Covid-19: disturbi mentali in aumento e carenza di servizi

8 Aprile 2021 | Autore:
Covid-19: disturbi mentali in aumento e carenza di servizi

Disturbi mentali in aumento nei bambini e negli adolescenti. L’allarme del neuropsichiatra infantile: «Carenza di servizi dedicati alla salute mentale».

Le parole «Covid-19» e «crisi» sono state tra più gettonate dell’ultimo anno: a partire dalla crisi sanitaria alla crisi economica fino alla crisi di governo. La pandemia causata dal Coronavirus ha fatto emergere numerose criticità nel nostro Paese e posto i riflettori su molteplici carenze in ambito sanitario e lavorativo. Ospedali sovraffollati, strutture sanitarie in affanno, una campagna vaccinale che procede a rilento. Per non parlare delle chiusure a causa delle restrizioni e delle difficoltà economiche che molte famiglie italiane si sono ritrovate a dover fronteggiare. Ma le conseguenze del Covid-19 non finiscono qui.

Gli ultimi mesi hanno comportato tante sfide per gli operatori sanitari, i lavoratori, gli studenti, i familiari dei pazienti affetti dal Covid-19, le persone con disturbi mentali e per coloro che versano in condizioni socio-economiche svantaggiate. Quindi, l’impatto della pandemia ha ostacolato non solo la crescita economica e sociale della popolazione, ma anche il benessere psicologico di molti.

L’impatto della pandemia ha avuto gravi ripercussioni sulla salute mentale degli adulti, ma anche dei più piccini che si sono ritrovati chiusi in casa, rinunciando alla frequentazione della scuola in presenza e delle attività sportive, nonché alle relazioni sociali. Tutto per evitare il contagio del «virus cattivo».

Il lockdown, l’isolamento, la chiusura degli istituti scolastici e dei centri sportivi non hanno fatto altro che amplificare alcuni disturbi preesistenti nei bambini e negli adolescenti, nonché acuire le richieste di aiuto di disturbo mentale. Parliamo di ansia, autolesionismo, tentativi di suicidio, depressione, attacchi di panico, disturbi del sonno, aggressività, irritabilità. Il problema è che, come dicevamo all’inizio, nel corso di questa emergenza, sono emerse tutte le carenze in ambito sanitario, soprattutto per quanto riguarda i centri di neuropsichiatria infantile.

Un chiaro allarme a tal proposito è stato lanciato dal prof. Stefano Vicari (ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso l’Università Cattolica di Roma e primario all’Ospedale Bambino Gesù): «Negli ultimi anni, è stato registrato un drastico aumento delle richieste di diagnosi e di intervento per i disturbi neuropsichici in età evolutiva. I disturbi mentali riguardano il 10% dei bambini e il 20% degli adolescenti, ciò nonostante i servizi presenti sul territorio in grado di occuparsi della salute mentale sono molto ridotti. Addirittura, ci sono regioni quasi sprovviste di centri di neuropsichiatria infantile. Rimanere chiusi in casa non è facile per noi adulti, quasi impossibile per un bambino, specie se con qualche difficoltà. In quest’ultimo anno, abbiamo trascurato i più deboli, primi fra tutti i bambini con disabilità. La pandemia Covid-19 ha accentuato un fenomeno già presente di carenze di servizi dedicati alla salute mentale».

Quindi, parliamo di un’emergenza nell’emergenza. In che modo è possibile intervenire? «L’iniziativa parlamentare che punta a potenziare i servizi di neuropsichiatria è assolutamente indispensabile. La politica deve farsi carico di questa situazione e garantire il diritto alla salute delle nuove generazioni».



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15 Commenti

  1. Verissimo. Non si rendono conto ai piani alti tutti i disagi che devono affrontare le famiglie? E magari sobbarcarsi di spese e affrontare spostamenti per andare nei centri specializzati per far seguire i propri figli da professionisti fuori regione… LA politica deve attivarsi e deve farsi carico delle spese delle famiglie svantaggiate e delle cure che spesso sono troppo costose.

  2. Con questa pandemia i problemi dei bambini con difficoltà si sono amplificati in maniera esponenziale. Immaginate i bambini iperattivi costretti a restare chiusi in casa. L’aggressività, gli scatti di rabbia, le tensioni sono aumentate. In casa abbiamo cercato di tenerci impegnati e di trovare soluzioni alternative per seguire il nostro bambino e farlo seguire anche con videochiamate, ma non è affatto semplice. Ora, con le belle giornate si esce fuori casa e si fa una passeggiata

  3. Concordo con tutto ciò che è stato scritto. La crisi di questa pandemia riguarda ogni aspetto ed i bambini sono stati molto svantaggiati da questa situazione, specialmente quelli con diagnosi di disturbi del neurosviluppo. In ogni caso, è importante l’appello per richiamare l’attenzione su questi temi perché bisogna intervenire in maniera concreta affinché ciascuno possa usufruire di centri di neuropsichiatrici nel proprio territorio

