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Debitore in solido e azione di regresso: Cassazione

6 Aprile 2021
Debitore in solido e azione di regresso: Cassazione

Responsabilità tra più debitori, fideiussione e sentenza resa nei confronti di uno dei debitori; fatto illecito imputabile a più persone.

Contratto di fideiussione e pagamento parziale del debito da parte del confideiussore 

In tema di obbligazioni solidali, l’art. 1299 c.c. che disciplina l’azione di regresso tra condebitori prevede il pagamento dell’intero debito da parte di uno dei condebitori. Tuttavia, ciò non impedisce di ritenere che l’azione di regresso possa essere esercitata anche nel caso in cui sia stata pagata solo una parte del debito comune in misura superiore alla quota interna del solvens. In questo caso, come in quello del pagamento dell’intero debito, si ha un depauperamento del solvens ed un correlativo arricchimento dei condebitori consistente nella parziale liberazione. 

Corte di cassazione, sezione III civile, ordinanza 16 marzo 2021 n. 7279 

Il fatto costitutivo del regresso del cofideiussore “solvens” verso gli altri fideiussori del medesimo debito (art. 1954 cod. civ.) è l’estinzione di esso, per effetto del depauperamento del proprio patrimonio oltre la propria quota, perchè la “ratio” della predetta norma è volta ad impedire il corrispondente indebito arricchimento dei condebitori.

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 27 gennaio 2009 n.1955

La sentenza resa tra il creditore e uno dei debitori non è vincolante per il condebitore rimasto estraneo al giudizio

In tema di solidarietà passiva, la sentenza resa tra il creditore e uno dei debitori non è vincolante per il condebitore rimasto estraneo al giudizio a meno che questi, ritenendo la pronuncia a sé favorevole, non la invochi per opporla al creditore comune, sì che il giudicato formatosi nel giudizio tra il creditore e un condebitore solidale non spiega efficacia riflessa nel diverso giudizio di regresso promosso da quest’ultimo nei confronti di altro condebitore solidale.

Cassazione civile sez. I, 20/01/2020, n.1099

Rapporti interni pagamento parziale del debito solidale e regresso 

Il condebitore solidale, sia “ex contractu” sia “ex delicto”, che paga al creditore una somma maggiore rispetto a quella dovuta, ha diritto di regresso anche se non ha corrisposto l’intero, giacché anche in tal caso, come in quello del pagamento dell’intero debito, egli ha subito un depauperamento del proprio patrimonio oltre il dovuto, con corrispondente indebito arricchimento dei condebitori.

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 27 agosto 2018 n. 21197 

Azione del creditore contro più debitori solidali: se nessuno propone azione di rivalsa o regresso verso gli altri, il giudice può condannare tutti i convenuti in solido

La solidarietà passiva nel rapporto obbligatorio è prevista dal legislatore nell’interesse del creditore e serve a rafforzare il diritto di quest’ultimo, consentendogli di ottenere l’adempimento dell’intera obbligazione da uno qualsiasi dei condebitori, mentre non ha alcuna influenza nei rapporti interni tra condebitori solidali, fra i quali l’obbligazione si divide secondo quanto risulta dal titolo o, in mancanza, in parti uguali. Deriva da quanto precede, pertanto, che se il creditore conviene in giudizio più debitori sostenendo la loro responsabilità solidale, e nessuno dei condebitori propone azione di rivalsa o di regresso nei confronti degli altri, ben può il giudice pronunciare la condanna di tutti i convenuti in solido senza ripartizione di responsabilità o la condanna di uno solo di essi. Quest’ultimo, peraltro, in tal caso, ove non abbia proposto alcuna domanda di rivalsa nei confronti del preteso condebitore solidale, non ha un interesse a impugnare tale sentenza, perché essa non aggrava la sua posizione di debitore dell’intero, né pregiudica in alcun modo il suo eventuale diritto di rivalsa, non essendo stato dedotto in giudizio il rapporto interno che lo lega all’altro debitore.

