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Colloquio conoscitivo: come fare bella figura?

9 Agosto 2021
Colloquio conoscitivo: come fare bella figura?

Come colpire positivamente i tuoi potenziali datori di lavoro? Strategie e consigli per affrontare con successo la conversazione con il selezionatore

«La prima impressione è quella che conta». Quante volte te lo sei sentito dire? Che tu sia d’accordo o meno, questa affermazione non è una semplice diceria, in quanto è stato dimostrato che per etichettare una persona bastano veramente pochi secondi. Un recente studio ha infatti messo in luce che circa il 65% dei datori di lavoro decide l’esito del colloquio già nel corso dei primi minuti dell’intervista, mentre addirittura il 29% lo decide nel primo minuto. Ora che lo sai, non serve che ti lasci prendere dell’ansia, perché in questo articolo ti parleremo del colloquio conoscitivo e di come fare bella figura.

Se è vero che, ai fini di trovare lavoro, il tuo curriculum sicuramente conta, ti assicuriamo che anche avere un giusto atteggiamento ha il suo peso: capire quali sono i comportamenti da perseguire e quelli da evitare è fondamentale per comunicare in maniera chiara ed efficace. Ti consigliamo, pertanto, di prestare attenzione ai consigli che ti stiamo per dare perché ricorda che, come diceva Oscar Wilde, «Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione»

Comunicazione non verbale

Devi sapere che l’essere umano è capace di comunicare secondo tre livelli differenti: esiste, infatti, la comunicazione non verbale (cioè il linguaggio che comunichiamo con il corpo), quella paraverbale (che attiene al modo in cui le cose vengono dette) e quella verbale (che fa riferimento all’utilizzo della parola).

Uno psicologo statunitense ha scoperto che, nel determinare il successo di una conversazione, il linguaggio del corpo incide per il 55%, la comunicazione paraverbale per il  38%, mentre la comunicazione verbale solo per il 7%: in parole povere, piuttosto di quello che dici, conta più come lo dici. Cerchiamo di specificare meglio questi concetti.

Il linguaggio del corpo

Il linguaggio del corpo, è un’importante fonte di linguaggio non verbale: la postura, le espressioni del viso, come anche la gestualità o l’abbigliamento, comunicano molto dei tuoi pensieri e sono segnali, che se pur lanciati spesso inconsciamente, possono determinare la buona riuscita o il fallimento di una comunicazione. Ecco qui, pertanto, alcuni suggerimenti in proposito.

Durante un colloquio di lavoro, siediti assumendo una posizione il più possibile naturale, con la schiena eretta e lievemente protesa verso l’intervistatore: questa posizione, infatti, comunica non solo che sei una persona sicura di te, ma anche che sei aperta al dialogo.

Viceversa, ti sconsigliamo di reclinare troppo la schiena all’indietro – in quanto potresti dare un’impressione di eccessiva confidenza e presunzione – o di curvare troppo la schiena in avanti perché dimostreresti un’eccessiva insicurezza.

Evita anche di incrociare le braccia: è segnale tipico di qualcuno che è sulla difensiva e poco incline alla comunicazione.

Sorridere quando ti presenti, o durante il colloquio, è sicuramente una strategia vincente: dimostra, infatti, che ti trovi a tuo agio, che sei una persona che ha fiducia in sé stessa, serena e ben disposta alle relazioni umane ed è anche un buon modo per mettere a proprio agio chi ti sta di fronte. Un sorriso, ti potrà aiutare a conquistare approvazione dell’addetto alle risorse umane, a patto che sia autentico: sorridere in maniera finta, infatti, potrebbe provocare l’effetto opposto e ostacolare il tuo processo di selezione. Quindi, il consiglio è quello di essere spontanei.

Devi sapere, inoltre, che se stringi la mano al tuo esaminatore troppo debolmente puoi dare l’impressione di essere una persona con poca spina dorsale: uno studio ha addirittura rilevato che, l’effetto negativo prodotto da una stretta di mano molle data prima di iniziare il colloquio, dura per tutto il resto dell’intervista. Perciò, lascia perdere le prese fiacche e opta per una stretta di mano vigorosa, ovviamente senza esagerare, perché se usi troppa forza o se fai durare il gesto più del dovuto, è probabile che l’altra persona si possa sentire “sopraffatta” e giudicarti troppo invadente.

