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Fotovoltaico: responsabilità installatore

1 Maggio 2021
Fotovoltaico: responsabilità installatore

Ho fatto installare il fotovoltaico più pompa a calore da una ditta che si occupava di tutto chiavi in mano. Purtroppo, abbiamo scoperto che erano necessarie delle autorizzazioni. La titolare della ditta ha detto che volevano rimediare ma è sparita negandosi al telefono. Cosa dobbiamo fare? Dovevano occuparsi di tutto. Abbiamo pagato quasi 20 mila euro.

Da quanto leggo, la responsabilità della ditta installatrice è grave ed evidente.

Non riesco a comprendere cosa significhi per loro interpretare la legge in maniera diversa; mi sembra molto una giustificazione per rimediare a degli impegni presi inizialmente e non perseguibili.

Tuttavia, per avere certezza del buon esito di un’eventuale azione legale, è necessario leggere quello che avete pattuito negli accordi raggiunti contrattualmente.

Immagino che, prima di versare quelle somme, Le abbiano fatto sottoscrivere un contratto, o Le abbiano fatto accettare un preventivo che rimandava a delle condizioni generali di vendita.

Letti gli accordi, e costatato il loro impegno contrattuale ad assistere Lei, quale cliente, sin dall’inizio delle operazioni, ivi comprese le attività burocratiche di autorizzazione amministrativa, si potrà valutare l’avvio di una causa giudiziale finalizzata ad ottenere il riconoscimento della loro responsabilità contrattuale.

Tenga conto, però, che non è possibile costringere l’azienda a garantire l’esecuzione del contratto, posto che questa dipende dall’autorizzazione di un ente pubblico.

Infatti, l’articolo 2932 del codice civile stabilisce che se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l’obbligazione, l’altra parte, qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso.

Si potrà, eventualmente, chiedere l’esecuzione del contratto, così come originariamente pattuita, e, in caso di impossibilità ad ottenere l’autorizzazione, si potrà ottenere la condanna alla restituzione delle somme pagate all’azienda, oltre il risarcimento dei danni per quanto patito dalla mancata realizzazione dell’opera.

Detto ciò, quello che Le consiglio prima di avviare un’azione legale, è di procedere stragiudizialmente con l’invio di una lettera a firma di un legale.

Possibilmente, questo primo approccio può avere un effetto deterrente importante per la controparte e, così evitando un giudizio, potrebbe ottenere uno scossone da parte dell’azienda che, spaventata di una possibile condanna giudiziale, decide di adempiere ai propri obblighi.

Se, invece, la lettera dovesse restare priva di riscontro, allora non Le resterebbe che procedere legalmente con un giudizio, così da recuperare quantomeno le somme fino a questo momento esborsate.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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