HOME Articoli

Le Guide Come difendersi dal redditometro: tutte le fasi del procedimento di accertamento

Le Guide Pubblicato il 16 marzo 2014

Articolo di




> Le Guide Pubblicato il 16 marzo 2014

Accertamento fiscale: dopo l’invio della lettera di invito a comparire, ecco le fasi e la tutela per il contribuente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate che procede all’accertamento.

 

Come abbiamo spiegato qualche giorno fa, dopo il varo del nuovo redditometro, l’Agenzia delle Entrate sta per spedire, a 20mila contribuenti, l’invito a comparire davanti agli uffici per il contraddittorio relativo all’accertamento dei redditi del 2009, dichiarati in Unico 2010, effettuato tramite il cosiddetto “Redditometro” (leggi l’articolo “Ecco la lettera per il controllo fiscale con redditometro”).

Ecco come si svolgeranno le fasi di questo procedimento e quali opportunità ha il contribuente di difendersi.

La selezione

La prima fase consiste in un procedimento interno all’amministrazione con cui procede alla individuazione del soggetto da accertare utilizzando le informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria. Dovrebbero essere considerate solo le posizioni più critiche, con uno scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute di oltre il 20%.

Non si procederà, dunque, al controllo delle dichiarazioni che presentino situazioni di marginalità economica o che, sulla base delle informazioni presenti in Anagrafe tributaria, possono giustificare lo scostamento.

L’ufficio opera una cernita anche verificando se il reddito complessivo della famiglia (reale e non fiscale) può giustificare l’apparente scostamento individuale.

 

L’invito a comparire

Individuato il contribuente da verificare, l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate gli invia una raccomandata a.r. con l’invito a comparire presso l’ufficio stesso per fornire spiegazioni in ordine alla propria posizione. Nel corso dell’incontro il contribuente dovrà dare chiarimenti circa la presunta anomalia intercettata nella fase della selezione. A questo punto si profilano due possibilità:

a) se l’ufficio riterrà esaurienti le spiegazioni la pratica verrà archiviata;

b) altrimenti, se l’ufficio ritiene insufficienti le motivazioni del contribuente, la procedura prosegue alla successiva fase del tentativo di adesione.

Il tentativo di adesione

Se le giustificazioni del contribuente, fornite durante l’incontro, siano ritenute non convincenti, a quest’ultimo verrà notificato l’invito al contraddittorio con il maggior reddito, le imposte e sanzioni. Si avvia così l’accertamento con adesione con la notifica di un nuovo invito che in realtà è vero e proprio pre-accertamento (similmente a quanto succede per l’applicazione degli studi di settore).

All’atto del ricevimento di tale invito, il contribuente ha due alternative:

a) o può fare acquiescenza: egli, cioè, può accettare integralmente la pretesa del fisco. In tal caso dovrà pagare tutte le imposte e le sanzioni ridotte a 1/6 del minimo. Il pagamento deve avvenire entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione;

b) oppure può presentarsi per il contraddittorio (dando corso al procedimento di adesione). Per ogni incontro viene redatto un verbale in cui si riporta sinteticamente l’eventuale documentazione aggiuntiva prodotta e le motivazioni addotte dal contribuente.

Se il contribuente decide di presentarsi al contraddittorio, quest’ultimo può chiudersi in due diversi modi:

a) se le parti raggiungono un accordo, si formalizza l’adesione e la procedura si chiude con il pagamento delle maggiore imposte e delle sanzioni ridotte a un terzo;

b) se invece il tentativo di adesione fallisce, l’ufficio emette il vero e proprio atto di accertamento.

L’avviso di accertamento

L’ufficio provvede a notificare al contribuente un avviso di accertamento.

Ricevuto l’avviso di accertamento (che, in pratica, è l’atto conclusivo della procedura) il contribuente può muoversi tra queste opzioni:

a) pagare il dovuto facendo acquiescenza all’accertamento: in tal caso può usufruire della riduzione delle sole sanzioni a 1/3. Il versamento dovrà avvenire entro il termine di presentazione del ricorso;

b) impugnare l’atto solo per le imposte e versando 1/3 delle sanzioni irrogate (cosiddetta “definizione in via breve delle sole sanzioni);

c) impugnare l’atto presentando ricorso alla Commissione tributaria competente entro 60 giorni (salvo la proroga dovuta al periodo di sospensione feriale) dalla notifica. Se il valore della lite è inferiore a 20mila euro, occorre attivare prima la procedura del cosiddetto “reclamo e mediazione”. Se la mediazione – che deve chiudersi entro 90 giorni – finisce con un accordo tra Fisco e contribuente, le sanzioni vengono ridotte al 40%.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI