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Lo sai che? Cassa integrazione: quali lavoratori collocare in CIGS

Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 marzo 2014

Il datore deve sempre comunicare ai sindacati i criteri di scelta dei lavoratori: i criteri devono essere specifici e comprensibili, in modo da verificare se il datore li abbia concretamente rispettati.

In caso di temporanea eccedenza del personale in azienda, con necessità di collocare in Cassa Integrazione Straordinaria alcuni dipendenti, il datore di lavoro deve comunicare alle organizzazioni sindacali – ai fini dell’esame congiunto – gli specifici criteri che intende adottare ai fini dell’individuazione dei lavoratori destinatari del provvedimento di sospensione dal lavoro; diversamente la procedura è illegittima.

Lo ha detto la Cassazione in una recente sentenza [1].

La Corte ricorda che non ci devono essere carenze o deficit nella comunicazione ai sindacati riguardo ai punti fondamentali del programma di CIGS, come l’individuazione dei lavoratori da collocare in cassa integrazione. I parametri di scelta, infatti, devono essere sufficientemente specifici e comprensibili; così vale anche per le modalità di rotazione o i motivi per cui tale rotazione non si può praticare (come nel caso di soppressione di un singolo reparto).

I criteri individuati dall’azienda nella selezione dei lavoratori da sospendere devono essere specifici e mai generici, né tantomeno strumentali.
La specificità dei criteri consiste nella loro idoneità ad operare la selezione e, allo stesso tempo, a consentire di verificare che le scelte concretamente operate dall’azienda corrispondano ai criteri predeterminati in astratto.

La sentenza, dunque, precisa una regola di condotta per il datore di lavoro assai fondamentale ai fini della legittimità della collocazione in CIGS: in caso di intervento straordinario di integrazione salariale per l’attuazione del programma di ristrutturazione, o conversione aziendale, che implichi una temporanea eccedenza di personale, il provvedimento di sospensione dal lavoro è illegittimo se il datore di lavoro (sia in caso di rotazione sia in caso contrario) non comunica alle organizzazioni sindacali, ai fini dell’esame congiunto, gli specifici criteri – anche diversi dalla rotazione – di individuazione dei lavoratori.

Già in passato la Cassazione [2] era intervenuta sullo stessa tema stabilendo che, in tema di procedimento per la concessione dell’integrazione salariale, l’inosservanza degli obblighi di comunicazione e concertazione con il sindacato costituisce condotta antisindacale contrastabile in tribunale [3]. Con la conseguenza che il giudice potrà dichiarare l’illegittimità della collocazione in cassa integrazione dei lavoratori operata dal datore senza il rispetto delle predette regole.

note

[1] Cass. sent. n. 5888/14 del 13.03.2014.

[2] Cass. sent. n. 13240 del 9.06.2009.

[3] Con il procedimento di repressione previsto dall’art. 28 dello Statuto dei lavoratori.

Autore immagine: 123rf.com


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