Cassazione civile sez. III, 15/01/2020, n.542

Azione di regresso dell’assicurazione contro i coobbligati solidali

Fatta salva la previsione del tutto peculiare di cui all’art. 141 cod. ass., il danneggiato da sinistro stradale cagionato da fatto colposo di più danneggianti può pretendere il risarcimento, ex art. 2055 c.c., per l’intero nei confronti di ciascuno di essi e dei loro assicuratori. Non può dubitarsi che, per ciò stesso, si determina dal lato passivo una obbligazione solidale gravante a pieno titolo su ciascuno di questi soggetti: situazione che non vi è motivo di non ricondurre, quanto ai rapporti interni tra i vari coobbligati, alla disciplina generale per tali rapporti prevista dalle norme codicistiche e, segnatamente, per quel che in questa sede rileva, dall’art. 2055 c.c.

Cassazione civile sez. III, 27/06/2018, n.16922

Fatto illecito imputabile a più persone, ipotesi in cui il giudice può esaminare la questione della gravità delle rispettive colpe

In tema di fatto illecito imputabile a più persone, la questione della gravità delle rispettive colpe e dell’entità delle conseguenze che ne sono derivate può essere oggetto di esame da parte del giudice del merito, adito dal danneggiato, solo se uno dei condebitori abbia esercitato l’azione di regresso nei confronti degli altri o, in vista del regresso, abbia chiesto espressamente tale accertamento in funzione della ripartizione interna del peso del risarcimento con i corresponsabili; tale domanda, tuttavia, non può ricavarsi dalle eccezioni con le quali il condebitore abbia escluso la sua responsabilità nel diverso rapporto con il danneggiato.

(Nel ribadire il principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, nel definire il giudizio di rinvio ex art. 622 c.p.p. avente ad oggetto l’azione di responsabilità civile contro gli amministratori e i sindaci proposta dalle parti civili, ha ritenuto, sulla base del carattere solidale della responsabilità, l’irrilevanza della diseguale rilevanza causale delle condotte nei rapporti fra danneggiante e danneggiato).

Cassazione civile sez. III, 20/12/2018, n.32930

Responsabilità civile e solidarietà

Sussiste responsabilità solidale tra la società emittente obbligazioni, per inadempimento dei propri obblighi di rimborso, e l’intermediario negoziatore, per violazione della disciplina prevista ai sensi del t.u.f. in tema di obblighi di condotta nonché informativi, qualora i titoli obbligazionari oggetto di investimento abbiano perso in tutto od in parte il proprio valore.

Il concorso tra i due agenti e la conseguente solidarietà nell’obbligo risarcitorio sono riconosciuti applicando il principio immanente all’ordinamento giuridico del nesso di causalità tout court – e non la sua codificazione di cui all’art. 2055 c.c.

In particolare, sia in tema di responsabilità contrattuale che extracontrattuale, quando l’unico evento dannoso è provocato da più agenti, per inadempimenti di fonte diversa, intercorsi rispettivamente tra ciascuno di essi e il danneggiato, è sufficiente, al fine di ritenerli corresponsabili in solido, che le azioni od omissioni di ciascuno abbiano concorso in modo efficiente a produrre l’evento; ne consegue che il danneggiato può rivolgersi indifferentemente a ciascuno dei corresponsabili in solido per il risarcimento dell’intero danno, ferma restando la facoltà, in capo al debitore escusso, di regresso verso ciascuno dei responsabili per la ripetizione della parte da ciascuno dovuta.

Cassazione civile sez. I, 12/12/2013, n.27875

Fideiussione: rapporti fra creditori e fideiussore

Il rapporto processuale tra creditore, debitore principale e fideiussore, che è facoltativo nella fase d’introduzione del giudizio, potendo il creditore agire separatamente, a norma dell’art. 1944, comma 1, c.c., nei confronti dei due debitori solidali, una volta instaurato dà luogo a un litisconsorzio processuale, che diventa necessario nei gradi d’impugnazione, se siano riproposti temi comuni al debitore principale e al fideiussore, sicché il giudice d’appello, davanti al quale il fideiussore sollevi questioni attinenti al rapporto principale, non può negare ingresso ai relativi motivi di gravame in forza dell’acquiescenza prestata alla sentenza di primo rado dal debitore principale, ma è tenuto ad integrare il contraddittorio nei suoi confronti a norma dell’art. 331 c.p.c. 

Cassazione civile sez. I, 01/10/2012, n.16669

Il fatto che il fideiussore che ha pagato, se esercita l’azione di regresso contro il debitore o i debitori principali, può ripetere sempre l’intero anche nell’ipotesi in cui vi siano più debitori principali obbligati in solido e il fatto che, se esercita il regresso nei confronti degli altri fideiussori, può ripetere da questi ciò che ha pagato soltanto nei limiti della rispettiva porzione, indicano che tra debitore principale e fideiussore che ha adempiuto il debito e quest’ultimo e gli altri fideiussori vengano in considerazione due rapporti diversi, in quanto nel primo viene in rilievo la regola dell’accessorietà, per cui il debitore principale è tenuto a rimborsare al fideiussore l’intero, mentre nell’altro, cui deve ritenersi estraneo il debitore principale, l’obbligazione si fa parziaria, per cui ciascun fideiussore è tenuto ad adempiere nei limiti della rispettiva porzione di debito.

Cassazione civile sez. I, 18/06/2009, n.14160

Azienda: cessione di contratti, crediti e debiti

In tema di cessione d’azienda, la previsione, di cui al comma 2 dell’art. 2560 c.c., della solidarietà dell’acquirente dell’azienda nella obbligazione relativa al pagamento dei debiti dell’azienda ceduta è posta a tutela dei creditori di questa, e non dell’alienante, sicché, essa non determina alcun trasferimento della posizione debitoria sostanziale, nel senso che il debitore effettivo rimane pur sempre colui cui è imputabile il fatto costitutivo del debito, e cioè il cedente, nei cui confronti può rivalersi in via di regresso l’acquirente che abbia pagato, quale coobbligato in solido, un debito pregresso dell’azienda, mentre il cedente che abbia pagato il debito non può rivalersi nei confronti dell’eventuale coobbligato in solido.

Ciò comporta, sul piano processuale, la conservazione da parte del cedente della legittimazione ad agire, relativamente al contratto che si riferisce all’attività connessa all’acquisto dell’azienda, con la conseguenza che l’inutile decorso del termine per l’impugnazione per effetto dell’inerzia del cedente l’azienda comporta l’inammissibilità dell’impugnazione da parte del cessionario e l’impossibilità della integrazione del contraddittorio nei confronti del cedente quale unico soggetto legittimato all’impugnazione.

Cassazione civile sez. I, 03/10/2011, n.20153

Obbligazioni  solidali

Nell’ipotesi in cui i coniugi contraggano insieme un mutuo ipotecario per far fronte alle spese di ristrutturazione della casa coniugale, ma successivamente tale somma venga utilizzata esclusivamente dal marito per motivi professionali, la moglie è legittimata al regresso per l’intero importo indebitamente sostenuto nell’interesse esclusivo dell’uomo. Infatti, anche se l’obbligazione di restituire in solido l’importo mutuato dai coniugi risulta assunto nell’interesse di entrambi e non soltanto di uno dei coniugi; ciò non è sufficiente per invocare la ripartizione del debito ex art. 1298 e 1299 c.c. (“Il debitore in solido che ha pagato l’intero debito può ripetere dai condebitori soltanto la parte di ciascuno di essi”), atteso che tale regola non opera quando l’obbligazione solidale viene meno per vizio funzionale della causa che ha portato all’accordo.

Cassazione civile sez. I, 01/12/2010, n.24389



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