L’esperto | Articoli

Opposizione a decreto ingiuntivo per crediti condominiali: Cassazione

8 Aprile 2021
Opposizione a decreto ingiuntivo per crediti condominiali: Cassazione

Riscossione quote condominiali nei confronti del condomino moroso e prova: la delibera assembleare. 

Indice

Opposizione a d.i. per crediti condominiali: il giudice non può valutare il merito delle delibere assembleari

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo emesso ai sensi dell’art. 63 disp. att. cod. civ. per la riscossione dei contributi condominiali quantificati in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale, ma solo questioni riguardanti l’efficacia della medesima: tale delibera, infatti, costituisce titolo di credito del condominio e, di per sé, prova l’esistenza di tale credito e legittima, non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto.

Infatti, tra il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, emesso per il pagamento di oneri condominiali e la controversia avente ad oggetto l’impugnazione della delibera assembleare posta a sostegno della ingiunzione, non sussiste neppure rapporto di pregiudizialità necessaria, tenuto conto che il diritto di credito del condominio alla corresponsione delle quote di spesa per il godimento delle cose e dei servizi comuni non sorge con la delibera assembleare che ne approva il riparto, ma inerisce alla gestione dei beni e servizi comuni, sicché l’eventuale venir meno della delibera per invalidità, se implica la perdita di efficacia del decreto ingiuntivo, non comporta anche l’insussistenza del diritto del condominio di pretendere la contribuzione alle spese.

Tribunale Modena sez. I, 04/01/2021, n.2

Condominio: per la riscossione dei contributi in relazione allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea basta l’allegazione delle delibere di approvazione dei bilanci

In materia condominiale (ma, come si è detto, la disciplina può applicarsi per analogia ai consorzi di urbanizzazione), per la riscossione dei contributi in relazione allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea è sufficiente l’allegazione delle delibere con cui sono stati approvati i bilanci e i relativi riparti da cui emerge il credito verso il condomino (art. 63 disp. attuaz. c.c.), e tali documenti sono stati prodotti in allegato al ricorso per ingiunzione.

Tribunale Roma sez. V, 28/09/2020, n.12957

Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per contributi condominiali ha ad oggetto l’intera situazione giuridica controversa

Il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per contributi condominiali ha ad oggetto l’intera situazione giuridica controversa, sicché è al momento della decisione che occorre avere riguardo per la verifica della sussistenza delle condizioni dell’azione e dei presupposti di fatto e di diritto per l’accoglimento della domanda di condanna del debitore; ne consegue che l’annullamento della delibera di riparto, su cui era radicato il decreto ingiuntivo, non preclude al giudice dell’opposizione di pronunciare sul merito della pretesa, emettendo una sentenza favorevole ove l’amministratore dimostri che il credito azionato sussiste, è esigibile ed il condominio ne è titolare, ai sensi degli artt. 1123 e ss. c.c.

Cassazione civile sez. II, 31/08/2020, n.18129

Opposizione a decreto ingiuntivo per crediti condominiali

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo per crediti condominiali, in caso di cassazione con rinvio al giudice di appello, è onere del condominio appellante produrre o ripristinare in appello, se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali si basa il gravame, o comunque attivarsi perché tali documenti possano essere sottoposti all’esame del giudice di appello, senza che gli stessi (nella specie, quelli relativi alla fase monitoria) possano, per altro, qualificarsi come nuovi agli effetti dell’art. 345 c.p.c.

Cassazione civile sez. VI, 30/07/2020, n.16340

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale di assemblea condominiale

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale di assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese, nonché dei relativi documenti, sicché il giudice emetterà una sentenza favorevole qualora l’amministratore dimostri che il credito preteso sussiste, è esigibile e che il condominio ne è titolare.

Cassazione civile sez. VI, 23/07/2020, n.15696

Il giudice dell’opposizione non può valutare il merito delle delibere condominiali di riparto poste a base di d.i., salvo autonoma domanda in tal senso

Il merito delle delibere emesse dall’assemblea di un condominio non è sindacabile in sede di opposizione ex art. 645 cpc in quanto il legislatore prevede uno specifico e tipico mezzo per l’impugnazione (v. art. 1137 cc) dei vizi dell’atto frutto della volontà dell’assemblea e dei fatti nello stesso rappresentati e che pertanto le questioni accertate o i fatti anteriori alla delibera non possono essere introdotti se non con i mezzi e nella sede espressamente prevista dal legislatore.

