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Cosa è detraibile e cosa non lo è?

11 Agosto 2021 | Autore:
Cosa è detraibile e cosa non lo è?

Guida sintetica con tutti gli sconti fiscali previsti per i contribuenti, dalla casa alle erogazioni liberali, dalla famiglia alla sanità.

Le spese per la casa, per i figli, per i trasporti, per le medicine o per le visite mediche. Sono tanti i soldi che si possono recuperare grazie alle detrazioni fiscali riconosciute dalla legge. Negli ultimi tempi, si sono aggiunti altri benefici, specialmente per la ristrutturazione degli immobili, uno su tutti il superbonus del 110% che consente di effettuare dei lavori di miglioramento energetico degli edifici praticamente gratis.

Cosa è detraibile e cosa non lo è? Prima di tutto, va detto che dall’anno d’imposta 2020, per beneficiare degli sconti fiscali, occorre fare gli acquisti con pagamenti tracciabili, dalla carta di credito al bonifico bancario o postale. I contanti sono ammessi solo nel caso delle medicine e dei dispositivi medici oppure delle prestazioni sanitarie rese in una struttura pubblica o convenzionata con il Sistema sanitario nazionale.

Per dimostrarlo, bisogna allegare un documento cartaceo della transazione effettuata, come la ricevuta del bonifico o gli scontrini parlanti che contengono il codice fiscale del contribuente e la natura dell’acquisto effettuato.

Inoltre, le detrazioni diminuiscono progressivamente per chi possiede un reddito a partire da 120mila euro: superata la soglia dei 240mila euro, il beneficio si azzera.

Premesso tutto ciò, vediamo sinteticamente che cos’è detraibile e che cosa non lo è.

Detrazioni sulle spese per la casa

Sugli immobili sono ammesse le seguenti detrazioni fiscali.

Inquilini

Chi vive in affitto può detrarre:

  • 300 euro se il reddito complessivo non supera i 15.494 euro oppure 150 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.494 e 30.987 euro;
  • se il contratto è a canone concordato: 496 euro se il reddito complessivo non supera i 15.494 euro oppure 248 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.494 e 30.987 euro.

I lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza nel Comune di lavoro o limitrofo: detrazione di 992 euro se il reddito complessivo non supera i 15.494 e di 496 se il reddito complessivo è compreso tra 15.494 e 30.987 euro. In entrambi i casi, le detrazioni sono ammesse per i primi 3 anni, se i lavoratori si sono trasferiti ad almeno 100km e in una Regione diversa.

I giovani di età compresa fra 20 e 30 anni che si trasferiscono dall’abitazione principale dei genitori (ad esempio, gli studenti universitari): detrazione di 992 euro per i primi 3 anni se il reddito complessivo non supera i 15.494 euro.

Proprietari

Chi ha acquistato un immobile può detrarre:

  • il 19% sugli interessi passivi del mutuo pagati fino a un massimo di 4.000 euro per l’acquisto e fino a 2.582 euro per costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale;
  • il 19% su una spesa massima di 1.000 euro per i servizi di un’agenzia immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale.

Inoltre, sulle spese di ristrutturazione o di miglioramento energetico dell’immobile è possibile detrarre:

  • bonus facciate: detrazione del 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti;
  • recupero edilizio: detrazione del 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione con tetto massimo di spesa di 96.000 euro. La detrazione può arrivare all’80% se la ristrutturazione riduce il rischio sismico;
  • risparmio energetico (ecobonus): detrazione del 65% delle spese sostenute per interventi di efficientamento energetico con un tetto massimo di spesa variabile a seconda del tipo di intervento;
  • bonus mobili: detrazione del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe A+ o A per i forni con etichetta energetica) fino a un massimo di 10.000 euro destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione;
  • bonus verde: detrazione del 36% su una spesa massima di 5.000 euro per interventi di sistemazione a verde di giardini o aree scoperte, recinzioni, impianti di irrigazione, pozzi. Il beneficio include la progettazione e la manutenzione legate ai lavori. Il rimborso avviene in cinque rate annuali di pari importo;
  • interventi su parti comuni del condominio: detrazione:
    • del 50% per la manutenzione ordinaria;
    • fino al 75% per la riqualificazione energetica in base al miglioramento della prestazione;
    • del 36% per gli spazi verdi;
    • fino all’85% per interventi antisismici;
  • colonnine di ricarica per auto elettriche: detrazione del 50% sia nei condomini sia nelle singole abitazioni;
  • superbonus: detrazione del 110% per i lavori di miglioramento energetico degli edifici, a patto che venga effettuato uno dei lavori trainanti (cappotto termico, sostituzione dell’impianto di riscaldamento, interventi antisismici nelle zone a rischio) e che ci sia un passaggio di almeno due classi energetiche. Altri interventi (pannelli fotovoltaici, colonnine di ricarica, infissi) così come il costo dei professionisti per asseverazioni e progettazione sono trainati dai tre lavori principali e possono essere detratti al 110%.

