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Cassa integrazione non pagata: che fare?

10 Agosto 2021
Cassa integrazione non pagata: che fare?

Il datore di lavoro deve versare al dipendente la Cig alle normali scadenze dei periodi di paga.

Sono diversi mesi che sei stato messo in cassa integrazione. All’inizio, ricevevi regolarmente lo stipendio, compresa la Cig, come di consueto il giorno 27 del mese. Sono, però, tre mesi che non ricevi alcunché. Che fare in caso di cassa integrazione non pagata?

Le aziende che attraversano un periodo temporaneo di crisi possono accedere agli ammortizzatori sociali per abbattere il costo del lavoro senza, però, procedere ai licenziamenti. In questa fase, infatti, i dipendenti ricevono un trattamento di integrazione salariale dall’Inps. Ma in caso di cassa integrazione non pagata: che fare? Per capire come muoversi in caso di ritardi oppure di omissioni nel pagamento della Cig occorre, prima di tutto, verificare quale strumento di integrazione salariale è stato applicato e con quale modalità di erogazione. Andiamo per ordine.

Cassa integrazione: cos’è?

Quando un’azienda viene colpita da un periodo di crisi, oppure decide di effettuare una riorganizzazione per essere maggiormente competitiva ed efficiente, potrebbe avere l’esigenza di tagliare dei posti di lavoro.

Per evitare il costo sociale dei licenziamenti, la legge consente alle imprese, se ricorrono determinate condizioni, di chiedere l’intervento della cassa integrazione (Cig). Si tratta di un ammortizzatore sociale attraverso il quale, per un periodo, l’azienda può sospendere a zero ore i dipendenti o ridurre il loro orario di lavoro, abbattendo così il costo delle ore non lavorate. Per tutelare il reddito perso, i dipendenti ricevono dall’Inps una somma di denaro (trattamento di integrazione salariale) che copre una parte del salario.

Cassa integrazione: quanto spetta?

Durante la fruizione della Cig il lavoratore riceve:

  1. la normale retribuzione oraria, a carico del datore di lavoro, per le ore di servizio normalmente prestate;
  2. la cassa integrazione per le ore non lavorate.

L’ammontare della cassa integrazione erogata dall’Inps è pari all’80% del salario perso a causa della sospensione o riduzione di orario. Tuttavia, è previsto un massimale Cig mensile che, per il 2021 [1], è soggetto alla seguente disciplina:

  • per retribuzioni mensili lorde fino a € 2.159,48: indennità mensile lorda pari a € 998,18 – indennità mensile al netto dei contributi pari a € 939,89;
  • per retribuzioni mensili lorde oltre € 2.159,48: indennità mensile lorda pari a € 1.199,72 – indennità mensile al netto dei contributi pari a € 1.129,66.

La presenza del massimale mensile fa sì che i lavoratori con un reddito più alto non prendano l’80% del salario perso a titolo di Cig ma molto meno. Se, ad esempio, un lavoratore assunto con qualifica di quadro ha un reddito mensile lordo di 8.000 euro e viene sospeso a zero ore in Cig prenderà un assegno mensile dall’Inps di € 1.199,72 che è di gran lunga inferiore all’80% del reddito perso.

Cassa integrazione: chi la paga?

Generalmente, la Cig viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga e, successivamente, recuperata a conguaglio con i contributi previdenziali dovuti all’Inps. In questo caso, la cassa integrazione viene erogata alle stesse scadenze con cui viene pagato lo stipendio (ad esempio, il 27 del mese, entro i primi 5 giorni del mese, e così via), in base alla prassi in uso presso l’azienda.

Se il datore di lavoro si trova in una condizione particolarmente critica sotto il profilo della liquidità perché, ad esempio, ha problemi di cassa, può richiedere all’Inps di pagare direttamente la Cig ai singoli lavoratori. In questo caso, l’azienda deve inviare all’Inps il modello Sr41 con cui vengono forniti all’istituto tutti i dati necessari per calcolare la Cig spettante a ogni dipendente.

In particolare, l’azienda deve indicare quante ore di cassa sono state fatte e quante ore di presenza al lavoro. L’Inps accrediterà la Cig direttamente sul conto corrente del lavoratore.

Cassa integrazione non pagata: che fare?

Se la cassa integrazione non viene pagata regolarmente il lavoratore deve agire in modo diverso in base alla modalità di pagamento scelta dall’azienda.

Se la Cig è anticipata dal datore di lavoro occorre chiedere all’ufficio del personale notizie sul mancato pagamento.

Se, invece, la Cig è pagata direttamente dall’Inps occorre entrare nel servizio online My Inpsfascicolo previdenziale del cittadino inserendo lo Spid o il Pin dispositivo Inps. Nel menu a sinistra, occorre cliccare su Prestazione – pagamenti. A questo punto, verranno visualizzate le seguenti informazioni:

  • agenzia Inps che gestisce la pratica;
  • importo pagato;
  • tipologia di prestazione (Cig);
  • data di disponibilità e data di pagamento della cassa integrazione.

A volte, il ritardo non dipende dall’Inps ma dal datore di lavoro che non ha inviato per tempo i dati necessari per calcolare la Cig all’istituto.


note

[1] Inps, circolare n° 7 del 21 gennaio 2021.


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