Tuttavia, alla luce della previsione della norma di cui all’art. 104 cpc, ben può il condòmino debitore proporre, in sede di opposizione al decreto ex art. 645 cpc, anche autonoma domanda volta a conseguire in via principale la declaratoria di nullità o l’annullamento (in quest’ultimo caso nei termini di decadenza di legge) della o delle delibere fondanti il credito oggetto di ingiunzione: la pronunzia (di caducazione della delibera), comportando il venir meno del titolo sul quale è fondato il credito dell’opposto fatto valere in via monitoria, determina, come necessaria conseguenza, la revoca del decreto ingiuntivo opposto.

Tribunale Roma sez. V, 22/05/2020, n.7610

Verifica del giudice della delibera assembleare nel procedimento di opposizione a d.i.

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, il giudice deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo tale sindacato riservato al giudice davanti al quale dette delibere sono state impugnate.

Tribunale Roma sez. V, 04/05/2020, n.6847

Nel giudizio di opposizione a d.i. per oneri condominiali rileva solo l’esecutività della delibera

Nell’opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., ciò che assume rilievo è unicamente l’esecutività della decisione dell’assise condominiale che, qualora non privata – a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelarmente nell’ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell’atto da parte del medesimo organo che l’aveva adottato, o, ancora, a seguito di suo giudiziale annullamento o declaratoria di nullità – di detto carattere, supporta validamente il provvedimento monitorio fatto oggetto di opposizione.

Alla luce dei rilievi svolti, è da rilevare che la delibera, posta a base delle pretese avanzate in sede monitoria, costituisce titolo di credito del condominio. La stessa pertanto prova, di per sé, l’esistenza di tale credito, legittimando, senz’altro, non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del singolo condomino a pagare le somme all’esito del giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto, il cui ambito è ristretto solamente alla verifica dell’esistenza e dell’efficacia della deliberazione assembleare medesima relativa all’approvazione della spesa e alla ripartizione degli inerenti oneri.

Tribunale Crotone, 11/03/2020, n.294

Ingiunzione di pagamento e attualità del debito

Nel procedimento di opposizione ex art. 645 c.p.c., promosso dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., lo stesso può avanzare doglianze in ordine alla sussistenza del debito o alla documentazione costituente prova scritta dell’ingiunzione, ovvero al verbale della delibera assembleare, ma non anche alla validità della stessa che può venire contestata, in via separata, solamente con l’impugnazione di cui all’art. 1337 c.c. poiché l’attualità del debito non è subordinata alla sua validità ma alla sua efficacia.

Tribunale Roma sez. V, 08/01/2020, n.228

Opposizione del singolo condomino contro ingiunzione di pagamento: ciò che rileva è solo l’esecutività della decisione dell’assise condominiale

Nell’opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., ciò che assume rilievo è unicamente l’esecutività della decisione dell’assise condominiale che, qualora non privata (a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelarmente nell’ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell’atto da parte del medesimo organo che l’aveva adottato, o, ancora, a seguito di suo giudiziale annullamento o declaratoria di nullità ) di detto carattere, supporta validamente il provvedimento monitorio fatto oggetto di opposizione.

Tribunale Roma sez. V, 07/01/2020, n.165

Nel giudizio di opposizione a d.i. per oneri condominiali rileva solo l’esecutività della delibera

Nell’opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., ciò che assume rilievo è unicamente l’esecutività della decisione dell’assise condominiale che, qualora non privata – a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelarmente nell’ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell’atto da parte del medesimo organo che l’aveva adottato, o, ancora, a seguito di suo giudiziale annullamento o declaratoria di nullità – di detto carattere, supporta validamente il provvedimento monitorio fatto oggetto di opposizione. Alla luce dei rilievi svolti, è da rilevare che la delibera, posta a base delle pretese avanzate in sede monitoria, costituisce titolo di credito del condominio.

La stessa pertanto prova, di per sé, l’esistenza di tale credito, legittimando, senz’altro, non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del singolo condomino a pagare le somme all’esito del giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto, il cui ambito è ristretto solamente alla verifica dell’esistenza e dell’efficacia della deliberazione assembleare medesima relativa all’approvazione della spesa e alla ripartizione degli inerenti oneri.

Tribunale Roma sez. V, 04/09/2019, n.16930

L’opposizione del condomino avverso l’ingiunzione di pagamento non può avere ad oggetto la legittimità dell’assemblea condominiale

L’opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., non può riguardare questioni involventi la legittimità – valutabile in termini di annullabilità – della delibera assembleare condominiale posta a suo fondamento.

Ciò in quanto quello che assume rilievo è unicamente l’esecutività della decisione dell’assise condominiale che, qualora non privata di detto carattere (che può avvenire a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelarmente nell’ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell’atto da parte dello stesso organo che l’aveva adottato, o, ancora, a seguito di suo giudiziale annullamento o declaratoria di nullità) supporta validamente il provvedimento monitorio fatto oggetto di opposizione.

Tribunale Roma sez. V, 15/04/2019, n.8225

Opposizione del condomino contro l’ingiunzione di pagamento dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea

L’opposizione ex art. 645 c.p.c. promossa dal condomino avverso l’ingiunzione di pagamento emessa ex art. 63 disp. Att. c.c., può avere ad oggetto le sole doglianze in ordine alla sussistenza del debito o alla documentazione costituente prova scritta dell’ingiunzione, ovvero il verbale della delibera assembleare, ma non anche la validità della stessa che può venire contestata, in via separata, solamente con l’impugnazione di cui all’art. 1337 c.c. poiché l’attualità del debito non è subordinata alla sua validità ma alla sua efficacia.

Tribunale Roma sez. V, 08/04/2019, n.7547

Nel giudizio di opposizione a d.i. per oneri condominiali il giudice non deve verificare la validità delle delibere assembleari

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo emesso ai sensi dell’art. 63 disp. att. cod. civ. per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale, ma solo questioni riguardanti l’efficacia della medesima: tale delibera, infatti, costituisce titolo di credito del condominio e, di per sé, prova l’esistenza di tale credito e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto. In altri termini, nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, il giudice deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo questa attività riservata al giudice davanti al quale dette delibere siano state impugnate.

Tribunale Roma sez. V, 18/02/2019, n.3643

Opposizione a decreto ingiuntivo in ordine alle delibere assembleari condominiali recanti titoli di credito: limiti di ammissibilità

L’opposizione a decreto ingiuntivo è consentita, in ordine alle delibere assembleari condominiali recanti titoli di credito, per l’accertamento esterno in merito alla sua perdurante efficacia e, nella specie, all’idoneità formale del verbale che documenta la delibera.

Non è concesso, invece, accertare la validità intrinseca della delibera, che può essere fatta valere solo mediante l’impugnazione ex art. 1137 c.c. Pertanto, in sede diversa dal giudizio di impugnazione ordinario, il ricorrente potrà esclusivamente chiedere l’accertamento dell’idoneità sostanziale della pretesa azionata con riferimento alla documentazione posta a sostegno dell’ingiunzione in quanto, tale documentazione, ove conforme, costituisce già prova dell’adeguatezza del titolo ai fini esecutivi con il precipuo scopo di consentire al condominio di realizzare in concreto la propria istituzionale finalità di conservazione e gestione della cosa comune nei confronti della collettività dei partecipanti, mediante la possibilità di far fronte, con regolarità, al pagamento delle spese necessarie.

Tuttavia, ove il proprietario corrispondesse parte di quanto dovuto, il decreto, considerato il debito parzialmente estinto (anche se solo in epoca successiva all’emanazione del decreto) dovrà essere revocato in quanto il giudizio di opposizione non introduce un’autonoma fase ma produce solo l’effetto che sulla domanda dell’attore, già proposta nelle forme del procedimento monitorio, si debba conoscere attraverso le forme del processo ordinario d.i.

Tribunale Roma sez. V, 22/01/2019, n.1466

Condominio: prova necessaria e sufficiente per la riscossione dei contributi in relazione allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea

In tema di condominio, per la riscossione dei contributi in relazione allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea è sufficiente, a livello probatorio, l’allegazione delle delibere con cui sono stati approvati i bilanci e i relativi riparti da cui emerge il credito verso il condomino (art. 63 disp. attuaz. c.c.).

Tribunale Roma sez. V, 22/01/2019, n.1504

Opposizione a decreto ingiuntivo su oneri condominiali: ambito e limiti

In sede di opposizione ex art. 645 c.p.c. è ammessa la verifica dell’esistenza e dell’efficacia – ove successivamente sospesa o revocata – delle delibere condominiali di approvazione delle spese e di ripartizione del relativo onere poste alla base del credito ingiunto, mentre è precluso ogni sindacato sui vizi occorsi nella formazione della volontà dell’assemblea condominiale sottesa a dette delibere. Per censurare tali vizi infatti, occorrerà esperire lo specifico mezzo d’impugnazione di cui all’art. 1137 c.c. ed art. 63 disp. att. c.c.

Tribunale Roma sez. V, 15/01/2019, n.988

Nel giudizio di opposizione a d.i. per oneri condominiali il giudice non può sindacare sulla validità delle delibere assembleari

Il merito delle delibere emesse dall’assemblea di un condominio non è sindacabile in sede di opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa con lo solo scopo di paralizzare l’avversa pretesa in quanto il legislatore prevede uno specifico e tipico mezzo per l’impugnazione (v. art. 1137 c.c. ed art. 63 disp. att. c.c.) dei vizi dell’atto frutto della volontà dell’assemblea e dei fatti nello stesso rappresentati e che pertanto le questioni accertate o i fatti maturati in epoca anteriore alla delibera non possono essere introdotti se non con i mezzi (impugnazione delle delibere) e nella sede espressamente prevista dal legislatore.

