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Malattia del dipendente: quali diritti?

8 Agosto 2021
Malattia del dipendente: quali diritti?

Il lavoratore che non riesce a recarsi al lavoro per lo stato di salute può accedere ad una serie di tutele previste dalla legge e dai contratti collettivi.

Sei stato assunto da poco da un’azienda e ci tieni molto al tuo lavoro. Purtroppo, però, non ti senti affatto bene e devi per forza restare a casa. Vuoi sapere quali diritti ha il dipendente in caso di malattia.

Firmare una lettera di assunzione significa impegnarsi ad andare al lavoro tutti i giorni previsti dal contratto. Non sempre, però, è possibile rispettare questo impegno poiché, ad esempio, può sopraggiungere un problema di salute che impedisce lo svolgimento dell’attività di lavoro. Cosa succede in caso di malattia del dipendente? Quali diritti gli spettano?

La legge e i contratti collettivi prevedono numerose tutele a favore del lavoratore assente per malattia cercando di bilanciare i diritti del lavoratore con le esigenze economiche dell’impresa. Tuttavia, non bisogna mai sottovalutare i doveri che gravano sul dipendente che deve assentarsi a causa dello stato morboso.

Malattia del dipendente: cos’è?

Quando si parla di malattia del dipendente non si fa riferimento a qualsiasi problema che riguarda lo stato di salute del lavoratore ma ci si riferisce ad un’alterazione fisica o psichica che impedisce al dipendente, per un determinato periodo di tempo, di recarsi al lavoro e svolgere la sua attività regolarmente. Non basta, dunque, un semplice raffreddore o un lieve mal di schiena per poter parlare di malattia del lavoratore ma è necessario che il problema sia abbastanza serio da impedire al dipendente di andare a lavorare.

In secondo luogo, non può essere riconosciuta alcuna malattia del dipendente in assenza di un valido certificato del medico curante. In altre parole, lo stato di malattia, per poter consentire l’accesso alle tutele previste dalla legge e dalla contrattazione collettiva, non può essere dichiarato o autocertificato dal lavoratore ma deve essere attestato dal medico curante con il certificato telematico di malattia.

Malattia del dipendente: quali diritti?

Se la malattia ha tutte queste caratteristiche, allora il dipendente può accedere ad una serie di diritti previsti dalla legge e dai contratti collettivi.

Innanzitutto, il lavoratore malato ha diritto ad assentarsi dal lavoro per tutte le giornate di riposo prescritte dal medico nel certificato (cosiddetta prognosi di malattia). Se, ad esempio, il certificato di malattia viene rilasciato il 6 aprile 2021 con prognosi fino a tutto il 10 aprile 2021, il lavoratore deve rientrare in servizio l’11 aprile 2021 e, se non lo fa, risulta assente ingiustificato e può subire un procedimento disciplinare e una sanzione che può arrivare fino al licenziamento se si supera un certo numero di giorni di assenza indicato dal Ccnl di settore.

Il lavoratore ha, poi, diritto alla conservazione del posto di lavoro [1] per tutti i giorni di assenza di malattia certificati dal medico, entro un lasso temporale massimo detto periodo di comporto, la cui durata è individuata dal Ccnl. Ciò significa che, durante l’assenza, il lavoratore non può essere licenziato, salvo il caso della giusta causa [2], ossia, di un comportamento gravissimo che fa venire meno la fiducia nei suoi confronti da parte del datore di lavoro. In teoria, se il dipendente continua ad essere assente dopo il superamento del comporto, può essere licenziato. Alcuni Ccnl, però, prevedono il diritto di chiedere, dopo il comporto, un periodo di aspettativa non retribuita per malattia per evitare il licenziamento.

L’ultima forma di tutela del dipendente in malattia è quella economica. Durante l’assenza, infatti, il dipendente, se ricorrono i requisiti previsti dalla legge, ha diritto a percepire l’indennità di malattia Inps per un periodo massimo di 180 giorni nell’anno solare. L’ammontare dell’emolumento è pari:

  • al 50% della retribuzione media giornaliera dal 4° al 20° giorno;
  • al 66,66% della retribuzione media giornaliera dal 21° al 180° giorno.

I primi tre giorni di malattia (periodo di carenza) non sono pagati dall’Inps e, di solito, in base alle disposizioni del Ccnl applicato, sono coperti dal datore di lavoro. Inoltre, molti Ccnl prevedono che il datore di lavoro debba integrare l’assegno Inps con una quota a proprio carico.

Malattia del dipendente: quali doveri?

Assentarsi dal lavoro per malattia non fa sorgere solo diritti ma anche doveri per il lavoratore che, in particolare, deve:

  • comunicare l’assenza dal lavoro al datore di lavoro prima che inizia il turno;
  • recarsi dal medico curante, farsi visitare e ottenere il certificato telematico di malattia;
  • verificare che il medico inserisca, nel certificato, l’indirizzo corretto presso il quale il lavoratore sarà domiciliato durante la prognosi;
  • inviare al datore di lavoro il codice identificativo dell’attestazione medica;
  • farsi sempre trovare a casa, all’indirizzo scritto sul certificato, durante le fasce di reperibilità in caso di visite ispettive da parte dei medici fiscali Inps, ossia, per i dipendenti privati, dalle 10.00 alle ore 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 e, per i dipendenti pubblici, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00;
  • evitare ogni attività che possa ritardare la guarigione o essere in contrasto con la malattia dichiarata.

Il mancato rispetto di questo decalogo di doveri da parte del lavoratore in malattia può comportare penalizzazioni economiche da parte dell’Inps e conseguenze disciplinari nei confronti del datore di lavoro.


note

[1] Art. 2110 cod. civ.


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