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Diritto di surroga: quando l’assicurazione riprende i soldi?

9 Aprile 2021 | Autore:
Diritto di surroga: quando l’assicurazione riprende i soldi?

Come funziona la rivalsa della compagnia assicuratrice nei confronti dell’autore del danno e quando l’assicurato viene coinvolto nel meccanismo.

Immagina di essere l’unico erede di un parente che è precipitato con un aereo: l’assicurazione sulla vita del defunto, che aveva indicato te come beneficiario, ti paga secondo il massimale previsto dalla polizza, ma poi ti chiede indietro la somma che nel frattempo ti aveva liquidato anche la compagnia aerea per quello stesso evento mortale.

Può farlo? A volte sì e a volte no. Le norme in materia sono piuttosto complesse ma, siccome si tratta spesso di risarcimenti di grossa entità e, dunque, la posta in gioco è molto alta, vale la pena approfondirle. Esiste un istituto giuridico chiamato surrogazione: è un diritto che l’assicurazione esercita per rivalersi su chi ha causato il danno ed anche per evitare che l’assicurato venga pagato due volte. Ovviamente, le compagnie cercano di tenere in ordine i propri bilanci e, dunque, esercitano il diritto di surroga: quando l’assicurazione riprende i soldi già versati? E verso chi può agire?

La surroga consiste, in sostanza, in una rivalsa che l’assicurazione esercita di sua iniziativa e a precise condizioni. Questo istituto assolve molteplici scopi, ognuno dei quali ha un preciso e valido fondamento, come vedrai tra poco. Il meccanismo riguarda tutte le parti coinvolte nella vicenda, cioè l’assicuratore, l’assicurato (o il beneficiario contrattualmente stabilito, in caso di sua scomparsa) e colui che ha provocato l’evento dannoso, che non può rimanere estraneo alle pretese risarcitorie.

La surrogazione, però, scatta soltanto quando l’assicurato, o il beneficiario indicato dalla legge o dal contratto, è stato indennizzato e, dunque, viene estromesso dalla vicenda, in quanto ormai è stato economicamente soddisfatto: così la compagnia assicuratrice che lo ha risarcito si sostituisce all’assicurato ed assume automaticamente i suoi diritti, per essere rimborsata dal “vero” responsabile del fatto. Costui era fin dall’inizio, cioè dal momento del fatto generativo del danno, il tuo debitore, anche se non lo hai mai conosciuto e non ti interessava nemmeno sapere chi fosse, perché c’era l’assicurazione che ti faceva da schermo coprendoti dai rischi assicurati con la polizza.

Dal momento della liquidazione del danno, la compagnia subentra nella tua posizione e diventa creditrice, per la somma che ti ha versato, nei confronti del tuo ormai ex debitore. Ma questo sistema non opera sempre ed è sottoposto ad alcuni limiti, anche per evitare che un domani l’assicurazione si rivolga proprio a te per farsi restituire somme che potresti aver ricevuto da altre compagnie assicuratrici per il medesimo fatto.

 Il contratto di assicurazione

L’assicurazione è un contratto [1] con cui l’assicuratore, al quale viene pagato il premio stabilito, si impegna a rivalere l’assicurato dei danni prodotti da un sinistro (assicurazione contro i danni) oppure a pagare un capitale o una rendita in caso di morte dell’assicurato (assicurazione sulla vita).

Così l’assicuratore carica su di sé il rischio dell’evento infausto: se esso dovesse verificarsi, l’assicurato è tenuto indenne dalle sue conseguenze economiche e monetarie. Essendo un contratto corrispettivo e di durata, se l’assicurato ritarda il pagamento del premio, la garanzia assicurativa viene sospesa [2] e potrà essere ripristinata solo quando i versamenti torneranno in regola.

Non possono essere assicurati gli eventi causati volontariamente dall’assicurato o dal beneficiario [3]: perciò, se uccidi un parente, incendi una casa o provochi con dolo un sinistro stradale investendo qualcuno non avrai diritto alla copertura assicurativa.

Il principio indennitario nelle assicurazioni

Nelle assicurazioni vige una regola molto importante [4], che si chiama principio indennitario: l’indennizzo pagato dall’assicuratore non può mai superare l’entità del danno sofferto dall’assicurato. Per questo motivo, è inutile assicurare un’autovettura usata da anni per il valore che avrebbe lo stesso modello nuovo: l’assicurazione non ti ripagherà oltre il valore commerciale del veicolo usato. Queste norme servono ad eliminare in partenza ogni possibilità di arricchimento indebito dell’assicurato e a prevenire le frodi.

Marco assicura contro il furto la sua vecchia automobile per un valore di 20.000 euro e paga il premio corrispondente. Quando gli rubano la macchina, essa vale soltanto 2.000 euro: l’indennizzo dovuto dall’assicurazione non potrà superare questa cifra.

Solo le assicurazioni sulla vita sfuggono al principio indennitario: il capitale assicurato, o la rendita vitalizia, potranno essere liberamente determinati dalle parti contraenti per qualsiasi ammontare e l’assicuratore, al verificarsi dell’evento morte, dovrà versare ai beneficiari la somma stabilita. In questi casi, quindi, l’assicurazione non svolge soltanto una funzione di copertura dei rischi ma può avere anche una finalità di risparmio.