Tribunale Roma sez. V, 15/01/2019, n.988

La delibera condominiale non impugnata è valida ed efficace, pertanto gli oneri condominiali sono dovuti anche in pendenza di opposizione a d.i.

L’opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., non può riguardare questioni involventi la legittimità – valutabile in termini di annullabilità – della delibera assembleare condominiale posta a suo fondamento atteso che ciò che assume rilievo è unicamente l’esecutività della decisione dell’assise condominiale che, qualora non privata – a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelarmente nell’ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell’atto da parte del medesimo organo che l’aveva adottato, o, ancora, a seguito di suo giudiziale annullamento o declaratoria di nullità – di detto carattere, supporta validamente il provvedimento monitorio fatto oggetto di opposizione.

Il procedimento di opposizione può, quindi, avere ad oggetto le sole doglianze in ordine alla sussistenza del debito o alla documentazione costituente prova scritta dell’ingiunzione, ovvero il verbale della delibera assembleare, ma non anche la validità della stessa che può venire contestata, in via separata, solamente con l’impugnazione di cui all’art. 1337 c.c. poiché l’attualità del debito non è subordinata alla sua validità ma alla sua efficacia.

Tribunale Roma sez. V, 15/01/2019, n.976

Limiti per il condomino che si oppone al decreto ingiuntivo per il recupero degli oneri condominiali

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo emesso nei confronti del condomino moroso per il recupero degli oneri condominiali, l’opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale di approvazione dello stato di ripartizione, ma solo questioni riguardanti l’efficacia di quest’ultima.

Cassazione civile sez. VI, 22/01/2018, n.1502

Opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, non assume rilevanza l’avvenuta impugnazione, in separato giudizio, della deliberazione assembleare posta a fondamento della domanda monitoria, atteso che il giudice dell’opposizione deve limitarsi a verificarne la perdurante esistenza ed efficacia, senza poterne sindacare, incidentalmente, la validità, dovendo accogliere l’opposizione solo quando la delibera condominiale abbia perduto la sua efficacia per esserne stata sospesa l’esecuzione dal giudice dell’impugnazione o per essere stata da questi annullata con sentenza anche non passata in giudicato.

Cassazione civile sez. VI, 24/03/2017, n.7741

Tra l’opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali e l’impugnazione della delibera assembleare non vi è un rapporto di pregiudizialità necessaria

Tra il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per il pagamento di oneri condominiali e la controversia avente ad oggetto l’impugnazione della delibera assembleare posta a sostegno della ingiunzione non sussiste alcun rapporto di pregiudizialità necessaria, tale da giustificare la sospensione del procedimento di opposizione ex art.295 c.p.c., tenuto conto, da un lato, che il diritto di credito del condominio alla corresponsione delle quote di spesa per il godimento delle cose e dei servizi comuni non sorge con la delibera assembleare che ne approva il riparto, ma inerisce alla gestione dei beni e servizi comuni, sicché l’eventuale venir meno della delibera per invalidità, se implica la perdita di efficacia del decreto ingiuntivo, non comporta anche l’insussistenza del diritto del condominio di pretendere la contribuzione alle spese per i beni e servizi comuni di fatto erogati e considerato, dall’altro, che l’eventuale contrasto tra giudicati che potrebbe, in ipotesi, verificarsi in seguito al rigetto della opposizione ed all’accoglimento della impugnativa della delibera, potrebbe essere superato in sede esecutiva, facendo valere la perdita di efficacia del decreto ingiuntivo come conseguenza della dichiarata invalidità della delibera.

Il principio di inesecutività del titolo impugnato a seguito di allegazione della sua originaria invalidità assoluta è derogato, nella disciplina del condominio, da un sistema normativo che mira all’immediata esecutività del titolo, pur in pendenza di controversia, a tutela di interessi generali ritenuti prevalenti e meritevoli di autonoma considerazione.

Il giudice, pertanto, non ha il potere di disporre la sospensione della causa di opposizione a decreto ingiuntivo, ottenuto ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.c., in relazione alla pendenza del giudizio in cui sia stata impugnata la relativa delibera condominiale, restando riservato al giudice dell’impugnazione il potere di sospendere ex art. 1137, comma 2, c.c. l’esecuzione della delibera. Non osta a tale disciplina derogatoria il possibile contrasto di giudicati in caso di rigetto dell’opposizione all’ingiunzione e di accoglimento dell’impugnativa della delibera, poiché le conseguenze possono essere superate in sede esecutiva, facendo valere la sopravvenuta inefficacia del provvedimento monitorio, ovvero in sede ordinaria mediante azione di ripetizione dell’indebito.

Cassazione civile sez. II, 23/02/2017, n.4672



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube