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La mini aspi per la disoccupazione spetta anche in caso di dimissioni

13 marzo 2014


La mini aspi per la disoccupazione spetta anche in caso di dimissioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2014



L’indennità di disoccupazione spetta solo nel caso in cui le dimissioni del dipendente siano state determinate da una giusta causa, come il mancato pagamento delle retribuzioni.

 

In molti ignorano che la mini aspi – ossia la prestazione economica istituita in caso di disoccupazione e che sostituisce l’indennità di disoccupazione ordinaria, erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l’occupazione – spetta anche in caso di dimissioni del dipendente. Ma non sempre. Per quanti ancora non hanno chiaro il meccanismo, lo ripetiamo in questo veloce e schematico articolo.

Purtroppo non sono isolati i casi in cui il datore di lavoro, pur non riuscendo a pagare lo stipendio, evita di licenziare i propri dipendenti (in tal caso, si parlerebbe di riduzione del personale per il cosiddetto “giustificato motivo oggettivo”, ossia per “crisi aziendale”). In genere questo comportamento è dettato, da un lato, dalla speranza di consentire all’attività di andare avanti quanto più possibile; dall’altro lato, dal timore di eventuali contenziosi con i lavoratori che, messi alle strette, potrebbero impugnare il licenziamento, rivendicando anche eventuali ed ulteriori spettanze non regolarizzate durante il rapporto.

Ma, di fatto, il mancato pagamento degli stipendi porta, prima o poi, lo stesso dipendente a doversi dimettere. In tal caso, si parla di “dimissioni per giusta causa”, ossia giustificate dal mancato pagamento della busta paga.

Ebbene, secondo la legge la mini-aspi spetta solo in caso di stato di disoccupazione involontaria. Essa, invece, non è dovuta nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale.

Fanno però eccezione – ed è questo l’aspetto che qui interessa – proprio i casi di dimissioni per giusta causa, ossia per mancata erogazione della busta paga. Dunque, il dipendente che sia stato messo spalle al muro e costretto a rinunciare al posto, in quanto non retribuito correttamente, può godere della mini aspi.

L’inadempimento posto dal datore di lavoro deve essere però tale da non consentire la prosecuzione del rapporto lavorativo. Pertanto, non si possono considerare dettate da “giusta causa” le dimissioni solo per il ritardo di qualche giorno nel pagamento del salario (specie di questi tempi). Così come pure il giudice potrebbe ritenere che lo slittamento di qualche settimana nel pagamento di una sola mensilità potrebbe essere insufficiente a determinare una giusta causa valevole ai fini dell’ottenimento della mini aspi.

Nessun dubbio, invece, in merito alla “giusta causa” nell’ipotesi di reiterato ritardo o di mancata erogazione di più di una busta paga.

Ricordiamo che, per godere del beneficio della mini aspi, è comunque necessario il requisito contributivo: in particolare il dipendente deve avere almeno 13 settimane di contribuzione (versata o dovuta) da attività lavorativa nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

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Autore immagine: 123rf.com

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4 Commenti

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  1. Ho lavorato per 11mesi con contrato a proggeto sono stato licenziato un mese faposso fare la domanda per susidio universae di disoccopazione ….dove..quando..

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