HOME Articoli

News Affitto in nero? Addio possibilità di denunciare il locatore e ottenere l’automatica conversione del contratto

News Pubblicato il 15 marzo 2014

Articolo di




> News Pubblicato il 15 marzo 2014

Esultano i proprietari di casa: il conduttore non potrà più dichiarare il contratto in nero andando a registrarlo ed evitando così lo sfratto e, dall’altro lato ottenendo la riduzione del canone mensile.

Quella che era un’ottima arma contro gli affitti in nero è stata definitivamente “ghigliottinata” dalla Corte Costituzionale venerdì scorso. Con conseguente esultanza da parte dei proprietari di casa.

Con una sentenza [1], infatti, che farà parlare a lungo per le implicazioni pratiche che potrebbe avere sulle locazioni ad uso abitativo, la Consulta ha cancellato definitivamente il diritto dell’inquilino di “denunciare” il locatore, andando a registrare (di propria iniziativa) il contratto di affitto “in nero” e, così, ottenere l’automatica conversione dello stesso in una locazione “4+4a canone ridotto (ne avevamo parlato già in due precedenti articolo: “Difficoltà a pagare l’affitto? Se il contratto è in nero, nessuno sfratto e il canone è scontato” e “Studenti e affitti in nero: come non pagare il locatore e non essere sfrattati”).

La registrazione poteva essere effettuata tanto a cura dell’inquilino, ma anche dei funzionari del Fisco o della Guardia di Finanza. Ciò poteva avvenire in tutti quei casi in cui il contratto d’affitto non era stato registrato entro il termine previsto dalla legge (di solito, 30 giorni dalla firma). E lo stesso succedeva quando il contratto era stato registrato indicando un importo inferiore a quello reale e quando, al posto di un contratto di locazione, era stato registrato un finto comodato gratuito.

In questo modo, l’inquilino non solo evitava di essere sfrattato in caso di morosità, ma anche poteva ottenere un canone di gran lunga inferiore ai prezzi di mercato: e tutto ciò si giustificava come una sanzione al proprietario di casa per aver tentato di evadere il fisco. Svanisce lo spauracchio dell’affitto al minimo per i proprietari che non registrano i contratti d’affitto.

Tuttavia, tale possibilità, che era stata introdotta da una legge del 2011, è stata oggi cancellata per “difetto di delega”.

La disciplina si presentava come “rivoluzionaria” sul piano del sistema civilistico vigente. Ma – secondo la Corte Costituzionale – il Governo ha adottato questa norma pur non essendo stato delegato appositamente dal Parlamento e, pertanto, la disposizione è stata “radiata” dal nostro ordinamento.  Peraltro si inseriva, nella questione, anche un altro aspetto giuridico non indifferente: una norma di carattere fiscale (quella relativa alla mancata registrazione del contratto) finiva per invadere il campo del diritto civile (andando a prevedere la nullità del contratto).

Ed ora?

I contratti “ridotti” in corso si estinguono automaticamente; anzi, è come se non fossero mai esistiti. Dovrebbero quindi tornare in vigore automaticamente quelli “vecchi” con il canone di mercato, che i proprietari dovranno però registrare (visto che non lo avevano fatto a loro tempo) e potranno riprendere le procedure di sfratto

Nulla però vieta che il Parlamento intervenga nuovamente e ripristini la medesima disciplina.

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dei commi 8 e 9 dell’articolo 3 del decreto legislativo 23/2011, che prevedevano un meccanismo punitivo per i proprietari che avessero omesso di registrare il contratto di locazione o lo avessero registrato con un importo inferiore: a seguito della segnalazione dell’inquilino (che provvedeva a che a registrare il “nuovo” contratto) scattava per quattro anni un affitto bassissimo, pari al triplo della rendita catastale (con un taglio anche sino all’80% di quello di mercato)

La Consulta ha rilevato la carenza di delega delle norme bocciate rispetto alla legge delega 42/2009, che prevedeva solo l’introduzione di disposizioni per il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e l’istituzione del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale. Mentre non si faceva parola di disposizioni del genere, anche se volte a contenere l’evasione fiscale

note

[1] C. Cost. sent. n. 50/2014.

[2] Art. 3, co. 8 e 9, D.lgs n. 23/2011.

 

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

23 Commenti

  1. SALVE,AGGIUNGO AL MIO PRIMO COMMENTO;LE SORELLE STEFANIA,OLTRE 20anni FA,NON VOLLERO REGISTRARE IL CONTRATTO DI AFFITTO PERCHE’ I LORO CONIUGI SOSTENNERO CHE INFERIORE AI MILIONI 2.500,000, (DUEMILIONI CINQUECENTO) NON ERA OBBLIGATORIO,MENTRE DA POCO HO SCOPERTO CHE DUE ANNI FA’;(PER CUI DOPO OLTRE 17anni,) LO STESSO CONTRATTO,HA MIA INSAPUTA, LO REGISTRARONO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE DI UN ALTRA PROVINCIA.
    PERTANTO,PER GLI IMBROGLI,FALSITA’ IN ATTI,E’ QUANT’ALTRO DI ANOMALO E’ ILLEGALE,E’ RELATIVO ALLA DISUMANA INCIVILTA’,COME CI DOBBIAMO COMPORTARE NOI GENTE ONESTA ? E’ QUANDO NOI “SCOPRIAMO” GLI ABUSI,LE ESTORSIONI,ECC.,ECC., COME CI DOBBIAMO COMPORTARE ?
    IO QUANDO “INTUII” ED ACCLARAI GLI ABUSI,LA CRUDELTA’,ECC.,ECC.,DECISI DI BLOCCARE I PAGAMENTI DELLA PIGIONE; SAPEVO,E SO’ CHE TRATTASI DI DUE COSE DISTINTE E’ SEPARATE;MA QUANDO CERTI CRUDELI E’ CATTIVI SOGGETTI,TI SPELLANO VIVI,E’ VARI MESI,NON BASTANDO NEANCHE LA PENSIONE PER I LORO CAPRICCI E’ PER FAR “BENEFICIARE” LE LORO CARE AMICIZIE;DA QUALI FONTI SI DEVE PRENDERE IL DANARO PER PAGARGLI ANCHE L’AFFITTO ?
    SARA’ COSA GRADITA SE SI CHIARISSERO “SPREGEVOLI” ABUSI DI GENTE MALVAGIA,CRUDELE,SENZA SCRUPOLI,PERFIDA,ECC.,ECC.
    RINGRAZIO,E CHIEDO SCUSA SE HO SCRITTO CASI CHE NON FANNO PARTE DELL’ORGANIZZAZIONE DI CUI TRATTASI.
    PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ANIOPA.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI