somme indicate in bolletta, comprensive della voce Cmor);
  • se paga il Cmor ma non il vecchio fornitore, non si vedrà mai più restituire la somma versata appunto a titolo di Cmor e, in più, potrebbe subire l’azione giudiziaria di recupero crediti da parte della precedente compagnia del gas.

In buona sostanza, chi è moroso può cambiare gestore del gas, a condizione di versare il Cmor. Tanto vale anche per le morosità della luce.

Quando si applica il Cmor?

C’è comunque da dire che il Cmor non si applica a tutti i tipi di utenze ma solo ad alcune:

  • utenze elettriche a bassa tensione;
  • utenze domestiche di gas naturale;
  • utenze domestiche condominiali con consumo non superiore a 200.000 Smc/anno;
  • usi diversi con consumo non superiore a 50.000 Smc/anno.

In ogni caso, il Cmor è legittimo solo se richiesto non prima di 6 mesi e non oltre 12 mesi dal passaggio al nuovo gestore. Il termine iniziale (sei mesi) viene previsto proprio per dare il tempo all’utente di saldare bonariamente il vecchio debito; il termine finale (dodici mesi) è invece disposto per una garanzia di certezza. Si ricorda, a tal proposito, che la prescrizione delle bollette del gas è di 2 anni soltanto; per cui ben è possibile che, se il vecchio gestore non ha intrapreso alcuna azione di recupero crediti, questo potrebbe non aver diritto ad alcun pagamento e, in tale ipotesi, anche la richiesta di Cmor sarebbe illegittima.

Proprio per evitare che il Cmor venga preteso per debiti caduti in prescrizione, esso è possibile solo nell’ipotesi in cui il cliente sia stato moroso negli ultimi tre mesi del vecchio contratto e non oltre. Inoltre, l’utente deve essere stato messo in mora.

Come contestare la richiesta di pagamento di Cmor

Potrebbe succedere che il nuovo fornitore pretenda il Cmor, ossia il contributo di morosità, a fronte di debiti non dovuti: si pensi all’ipotesi di conteggi errati (che abbiano determinato l’utente a migrare verso un nuovo fornitore), di un debito in realtà già saldato, di un contratto mai firmato o di un importo ormai caduto in prescrizione.

In tutti questi casi, per contestare la richiesta di Cmor è necessario presentare un reclamo formale al nuovo fornitore, indicando le motivazioni a sostegno di tale contestazione. Quest’ultimo dovrà dare riscontro entro 40 giorni. In caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente, è possibile far ricorso all’Arera, ossia l’Autorità per l’Energia e il Gas. In questa sede, verrà esperito un tentativo di conciliazione, il cui eventuale fallimento darà diritto all’utente di rivolgersi al giudice.  



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