Più conveniente assumere donne svantaggiate

9 Aprile 2021 | Autore:
Più conveniente assumere donne svantaggiate

L’Inps spiega la decontribuzione al 100% per 12 o 18 mesi a seconda della natura del contratto di lavoro. Ecco a chi spetta l’agevolazione e chi ne resta fuori.

Diventa più conveniente nel biennio 2021-2022 assumere donne in condizioni svantaggiate, ovvero disoccupate o «prive di impiego regolarmente retribuito». L’Inps ha spiegato in un recente messaggio quanto previsto dalla legge di Bilancio 2021 in materia di decontribuzione per l’occupazione femminile: un’agevolazione che passa dal 50% al 100% per 12 mesi entro un limite di 6.000 euro annui per i contratti a termine e per 18 mesi se si instaura un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

L’Istituto ricorda che il beneficio interessa, oltre ai nuovi contratti a tempo determinato e indeterminato, anche le trasformazioni dei rapporti a termine in tempo indeterminato. Si tratta, dunque, dell’esonero totale dei contributi per i periodi sopra indicati ed entro la soglia dei 6.000 euro all’anno. Si attendono ora le indicazioni dell’Inail sul fronte delle agevolazioni assicurative.

Ma cosa si intende per donne svantaggiate? Si parla di donne con almeno 50 anni di età e in stato di disoccupazione per più di 12 mesi oppure, a seconda del luogo di residenza e del tipo di lavoro, di donne «prive di impiego regolarmente retribuito».

Quest’ultimo concetto tiene conto di due aspetti: in caso di lavoro subordinato, la durata del contratto, mentre per il lavoro autonomo o parasubordinato viene considerata la remunerazione. Così, si ritiene «impiego non regolarmente retribuito» quello di durata inferiore ai sei mesi (nel lavoro subordinato) oppure che garantisce un reddito inferiore ai limiti dell’esenzione Irpef, cioè 4.800 euro per i lavoratori autonomi e 8.145 per i parasubordinati (collaborazioni coordinate e continuative).

Questi requisiti che indicano la situazione di svantaggio vanno verificati all’inizio del diritto al beneficio, cioè al momento dell’assunzione o della trasformazione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato.

L’incentivo è riservato ai datori di lavoro del settore privato, compresi gli agricoli, e:

  • gli enti pubblici economici;
  • gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici;
  • gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico;
  • gli ex IPAB (istituti pubblici di assistenza e beneficienza) trasformati in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in aziende di servizi alla persona, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche;
  • le aziende speciali costituite anche in consorzio;
  • i consorzi di bonifica;
  • i consorzi industriali;
  • gli enti morali;
  • gli enti ecclesiastici.

Sono, invece, esclusi:

  • le Amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le Accademie e i Conservatori statali, nonché le istituzioni educative;
  • le Aziende ed Amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;
  • le Regioni, le Province, i Comuni, le Città metropolitane, gli Enti di area vasta, le Unioni dei comuni, le Comunità montane, le Comunità isolane o di arcipelago e loro consorzi e associazioni;
  • le Università;
  • gli Istituti autonomi per case popolari e gli ATER comunque denominati che non siano qualificati dalla legge istitutiva quali enti pubblici non economici;
  • le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;
  • gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, compresi gli ordini e i collegi professionali e le relative federazioni, consigli e collegi nazionali, gli enti di ricerca e sperimentazione non compresi nella legge n. 70/1975 e gli enti pubblici non economici dipendenti dalle Regioni o dalle Province autonome;
  • le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale;
  • l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche Amministrazioni (Aran).


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