Diritto e Fisco | Articoli

Tenore di vita dai social: può cambiare il mantenimento?

8 Aprile 2021 | Autore:
Tenore di vita dai social: può cambiare il mantenimento?

Chi dichiara di guadagnare poco ma posta delle foto su Facebook in località di lusso deve aumentare l’importo dell’assegno per i figli.

«Per esserci bisogna apparire», scrisse il filosofo Umberto Galimberti ne I vizi capitali e i nuovi vizi. E la smania di apparire pur di esserci può giocare qualche brutto scherzo. Soprattutto se in mostra su Facebook o su Instagram si mettono delle cose poco coerenti con la propria dichiarazione dei redditi: la foto di un soggiorno in un posto di lusso o di frequenti vacanze in luoghi anche più modesti ma che, comunque, comportano delle spese. L’immagine dell’auto o della moto appena acquistata, ben al di sopra delle potenziali possibilità dell’acquirente. Le cene al ristorante dove non sempre pagano gli amici. E siccome i social network sono delle piazze aperte ad un numero imprecisato di persone, va a finire che prima o poi ci dà una sbirciata anche la persona più inopportuna, che viene a sapere in questo modo come se la passa colui che piange miseria in tribunale per limare il più possibile l’assegno dei figli.

Davvero il tenore di vita dai social può cambiare il mantenimento? Secondo una sentenza della Corte d’Appello di Torino è proprio così. L’incoerenza si paga e, quindi, se le denunce dei redditi odorano di marcio, se si afferma di possedere quel tanto che basta per sopravvivere e per rispettare al minimo il mantenimento dei figli e poi sui social si dimostra di avere delle risorse per fare la bella vita, allora l’assegno lievita. Ecco che cosa hanno deciso i giudici.

Mantenimento per i figli: quando è dovuto?

Quando una coppia si separa (che sia stata sposata o abbia avuto una convivenza di fatto) i genitori sono tenuti a contribuire al mantenimento dei figli, chi badando a lui in qualità di genitore affidatario e chi mettendo ogni mese la sua parte in termini economici. Quest’ultimo dovrà versare al primo la somma stabilita dal giudice. Quando compie i 18 anni, il figlio può decidere se ricevere direttamente la somma oppure se chiedere che l’assegno venga ancora consegnato al genitore con cui convive.

Oltre all’assegno mensile, il genitore non convivente deve versare a quello affidatario una parte delle spese straordinarie del figlio (il dentista, una gita scolastica, l’acquisto di un motorino per andare al liceo, ecc.). In quest’ultimo caso, però, il genitore affidatario deve consultarsi con quello non convivente, a meno che si tratti di spese urgenti legate alla salute o di quelle inevitabili come le tasse universitarie.

Mantenimento per i figli: qual è l’importo?

L’importo dell’assegno di mantenimento per i figli viene calcolato secondo questi parametri:

  • il tenore di vita avuto dal figlio quanto i genitori erano ancora insieme. Il giudice, oltre al reddito, considera altri elementi che possono incidere su questo aspetto, come ad esempio il patrimonio mobiliare o le abitudini più o meno agiate della famiglia;
  • le esigenze attuali del figlio, come previsto dal Codice civile nel passaggio in cui dice che i genitori hanno il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli venendo incontro a tutte le loro esigenze. Si parla, dunque, non solo delle necessità di mangiare, bere, vestire, lavarsi ed avere la notte un tetto sopra la testa, ma anche del bisogno di frequentare la scuola, di fare sport, di socializzare, di avere un supporto morale;
  • il tempo di permanenza con ciascun genitore: più è lungo il periodo di tempo che passa con il padre o con la madre, più l’uno o l’altra dovranno spendere per provvedere alle esigenze del figlio. Il giudice terrà conto anche di questo;
  • le capacità economiche dei genitori: oltre al reddito, il tribunale valuta altri aspetti, come ad esempio l’aiuto dei nonni grazie al quale il genitore affidatario evita alcune spese.

Nel caso in cui, dopo la prima decisione del giudice, cambiano le condizioni economiche del genitore tenuto a versare l’assegno (la perdita del lavoro, la promozione, una malattia grave, ecc.), l’importo può essere modificato su richiesta al giudice.

Mantenimento per i figli: se il genitore guadagna di più di quel che dice

Può capitare (come di fatto è capitato nel caso di cui si sono occupati i giudici torinesi) che il genitore non convivente tenuto a versare il mantenimento dei figli presenti in tribunale una dichiarazione dei redditi, per così dire, «rivista al ribasso»; che sostenga, insomma, di guadagnare meno di quello che in realtà porta a casa. Quel tesoretto nascosto gli permetterà un tenore di vita stridente con quanto affermato in sede di separazione. Fino a quando il trucco verrà scoperto.

La sentenza in commento [1] riguarda un padre separato che si è rifatto una vita con un’altra donna dalla quale ha avuto un figlio. Per quelli avuti con la moglie da cui si è separato era stato condannato a versare l’assegno di mantenimento, che ora diventa più cospicuo proprio grazie alla «voglia di apparire per esserci» di cui parlava Galimberti.

È successo, infatti, che la nuova compagna non ha esitato a pubblicare sui social network le foto di viaggi, vacanze esotiche, weekend fuori porta, regali costosi e acquisti di lusso. Immagini, insomma, che non mostravano proprio una situazione di difficoltà economica o un tenore di vita piuttosto modesto da parte di chi ha dichiarato un reddito di 24mila euro l’anno.

Tuttavia, il fatto che il padre se la spassi a Saint-Tropez, a Montecarlo o a Capri a bordo di una Porche Cayenne frequentando alberghi di lusso non vuol dire che deve riconoscere ai figli delle cifre da capogiro tramite l’assegno di mantenimento. I giudici hanno stabilito che l’importo deve essere quello necessario per soddisfare le esigenze dei ragazzi, oltre alle spese straordinarie. Ma hanno anche detto che il genitore non è tenuto a mantenere dei vizi. Quelli li può tenere per sé; purché dichiari (e non solo sui social) che se lo può permettere e che, quindi, può aumentare il suo contributo per il mantenimento dei figli. Così facendo, oltretutto, avrà meno noie con il Fisco.


note

[1] Corte d’appello Torino sent. n. 337/2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube