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Alcoltest: il diritto del conducente all’avvocato

7 Aprile 2021 | Autore:
Alcoltest: il diritto del conducente all’avvocato

Come devono comunicare gli agenti all’automobilista la facoltà riconosciuta dalla legge di essere assistito da un legale. Cosa può annullare il verbale.

L’ultima cosa che viene in mente nel momento in cui tocca fare l’alcoltest è se si ha diritto all’avvocato. Forse perché il conducente, in quel momento, non è in grado di ricordare se ha o meno un legale. O forse perché l’agente di polizia non gliel’ha fatto presente in quel momento. In quest’ultimo caso, la prova dell’etilometro o del prelievo ematico è valida?

La legge prevede che chi viene fermato per un test sul tasso alcolemico debba essere avvisato, prima di cominciare il controllo, della facoltà di essere assistito da un avvocato di fiducia [1]. Si tratta di una garanzia a tutela dell’automobilista di fronte ad un atto «urgente e irripetibile» da compiersi nei confronti di un potenziale indagato, visto che la guida in stato di ebbrezza può essere un reato se viene superata una certa soglia di alcol nel sangue. Significa che il test non è valido se il conducente ha bevuto parecchio, ha superato la soglia oltre la quale c’è la sanzione penale ma non è stato avvisato del fatto che può essere assistito da un avvocato. Mentre, nel caso in cui mezza birra o poco più lo facciano stare al di sotto di quel limite e gli si possa contestare solo una sanzione amministrativa, la prova dell’etilometro sarà valida anche se all’automobilista non è stato detto nulla riguardo il legale di fiducia.

Ora, però, bisogna conoscere bene questa procedura, in quanto anziché ascoltare con attenzione (alcol permettendo) quello che dicono gli agenti, per sapere se è stato rispettato l’obbligo di comunicare all’automobilista il diritto di avere un avvocato prima di fare l’alcoltest, bisogna guardare il verbale. Vediamo.

Alcoltest: il diritto all’avvocato

Come anticipato, la legge impone a chi ferma un automobilista per un controllo sul tasso di alcol nel sangue l’obbligo di comunicare al conducente il diritto di essere assistito da un avvocato di fiducia, prima di eseguire il test. Lo stesso vale nel momento in cui il controllo viene fatto tramite un prelievo ematico. Si pensi, ad esempio, a chi fa un incidente con l’auto e rimane ferito, poi viene portato in ospedale e solo nella struttura sanitaria viene accertato tramite un prelievo del sangue se aveva bevuto e quanto aveva bevuto.

Dicono, infatti, le disposizioni di attuazione al Codice di procedura penale: «Nel procedere al compimento degli atti indicati nell’articolo 356 del codice, la Polizia giudiziaria avverte la persona sottoposta alle indagini, se presente, che ha facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia». Gli atti in questione sono quelli che possono comportare un pregiudizio per diritti fondamentali della persona ma che, per essere efficaci, devono essere compiuti a sorpresa. I cosiddetti «atti urgenti e irripetibili».

Non bisogna dimenticare che nel momento in cui un automobilista viene fermato per l’alcoltest non è un soggetto indagato ma è, comunque, «potenzialmente indagato», poiché dal risultato di quella prova «urgente e irripetibile», che deve essere fatta «a sorpresa» può emergere il reato di guida in stato di ebbrezza. Si rischia la condanna penale, infatti, quando:

  • il tasso è superiore a 0,8 grammi di alcol per litro di sangue ma inferiore a 1,5: il reato viene punito con l’arresto fino a 6 mesi e con l’ammenda da 800 a 3.200 euro; si applicano la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno e la decurtazione di 10 punti dalla patente;
  • il tasso è superiore a 1,5 g/l: in questo caso, è previsto l’arresto da 6 mesi a 1 anno e l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro; la patente «perde» 10 punti ed è sospesa per un periodo da 1 a 2 anni. Si rischia anche la confisca dell’auto.

Alcoltest: come si comunica il diritto all’avvocato

Facile aspettarsi, dunque, che, nel momento in cui il conducente si trova davanti la paletta della Polizia o dei Carabinieri e viene invitato ad accostare e a fare l’alcoltest, l’agente faccia come nei film e dica: «Lei ha diritto a un avvocato». Può anche darsi che lo faccia (di sicuro, non dirà «tutto quello che soffierà può essere usato contro di Lei»). Ma se non dice nulla, l’automobilista può rifiutare la prova dell’etilometro? Non per questo motivo. La Cassazione ha stabilito di recente che per accertare il tasso di alcol nel sangue è sufficiente barrare sul verbale la casella che accerta l’avvenuta comunicazione della possibilità di avere assistenza legale al momento del test [2].

Per la Suprema Corte, infatti, «l’assunto secondo cui la barratura della casella apposta in corrispondenza della dicitura “dato avviso della facoltà” o similare non varrebbe quale adempimento dell’obbligo previsto è erroneo». Questo perché «in primo luogo, l’avviso è dato oralmente, e il verbale ne costituisce solo il mezzo di documentazione. In secondo luogo, le modalità con le quali può essere documentato il compimento dell’atto sono libere e, quindi, vale tanto la esplicita e diretta indicazione quanto la rappresentazione sintetica».

Pertanto, è inutile presentarsi in tribunale con la casella barrata del verbale su un controllo positivo all’etilometro pretendendo di convincere il giudice che l’avviso di farsi assistere da un avvocato non è stato dato in maniera chiara ed esplicita: basta che il verbale riporti quella crocetta o quella barra nell’apposito quadratino affinché si ritenga che la comunicazione sia stata data correttamente.

Alcoltest: si può rifiutare in caserma?

Interessante ricordare un’altra sentenza con cui recentemente la Cassazione ha ammesso il diritto del conducente di rifiutarsi di seguire gli agenti in caserma o in commissariato per effettuare l’alcoltest. Quello che, invece, l’automobilista non può fare è rifiutarsi di fare il controllo alcolemico in caserma o in commissariato se accetta di seguire gli agenti [3].

La sentenza fa riferimento all’eventualità in cui gli agenti fermino un’auto ma non abbiano a disposizione in loco un etilometro. Il Codice della strada prevede la possibilità di essere accompagnati in ospedale o in caserma a seguito di un incidente stradale ma non nel caso in cui si venga fermati per controlli e ci si senta chiedere di seguire gli agenti per sottoporsi ad alcoltest. In altre parole, se non c’è stato il sinistro ma si tratta di un normale controllo, nel caso in cui gli agenti non abbiano l’etilometro, il conducente ha diritto a rifiutarsi di seguirli per effettuare l’alcoltest in caserma o al commissariato. Se accetta, però, non può più rifiutare l’etilometro.


note

[1] Art. 114 D. Lgs. N. 271/1989 del 28.07.1989.

[2] Cass. sent. n. 12984/2021 del 06.04.2021.

[3] Cass. sent. n. 12134/2021 del 31.03.2021.


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