Infine, c’è la detrazione del 19% per le assicurazioni contro eventi calamitosi.

Detrazioni sulle spese della famiglia

Il contribuente ha diritto alle seguenti detrazioni legate alla famiglia:

  • il 19% su una spesa massima di 250 euro per gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici locali, regionali ed interregionali;
  • il 19% sulle spese pagate per i premi assicurativi delle polizze vita, infortunio e rischio di non autosufficienza con un tetto massimo di spesa di 530 o di 1.291,14 euro a seconda del tipo di polizza;
  • il 19% sulle spese sostenute per il riscatto della laurea di un familiare a carico (i figli sotto i 24 anni sono considerati a carico se hanno un reddito inferiore a 4.000 euro);
  • il 50% in 5 anni per i contributi versati per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione;
  • il 19% per le spese funebri con un tetto massimo di spesa di 1.550 euro per ogni decesso;
  • il 19% sulle spese per le rette dell’asilo nido con un tetto massimo di spesa di 632 euro per ogni figlio;
  • il 19% sulle spese sostenute per la frequenza dei figli alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie con un tetto massimo di spesa di 800 euro per ogni figlio. Sono comprese le spese per gite scolastiche, assicurazione o altri elementi dell’offerta formativa proposta da ciascun istituto;
  • il 19% sulle spese sostenute per la frequenza dei corsi universitari da parte dei figli. La detrazione interviene su tutto l’importo per le facoltà statali e su una parte decisa di volta in volta dal ministero per quelle non statali;
  • il 19% sul canone di affitto per gli studenti fuori sede con un tetto massimo di spesa di 2.633 euro;
  • il 19% sulle spese sostenute per l’acquisto di strumenti utili agli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado;
  • il 19% sulle spese per le attività sportive dei figli compresi in età tra 5 e 18 anni con un tetto massimo di spesa di 210 euro;
  • il 19% sulle spese per erogazioni liberali in favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado senza tetto massimo di spesa.

Capitolo a parte per il bonus vacanze riconosciuto al nucleo familiare: l’80% della spesa sostenuta negli esercizi che aderiscono all’iniziativa viene riconosciuto come sconto al momento di pagare la vacanza, mentre il restante 20% diventa un credito d’imposta da segnalare nella dichiarazione dei redditi.

Detrazioni sulle spese per la salute

Il contribuente ha diritto a queste detrazioni:

  • il 19% sulle spese che superano la soglia dei 129,11 euro per l’acquisto di medicinali ed a titolo di ticket sanitario per degenza ospedaliera, prestazioni specialistiche o chirurgiche, analisi, cure termali (solo la parte delle cure, quindi ad esclusione del vitto, dell’alloggio e del viaggio) e dispositivi medici con marchio CE (compresi lenti da vista ed occhiali);
  • il 19% sulle spese per facilitare l’integrazione e l’autosufficienza: si tratta delle spese per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento e alla deambulazione delle persone, di veicoli per disabili, di sussidi tecnici informatici, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per l’accompagnamento in ambulanza, per i servizi di interpretariato per sordi e per l’acquisto ed il mantenimento dei cani guida per i non vedenti;
  • il 19% sulle spese per l’assistenza personale in caso di non autosufficienza (l’esempio classico è quello della badante) con un tetto massimo di spesa di 2.100 euro per i contribuenti con un reddito inferiore a 40mila euro. La detrazione è ammessa anche per chi sostiene questa spesa per un familiare non a carico;
  • il 19% sulla spesa per l’assicurazione sulla vita a tutela di persone con grave disabilità con un tetto massimo di spesa di 750 euro;
  • il 19% delle spese veterinarie comprese tra 129,11 e 500 euro per la cura degli animali. Se si tratta di un cane guida, la detrazione è di 1.000 euro.

Detrazioni sulle spese per erogazioni liberali

Oltre alla detrazione riconosciuta per l’erogazione liberale a favore degli istituti scolastici, c’è uno sconto fiscale tra il 26% ed il 30% con un tetto massimo di spesa di 30mila euro per erogazioni a favore di:

  • onlus;
  • associazioni di volontariato;
  • enti del Terzo settore;
  • partiti politici.

Previsto anche un credito d’imposta del 65% per erogazioni finalizzate a:

  • interventi su edifici e terreni pubblici;
  • manutenzione o realizzazione di impianti sportivi pubblici (sport bonus);
  • beni culturali pubblici (art bonus).


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