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Quando riapriranno i ristoranti a mezzogiorno

6 Aprile 2021 | Autore:
Quando riapriranno i ristoranti a mezzogiorno

Il Governo ha intenzione di lasciare le cose come stanno almeno fino al 25 aprile. Nell’ultima settimana del mese potrebbero arrivare i primi cambiamenti.

Il giorno della «Liberazione» potrebbe essere spostato di 24 ore. Almeno per qualche categoria di esercenti. Ci sono buone probabilità di vedere aperti bar e ristoranti a mezzogiorno lunedì 26 aprile. Sempre che l’andamento della pandemia Covid convinca il Governo a cedere in parte rispetto alle restrizioni imposte per decreto fino alla fine del mese.

Le condizioni alle quali il premier Mario Draghi potrebbe accogliere le richieste dei «riaperturisti» della maggioranza (Forza Italia, Lega e Italia Viva in particolare) partono dall’indice Rt: necessario che resti sotto quota 1 a livello nazionale. E poi il carico sulle terapie intensive ed il ritmo della campagna vaccinale: sarebbe opportuno – chiede il settore più rigido del Governo – che fosse in sicurezza almeno la popolazione over 70. In un contesto come questo, si potrebbe pensare a una deroga che non recupererebbe la zona gialla (sospesa almeno fino al 1° maggio) ma che almeno darebbe un po’ di respiro. Ed un importante segnale di ripresa.

Una ripresa sulla quale i presidenti delle Regioni chiedono al Governo una sorta di tabella di marcia con l’obiettivo di offrire delle indicazioni concrete sulla stagione estiva sia agli operatori economici sia ai turisti, per evitare che la gente fugga altrove. Per ora, è stato smentito il vertice del 20 aprile di cui si parlava nelle scorse ore e nel quale si sarebbe discusso delle riaperture nell’ultima settimana del mese. Il Governo, però, preferirebbe guadagnare qualche giorno in più e, dati alla mano, valutare eventuali concessioni dopo il 25 aprile.

Nel frattempo, il presidente del Consiglio ed i ministri dell’Economia e degli Affari Regionali, Daniele Franco e Mariastella Gelmini, accoglieranno dopodomani, giovedì, alla Conferenza Stato-Regioni le richieste dei governatori, che puntano sulla ripresa delle attività. Anche perché – fa notare il presidente della Liguria, Giovanni Toti – la campagna vaccinale comincia a funzionare.

Quel che appare certo è che le prime riaperture dovrebbero riguardare, appunto, bar e ristoranti, insieme alle mostre e ai musei. La spensieratezza e la cultura a braccetto, insomma. Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, vorrebbe anche recuperare la promessa non mantenuta a fine marzo di riaprire cinema e teatri. E ancora: si spinge per la riapertura nelle zone rosse dei negozi di parrucchieri e barbieri e dei centri estetici prima della fine di aprile. Maggio potrebbe portare con sé la possibilità di fare una nuotata in piscina o di allenarsi in palestra. E, soprattutto, di potersi muovere con maggiore libertà anche da una Regione all’altra, in modo da non frenare i primi vacanzieri.

Domani, intanto, entra in vigore il nuovo decreto legge che lascia fino al 30 aprile l’Italia in rosso e arancione. Come suggerì lo stesso Draghi dopo la firma del provvedimento, eventuali cambiamenti verranno valutati in corso d’opera; però, non prima del 25 aprile.



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4 Commenti

  1. ma sapete quanti ristoratori hanno perso l’opportunità di guadagnare durante queste perse? Cioè chiudono tutto, ma poi la gente può riunirsi nelle case e può andare a fare viaggi all’estero. Vi sembra normale? IO credo che ci siano state tante di quelle contraddizioni assurde.

  2. Tanto ormai ci siamo messi l’anima in pace. Fino a fine aprile resteremo chiusi in zona rossa o in zona arancione. E prima di poter uscire e andare in un altro Comune senza dover avere alcuna giustificazione ci vuole maggio… Ma sapete quante persone in questi giorni di festa se ne sono andate al mare o in montagna per andare a trovare amici o parenti e si sono organizzati una Pasqua e Pasquetta mentre i soliti fessi sono rimasti a casa?! E magari sarà proprio per questi soggetti che la curva di contagiati si alzerà e saremo costretti a nuove restrizioni….

  3. Ho sentito che le Regioni hanno proposto per le zone gialle la chiusura a mezzanotte dei ristoranti e delle pizzerie. C’è da vedere se le richieste verranno accolte, ma soprattutto c’è da capire se e quando diventeremo zona gialla. Da me siamo diventati arancioni, ma in realtà la situazione è davvero preoccupante: i casi sono tanti e gli ospedali sono al collasso. Speriamo bene

  4. Ma che senso ha lasciare aperti certi locali e attività solo per l’asporto se poi la gente acquista il cibo e lo mangia in piazza mentre le vie sono piene di persone? Almeno, fanno sedere a tavolo i clienti, si mangia in tranquillità, si fa conversazione con gli altri mantenendo le distanze e si evitano assembramenti in piazza

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