A proposito di mani, evita anche di gesticolare eccessivamente durante il colloquio: il gesto di accompagnare con il movimento della mani la conversazione, se ben misurato, può contribuire a una buona comunicazione, ma esagerare potrebbe rappresentare per il selezionatore una distrazione o farti percepire come insicuro.

Fondamentale è inoltre mantenere il contatto visivo durante tutta l’intervista perché uno sguardo sfuggente potrebbe comunicare insicurezza, eccessiva timidezza o addirittura disonestà; i candidati che sanno gestire opportunamente lo scambio di sguardi vengono giudicati più sicuri e competenti rispetto a coloro che evitano di guardare dritto negli occhi l’interlocutore.

Ricorda, inoltre, che l’abbigliamento è il primo biglietto da visita quando ci si presenta ad un colloquio di lavoro, per cui è necessario prestarci particolare attenzione. Bando, allora, ad abiti lisi o non stirati che comunicherebbero un senso di trascuratezza e sciatteria. Sconsigliati, inoltre, abbigliamenti eccessivamente informali o gioielli vistosi; scollature troppo accentuate e vertiginosi tacchi a spillo. Anche le camice troppo sgargianti o le cravatte eccessive non sono consigliate per presentati al tuo primo colloquio di lavoro. La sobrietà, in questo caso, è la regola migliore da seguire.

Comunicazione paraverbale

Il linguaggio paraverbale fa riferimento, come precedentemente accennato, al modo in cui qualcosa viene detto. Nello specifico, gli elementi di questo tipo di comunicazione sono quattro, cioè il tono, il ritmo, il timbro ed infine il volume: il segreto è saper dosare bene questi elementi.

Fondamentale è, quindi, evitare una voce monotona che risulti piatta e variare il tono per sottolineare i passaggi fondamentali e richiamare l’attenzione del tuo interlocutore.

È bene anche saper gestire le pause in un discorso, non parlare a raffica né con eccessiva lentezza: se di solito, infatti, si tende a comunicare troppo velocemente quando si è in imbarazzo, parlare troppo lentamente porterà molto presto il selezionatore a sbadigliare. Un ritmo sostenuto e con le giuste pause, ti aiuterà, invece, a fare una buona impressione.

Anche per quanto riguarda il volume ci sono delle accortezze da seguire: assicurati di non strillare, ma fai in modo che la tua voce possa essere ascoltata senza difficoltà perché parlare sottovoce potrebbe comunicare una timidezza eccessiva e un’insicurezza che non giocano sicuramente a tuo favore.

Comunicazione verbale

È arrivato il momento di occuparci della comunicazione verbale, cioè di quello che dovresti dire o non dire al colloquio.

Per fare una buona impressione ti consigliamo, prima di tutto, di reperire informazioni sul tuo potenziale datore di lavoro, magari attraverso Internet. In questo modo, non ti troverai in difficoltà nel rispondere a domande del tipo: «Perché vorrebbe lavorare per questa azienda?», quesito che potrebbe risultare difficile se non sai nemmeno di cosa si occupa.

Un altro consiglio che ti vogliamo dare è quello di non interrompere l’interlocutore mentre sta parlando: una delle cose che i reclutatori guardano, è la tua capacità di rispettare i ruoli perciò, prima di prendere la parola, assicurarti che l’intervistatore abbia finito di parlare.

Cerca, inoltre, di non essere logorroico: considera sempre che all’intervistatore non interessa conoscere tutta la tua vita, ma principalmente solo quella professionale. Se ti chiedono di presentarti, pertanto, evita di divagare troppo e concentrati sulle tue esperienze lavorative.

Se ti dovessero chiedere informazioni su una precedente professione, evita di parlare male di colleghi e datori di lavoro: qualora volessero sapere perché sei stato licenziato o perché hai deciso di lasciare il precedente impiego, cerca di rimanere neutrale, magari parlando di un rapporto lavorativo che ormai si era esaurito e sottolineando comunque gli aspetti positivi dell’esperienza passata.

Ti suggeriamo anche di evitare di chiedere al primo colloquio informazioni sulla paga, a meno che non ci siano le premesse per farlo.

Evita anche argomenti spinosi, come ad esempio religione e politica: non conosci la persona che ti sta esaminando e argomenti sensibili potrebbero irritarla.

Fai attenzione, infine, a non adottare un atteggiamento troppo amichevole verso l’interlocutore e a mantenere la giusta distanza da chi ti sta selezionando senza, però, dimostrarti troppo freddo: dosa bene distacco e confidenza perché, come dicevano i latini, «in medio stat virtus».



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