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Contratto di lavoro: cosa deve contenere?

9 Agosto 2021
Contratto di lavoro: cosa deve contenere?

Il datore di lavoro deve consegnare al dipendente un documento che riassume le condizioni di impiego.

Sei stato assunto da qualche giorno alle dipendenze di un’azienda. Avete concordato a voce le condizioni del contratto e, in particolare, lo stipendio mensile, l’orario di lavoro e l’inquadramento. Vorresti, però, un documento scritto in cui i patti raggiunti siano messi nero su bianco ma il datore di lavoro non ti ha ancora consegnato nulla. Vuoi sapere cosa deve contenere il contratto di lavoro.

Il rapporto di lavoro deve essere gestito all’insegna della trasparenza e della correttezza tra le parti. Il primo obbligo che grava sul datore di lavoro, e risponde proprio a queste esigenze, è consegnare al dipendente un documento riepilogativo delle condizioni di impiego pattuite. Ma cosa prevede la legge con riferimento al contratto di lavoro? Cosa deve contenere? Le condizioni contrattuali che devono essere comunicate per iscritto al lavoratore sono previste direttamente dalla legge e il dipendente ha diritto ad esigere la consegna di questo documento, anche per far valere i suoi diritti in futuro.

Contratto di lavoro: cos’è?

Il contratto di lavoro è l’accordo con cui il datore di lavoro e il lavoratore decidono di avviare una collaborazione professionale. In particolare, con il contratto di lavoro, il dipendente si impegna a svolgere la prestazione lavorativa a favore del datore di lavoro e quest’ultimo, in cambio, si impegna ad erogargli lo stipendio mensile.

La legge prevede che l’attività di lavoro può essere svolta utilizzando diverse tipologie contrattuali. In generale, per assumere un lavoratore come dipendente, occorre utilizzare il contratto di lavoro subordinato [1], ovvero, la tipologia contrattuale standard che può essere a tempo indeterminato oppure a tempo determinato.

Se, invece, il datore di lavoro vuole chiamare il dipendente a lavorare solo quando ne ha bisogno, si può utilizzare il contratto di lavoro intermittente [2] che, tuttavia, è utilizzabile solo se il lavoratore ha meno di 25 o più di 55 anni oppure nelle ipotesi previste dalla legge o dai contratti collettivi.

Se il contratto di lavoro serve a formare una giovane risorsa per farle acquisire una qualifica professionale si può ricorrere al contratto di apprendistato [3].

Infine, se il datore di lavoro non vuole assumere direttamente il lavoratore può ricorrere al contratto di somministrazione di manodopera [4], rispettando i vincoli, i divieti e i limiti previsti dalla legge. Con questa tipologia contrattuale il dipendente viene assunto da un’agenzia di lavoro e, successivamente, inviato in missione presso l’azienda.

Contratto di lavoro: che forma deve avere?

La legge non prescrive una forma specifica per la stipula del contratto di lavoro subordinato che, almeno in teoria, potrebbe essere concluso oralmente. Tuttavia, la forma scritta della lettera di assunzione è obbligatoria quando:

  • il contratto contiene un patto di prova;
  • il contratto è a tempo determinato e ha una durata superiore a dodici giorni;
  • si tratta di un contratto a chiamata;
  • si tratta di un contratto di lavoro intermittente;
  • si tratta di un contratto di apprendistato.

Contratto di lavoro: quali informazioni deve contenere?

Anche nei casi in cui non è richiesta la forma scritta, la legge [5] prevede, comunque, l’obbligo del datore di lavoro di consegnare al lavoratore, entro trenta giorni dalla data dell’assunzione, un documento che deve contenere le seguenti informazioni:

  • dati identificativi delle parti (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, etc.);
  • luogo di lavoro;
  • data di inizio del rapporto di lavoro;
  • durata del rapporto di lavoro (tempo determinato o indeterminato);
  • durata del periodo di prova (se previsto);
  • inquadramento, livello e qualifica attribuiti al lavoratore;
  • importo dello stipendio e relativi voci retributive nonché periodo di pagamento;
  • durata delle ferie retribuite;
  • orario di lavoro;
  • termini del preavviso in caso di recesso.

Molte di queste informazioni sono disciplinate dal contratto collettivo di lavoro applicato e, per questo, nella lettera di assunzione, si inserisce molto spesso un rinvio al Ccnl per tutto ciò che non è disciplinato espressamente nel documento consegnato al lavoratore.

Mancata consegna contratto di lavoro: cosa fare?

Ricevere il documento riepilogativo delle condizioni di impiego è un diritto del dipendente e la legge prevede espressamente che, in caso di mancata consegna nel termine di trenta giorni dall’assunzione, il lavoratore può rivolgersi all’Ispettorato territoriale del lavoro (Itl) che intimerà all’azienda l’invio del contratto.

La denuncia deve essere inviata alla sede dell’Itl competente per territorio, ossia, l’ufficio della provincia in cui si svolge il rapporto di lavoro. Per inviare l’esposto si può utilizzare il Modulo INL 31. Nel modulo, il lavoratore dovrà inserire i propri dati, i dati dell’azienda e l’irregolarità denunciata. Se il datore di lavoro non consegna il contratto nemmeno su ordine dell’Itl, riceverà una sanzione amministrativa.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 13 ss., D.lgs. 81/2015.

[3] Art. 41 ss., D.lgs. 81/2015.

[4] Art. 30 ss., D.lgs. 81/2015.

[5] D.lgs. 26 maggio 1997, n. 152.


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