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Draghi: non c’è una data sulle riaperture

8 Aprile 2021 | Autore:
Draghi: non c’è una data sulle riaperture

Il premier: dipende da contagi e vaccinazioni. «Con quale coraggio i giovani saltano la lista sapendo che lascia esposte a rischio di morte altre persone?».

Il Governo «è consapevole della situazione di bisogno e di disperazione» degli italiani, ma in questo momento «non c’è una data per le riaperture: dipende dall’andamento dei contagi e delle vaccinazioni». È stato perentorio il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa ancora in corso in cui ha fatto il punto dell’emergenza Covid: finché i dati non lo consentono, non è possibile pensare a far ripartire alcune delle attività ferme. «Avere una data – ha spiegato Draghi – significa avere dei dati entro una certa data».

Il premier non esclude che qualcosa si muova entro la fine del mese. Quando? Draghi, suo malgrado, si ripete: «Dipende dai dati».

Che la situazione sia esasperante a Palazzo Chigi è ben noto: «Vorrei dire quanto sono consapevole della situazione di bisogno e disperazione, io condanno le violenze sempre – ha fatto notare Draghi, a proposito degli scontri che ci sono stati in settimana davanti ai palazzi delle istituzioni – ma capisco appieno il senso di disperazione e anche di alienazione legata a una situazione di limitata mobilità».

Quanto ai vaccini, il premier si è detto «fiducioso, perché l’obiettivo verrà raggiunto. La prima cosa da capire è seguire le linee guida espresse dal ministro Speranza, ma anche dal Comitato tecnico scientifico in tutte le occasioni di incontro. La raccomandazione – ha insistito Draghi – è usare AstraZeneca per coloro che hanno più di 60 anni. Quello che deve attirare più l’attenzione è il rischio di decesso che è massimo per coloro che hanno più di 75 anni. Vaccinare prioritariamente anziani e fragili: tutto dipenderà da questo».

E anche sulle fasce prioritarie è stato perentorio Draghi: «Sulle categorie che devono essere vaccinate prima di altre Figliuolo (il commissario straordinario per l’emergenza Covid, ndr.) uscirà ora, non so se stasera o domani, con una direttiva. Ma smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, psicologi di 30 anni, platee sanitarie che si allargano. Con che coscienza – chiede il premier – si salta la lista e ci si fa vaccinare? Questa è la prima domanda: con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?».

Draghi ha confermato l’obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno. E, tornando sulla ripresa delle attività, ha detto: «Ho visto Salvini, ho visto i presidenti delle Regioni ma anche dei Comuni, questa mattina, ho visto anche Bersani. Tutti chiedono aperture ed è normale chiederle, perché la miglior forma di sostegno non è quella che dà il Governo ma sono le riaperture. C’è la volontà mia e del Governo di vedere le prossime settimane come settimane di riaperture e non di chiusure».



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3 Commenti

  1. Speriamo che questa situazione presto migliori perché non ce la facciamo più a rimanere chiusi. Parlo sia da cittadino che si sente come un uccello in gabbia, sia come proprietario di un negozio di abbigliamento che, in questo periodo, ha visto un calo fortissimo nelle vendite. Sto pensando di trasferire il mio negozio online così almeno mi evito l’affitto

  2. SI, ma qui le vaccinazioni stanno andando davvero a rilento. Chissà quando potremo vaccinarci tuti quanti. E poi questa storia di AstraZeneca ci ha seccati. Prima si dice che si può somministrare ad una certa età, poi casi di decessi e trombosi e si stoppa. Poi, lo rimettono in circolo, poi nuovo stop e dicono che invece l’età prima esclusa è quella raccomandata over 60. Io sinceramente non lo consiglierei ai miei cari perché mi preoccupa tutta questa incertezza e non vorrei che andando così a tentativi c’è chi ci lascia la pelle

  3. Sapete che vi dico? Tanto la gente fa quello che vuole con o senza restrizioni, quindi aprite ed evitate di fare intossicare l’anima a quelli che hanno un’attività e stanno pagando il prezzo peggiore di questa pandemia. Tanto l gente esce per l’asporto, si riunisce nelle case, si incontra e si saluta e si assembra. Ma avete visto quei video nelle piazze? Ecco allora che senso ha tenere tutto chiuso. Ma vaccinate il più presto possibile, studiate una cura al di là del vaccino e aprite

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