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Elemento perequativo: cos’è?

10 Agosto 2021
Elemento perequativo: cos’è?

La gran parte delle aziende non ha il sindacato interno e non applica contratti collettivi di livello aziendale.

Nel nostro Paese, il tessuto economico è costituito soprattutto da aziende piccole e medie. Molto spesso, in queste imprese, non sono presenti rappresentanze sindacali e non vengono, dunque, applicati contratti di secondo livello. Proprio per questo, alcuni contratti collettivi hanno introdotto il cosiddetto elemento perequativo: cos’è e a chi spetta?

L’obiettivo di questa voce di stipendio è garantire l’eguaglianza dei lavoratori sotto il profilo del reddito ed evitare che chi lavora presso aziende più piccole sia penalizzato perché non ha accesso ai premi di produzione e agli altri incrementi di stipendio concordati dal sindacato con l’azienda.

Cosa sono i contratti di secondo livello?

Nel nostro Paese, lo stipendio che deve essere erogato ai lavoratori è stabilito dai contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl). In particolare, il Ccnl definisce i cosiddetti minimi salariali, ossia, la retribuzione base che deve essere riconosciuta al dipendente in base al livello di inquadramento  attribuito nella lettera di assunzione.

In termini pratici, se vieni assunto come cameriere ed inquadrato al IV livello del Ccnl Commercio il minimo di stipendio sarà più basso di chi viene assunto come maitre ed inquadrato al II livello del contratto. Ne deriva che il datore di lavoro e il dipendente, quando sottoscrivono la lettera di assunzione, non possono prevedere una retribuzione inferiore a quella stabilita dal contratto collettivo.

In molte aziende, tuttavia, oltre all’applicazione del contratto nazionale, si applicano anche i contratti di secondo livello o contratti aziendali. Si tratta di accordi che vengono stipulati direttamente dalla direzione aziendale con le rappresentanze sindacali presenti in azienda.

Cosa prevedono i contratti di secondo livello?

I contratti collettivi aziendali sono, di solito, lo strumento con il quale azienda e sindacati trovano un punto di equilibrio rispetto a due rispettive esigenze:

  1. la necessità dell’azienda di concordare forme di flessibilità di gestione della manodopera (es. aumento dei limiti percentuali di utilizzo del contratto a termine, flessibilità nell’orario di lavoro, reperibilità del personale, etc.);
  2. l’aspettativa dei lavoratori di ottenere un incremento dello stipendio tramite l’erogazione di bonus, premi di produzione, etc.

Occorre considerare che l’Italia è il Paese delle piccole e medie imprese nelle quali, generalmente, non sono presenti i sindacati interni. Ne consegue che la maggior parte dei lavoratori non sono coperti dalla contrattazione di secondo livello.

Elemento perequativo: cos’è?

La scarsa diffusione dei contratti collettivi aziendali rischia di creare uno squilibrio, dal punto di vista dello stipendio, tra lavoratori delle aziende medio-grandi, che oltre al minimo salariale ricevono anche gli elementi retributivi pattuiti dal sindacato nei contratti di secondo livello, e dipendenti delle imprese piccole che prendono solo il minimo sindacale.

Pertanto, alcuni Ccnl hanno introdotto l’elemento perequativo. Si tratta di una voce di stipendio che spetta ai lavoratori non coperti da contrattazione aziendale e che, dunque, non hanno accesso agli incrementi stipendiali previsti dai contratti di secondo livello. Essendo un istituto introdotto e disciplinato dal Ccnl, non esistono regole generali applicabili all’elemento perequativo ma occorre consultare le norme del contratto collettivo per stabilire a quanto ammonta, a chi spetta e come deve essere erogato.

Elemento perequativo: cosa prevede il Ccnl Chimica Industria?

Il contratto collettivo chimica industria prevede che i lavoratori del settore chimico-farmaceutico che non ricevono premi aziendali contrattati con le rappresentanze sindacali hanno diritto a ricevere un elemento perequativo mensile pari ai seguenti importi:

  • Categoria A: euro 41,00;
  • Categoria B: euro 37,00;
  • Categoria C: euro 33,00;
  • Categoria D: euro 31,00;
  • Categoria E: euro 26,00;
  • Categoria F: euro 21,00.

Elemento perequativo: cosa prevede il Ccnl Metalmeccanico?

Il Ccnl Industria Metalmeccanica prevede che, a decorrere dal 2008, ai lavoratori in forza al 1° gennaio di ogni anno nelle aziende prive di contrattazione di secondo livello riguardante il premio di risultato è corrisposto, a titolo perequativo, una cifra annua pari a 485 euro, onnicomprensiva.

Il Ccnl chiarisce che questa somma spetta se:

  • nell’azienda non è presente contrattazione di secondo livello che preveda l’erogazione di bonus o premi di produzione;
  • il dipendente riceve solo le voci di stipendio fisse previste dal Ccnl e non riceve superminimi individuali o altre somme.

Il contratto dei metalmeccanici prevede che l’elemento perequativo deve essere erogato con la retribuzione del mese di giugno e non incide nella determinazione della quota annua di accantonamento del trattamento di fine rapporto.



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