  4. Per quanto si possa cercare di tenere impegnati i propri figli, bisogna fare i conti anche con il proprio lavoro e riuscire a coordinare tutto altrimenti chi porta il pane a casa? Ecco, loro hanno sofferto per la mancanza di socialità e di lezioni scolastiche in presenza e noi genitori ci siamo fatti di carico di ulteriori impegni. Per carità, qui nessuno vuole venire meno ai propri impegni di genitore, però capite bene che diventa assai complicato riuscire a seguire tutto e anche noi rischiamo un esaurimento mentale

  5. MI auguro che ci si attivi seriamente, perché è proprio vero che in questa pandemia sono emerse tutte le carenze strutturali e organizzative del nostro Paese. Bisogna puntare sulla sanità perché la salute psicofisica degli individui è fondamentale. Sono tantissimi o ragazzi che hanno disagi e disturbi mentali. Inutile mettere la testa sotto la sabbia e far finta di niente. E tra i bambini con difficoltà ci sono i bambini autistici, quelli con Adhd, con disturbi specifici dell’apprendimento, con disturbi di disregolazione dell’umore, con disturbo oppositivo provocatorio, con disturbi del linguaggio, ecc. Quindi, non è che parliamo di una grande fetta di minori che richiede un intervento precoce affinché si possa intervenire e cercare di individuare una terapia efficace per favorire una crescita sana ed equilibrata e garantire un futuro più sereno

  6. Mi sembra assurdo che i centri di salute mentale non siano presi in considerazione come dovrebbero. Eppure, si parla tanto di benessere anche dal punto di vista fisico e poi si tralascia il benessere psichico?

  7. Credo che sia necessario intervenire tempestivamente, perché ad un anno dalla pandemia i casi di disturbi neuropsicologici sono decisamente aumentati. Ho letto di tantissimi casi di autolesionismo, tentativi di suicidio e depressione nei ragazzini. Loro che dovrebbero vivere con maggiore spensieratezza l’infanzia e l’adolescenza e invece vengono trascurati dalle autorità che pensano soltanto a chiudere scuole anziché cercare delle soluzioni valide per consentire a tutti di condurre una vita quasi normale in sicurezza adottando le opportune cautele

  8. C’è chi è abituato a stare mezza giornata attaccato agli schermi del televisore e non vede che i propri figli stanno subendo un tragico disagio psicologico e abituano anche loro a questa dipendenza dagli smartphone, dai tablet, dalla tv e dai videogiochi pur di non assolvere al loro compito di genitori e di educatori. La pandemia ha già creato mille disagi, le strutture mancano ed i servizi fanno acqua da tutte le parti, ma anche i genitori devono prendersi le loro responsabilità e seguire i ragazzi e non lasciarli a loro stessi

  9. Qui, molti esperti come si precisa nell’articolo stanno lanciando appelli importanti e preoccupanti. Ora, spetta alle istituzioni intervenire perché i genitori da soli non ce la fanno più e spesso molti interventi richiedono cure costose. Per fortuna che ci sono professionisti e associazioni che ci vengono incontro

  10. Sapevamo già dall’anno scorso che queste chiusure non avrebbero mandato in tilt solo l’economia e la salute fisica, infatti i danni alla salute mentale erano stati preannunciati. Ora, visto che il danno è fatto e si può comunque intervenire, bisogna rivolgersi a specialisti come i neuropsichiatri e richiedere un passo importante per rafforzare i servizi altrimenti mica che i medici possono farsi in quattro

  11. La salute mentale di giovani e adulti sta risentendo della pandemia, delle chiusure, dell’isolamento e della mancanza di socialità. E di conseguenza, molti finisco per diventare ancora di più dipendenti dagli smartphone e da Internet, come se prima non fossero già ossessionati dalla tecnologia. Ora, non staccano proprio gli occhi dagli schermi dei cellulari, neppure quando sono in compagnia oppure sono a tavola. Sempre con il cellulare

  12. L’impatto psicologico della pandemia non deve essere trascurato altrimenti si va sempre di più peggiorando e le conseguenze nella crescita possono essere davvero allarmanti. MI preoccupa pensare che gli accessi al pronto soccorso ed i reparti di neuropsichiatria infantile siano pieni laddove ci sono, mentre in alcuni posti sono inesistenti

  13. Ho letto che la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità la mozione finalizzata alla realizzazione di un Piano nazionale per l’infanzia. Come ha scritto Paolo Siani, finalmente, i bambini sono stati posti concretamente al centro dell’azione politica.

  14. Io sono del parere che i genitori debbano monitorare costantemente i propri figli per capire se c’è qualcosa che non va, se hanno pensieri negativi, se stanno frequentando gente di cui preoccuparsi, se stanno sviluppando una dipendenza (ad esempio, Internet, videogiochi, stupefacenti, gioco d’azzardo, ecc). Bisogna stargli vicino senza essere invadenti e intervenire tempestivamente in presenza di disturbi mentali

  15. Sapete cosa servirebbe a tutti per riprenderci mentalmente? Una bella vacanza senza preoccupazioni di contagi e stress di questo tipo. Un piccolo spiraglio di normalità ci servirà a tutti. Poi, ovviamente per i casi di cui si parla nell’articolo bisogna rivolgersi a specialisti che possano aiutare chi ha problemi seri e disturbi mentali a seguire delle terapie. Ma se non rafforzano i servizi mica si va avanti, eh.

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