Il diritto di surroga dell’assicuratore

La legge [5] stabilisce in favore dell’assicuratore il diritto di surroga: a seguito del pagamento dell’indennità dovuta al danneggiato o agli altri beneficiari del contratto, come gli eredi della vittima, egli è “surrogato” nei diritti spettanti all’assicurato – che ormai è stato pagato – verso i responsabili del fatto che ha provocato il danno. Ciò significa che l’assicurazione, quando ha liquidato il danneggiato, ha diritto di rivalsa nei confronti degli autori dell’evento illecito o comunque dannoso; non illimitatamente, ma solo fino alla concorrenza dell’ammontare che essa aveva già pagato.

L’assicurazione potrà quindi agire in surroga nei loro confronti per farsi rimborsare, con tutti i metodi consentiti dall’ordinamento, dunque anche giudizialmente, instaurando una causa.

Un fabbricato condominiale è assicurato contro incendi, crolli e scoppi. Un giorno, un’auto parcheggiata sulla strada, appartenente ad un estraneo, si incendia ed esplode. Il palazzo viene danneggiato e alcuni appartamenti sono lesionati. L’assicurazione paga l’indennizzo dovuto; poi, agirà legalmente contro il proprietario del veicolo – che è l’effettivo responsabile dei danni – per recuperare la somma già liquidata al condominio.

Questo istituto serve a diversi scopi: innanzitutto, a garantire l’assicurazione, consentendole di recuperare il dovuto dai “veri” responsabili del fatto; inoltre, tutela il principio indennitario, per evitare che il danneggiato, che è già stato indennizzato, possa chiedere all’autore del fatto ulteriori somme a titolo di risarcimento, in maniera da ottenere un lucro che non gli spetta; infine, impedisce che il responsabile del danno possa ricavare un indebito vantaggio dalla copertura assicurativa, rimanendo indenne dalle conseguenze che egli aveva provocato.

Surrogazione dell’assicuratore: come funziona

Insomma, per effetto della surrogazione l’assicurazione non subirà perdite ulteriori rispetto al rischio programmato al momento della stipula del contratto, l’assicurato non potrà ricavare benefici economici maggiori di quelli che gli spettano e il responsabile del danno sarà chiamato a rispondere economicamente dei danni che ha causato.

Tutto questo si ottiene semplicemente trasferendo all’assicuratore i diritti che spetterebbero all’assicurato nei confronti del terzo responsabile del danno: è un’ipotesi di surrogazione legale [6] che si applica in molti altri campi, come i mutui che possono essere “portati” presso un’altra banca, o il pagamento dei debiti ereditari da parte di un erede. L’unico limite sta nel fatto che l’assicuratore non potrà ripetere dal terzo più di quanto aveva pagato al suo assicurato: anche per le compagnie vale il divieto di lucrare sui danni.

Se ci sono più assicurazioni per il medesimo rischio – è possibile stipularle, ma l’assicurato deve darne notizia a ciascuna compagnia [7] – la surroga opera a favore di ognuno degli assicuratori fino alla concorrenza della rispettiva somma che gli assicuratori hanno indennizzato.

Ora che hai compreso i principi della surrogazione puoi capire come funziona questa regola nei casi concreti. Normalmente, una volta che l’assicurato è stato indennizzato e, dunque, è economicamente soddisfatto, la sua compagnia subentrerà automaticamente nei suoi diritti e sarà così legittimata a rivalersi nei confronti del terzo responsabile del danno o del fatto illecito che lo ha causato: ad esempio, l’autore di un furto o di un incendio, ma anche il conducente che ha provocato un sinistro stradale perché guidava in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’influsso di sostanze stupefacenti (per approfondire questi aspetti leggi “Incidente in stato di ebbrezza: l’assicurazione paga?“).

Diritto di surroga dell’assicurazione: quando non opera

L’esempio dal quale siamo partiti si è verificato realmente (con l’unica differenza che si trattava di un elicottero e non di un aereo) ed è stato deciso dalla Corte di Cassazione [8] che ha negato il diritto di surroga all’assicuratore del ramo vita che aveva pagato gli eredi della vittima precipitata, perché egli non aveva risarcito il sinistro della caduta dell’aereo ma aveva indennizzato l’evento morte dell’assicurato, in cui consisteva il rischio coperto dalla polizza.

Quindi, il fatto che i danneggiati avessero ottenuto un ulteriore indennizzo dall’altra compagnia assicuratrice, quella della responsabilità civile del vettore aereo (la quale ha riconosciuto 450mila euro in via transattiva, che si sono aggiunti al milione di euro della polizza vita), non incideva affatto sulla surrogazione: l’assicurazione sulla vita non aveva diritto a richiedere agli eredi la restituzione della somma pagata loro dall’assicurazione del mezzo di trasporto utilizzato dalla vittima.

La Suprema Corte ha sancito che la prima impresa di assicurazioni non poteva esercitare nessuna rivalsa, in quanto la prestazione da essa dovuta non era in alcun modo collegata con il fatto illecito che aveva comportato la precipitazione dell’elicottero. La decisione sarebbe stata analoga se la morte del passeggero fosse avvenuta su qualsiasi altro mezzo di trasporto.

In sintesi, il diritto di surroga concerne solo le polizze relative al ramo danni e non si estende a quelle del ramo vita, che non hanno funzione indennitaria. In questo modo, gli eredi hanno potuto beneficiare degli indennizzi di entrambe le assicurazioni, senza subire nessuna decurtazione.


note

[1] Art. 1882 Cod. civ.

[2] Art. 1901 Cod. civ.

[3] Art. 1900, comma 1, e 1917, comma 1, Cod. civ.

[4] Artt. 1905, 1908, 1909 e 1910 Cod. civ.

[5] Art. 1916 Cod. civ.

[6] Art. 1203 Cod. civ.

[7] Art. 1910 Cod. civ.

[8] Cass. sent. n. 9380/21 del 08.04.2021.


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