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Censura cinematografica: cos’è e come funziona?

9 Aprile 2021 | Autore:
Censura cinematografica: cos’è e come funziona?

Controllo preventivo dei film in sala: lo Stato può impedire alle pellicole di essere distribuite nei cinema?

Tutti gli appassionati di cinema sanno che, in Italia, più di un film è stato vittima della censura, cioè del controllo preliminare dell’autorità pubblica sul contenuto dell’opera. La censura è come una ghigliottina che, se cala sulla malcapitata pellicola, ne impedisce la proiezione in sala, in tutto o solamente in parte. In Italia, la censura esiste in quanto la Costituzione la esclude solo per la stampa. Da ultimo, però, si registra un provvedimento governativo che sembrerebbe aver cambiato le carte in tavola.

Cos’è e come funziona la censura cinematografica? Per anni, la cinematografia italiana ha dovuto fare i conti con la censura. Sebbene i film che ne sono stati vittima siano pochi (forse, il più celebre di tutti è Ultimo tango a Parigi, di Bertolucci), i registi hanno sempre avvertito il controllo statale sulle proprie opere come un limite alla loro libertà artistica. Non a caso, la censura è uno degli strumenti utilizzati dalle dittature per controllare e reprimere le manifestazioni di pensiero contrarie al regime.

In Italia, le limitazioni non provengono solo dalla censura, ma anche dalle restrizioni al pubblico: ad esempio, ci sono film vietati ai minorenni, altri proibiti a chi non ha ancora compiuto i sedici anni. Come funziona la censura cinematografica? Esiste ancora in Italia? Scopriamolo insieme.

Censura: cos’è?

Come anticipato in premessa, la censura è un controllo preventivo delle opere da diffondere o da rappresentare in pubblico. Mediante la censura, l’autorità pubblica impedisce che l’opera venga divulgata, in tutto o solo in parte.

La censura è dunque il controllo della comunicazione da parte di un’autorità, che limita la libertà di espressione e l’accesso all’informazione con l’intento di tutelare l’ordine sociale e politico.

Censura: cosa dice la Costituzione?

La Costituzione [1] dice che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Dunque, l’unico divieto assoluto di controllo preventivo della libertà di pensiero riguarda la stampa, da intendersi non solo cartacea, ma anche telematica.

Sfuggono al divieto costituzionale di censura tutte le altre manifestazioni di pensiero, ivi compreso il cinema. Ecco perché, in Italia, per lunghi anni la censura cinematografica è stata lecita.

Censura cinematografica: come funziona?

Fino al decreto governativo firmato il 5 aprile 2021, in Italia, la censura cinematografica poteva proibire l’uscita di un film nelle sale. In pratica, la censura poteva spingersi sino alla sua forma più estrema, cioè il divieto assoluto della diffusione dell’opera.

A dire il vero, la riforma avvenuta nel 2017 [2] aveva già ridotto il potere di censura, privilegiando il sistema della classificazione dei film.

Per la precisione, la normativa del 2017 (tutt’ora in vigore, salvo quanto si dirà nel prossimo paragrafo in merito alla censura) abolisce il previo controllo governativo in favore di una sorta di autocertificazione operata direttamente dal produttore e del distributore. Questi ultimi sono tenuti (e così responsabilizzati) a classificare il proprio prodotto, dichiarandone la natura.

La tipologia delle classificazioni si articola in quattro settori: film per tutti e film vietati rispettivamente ai minori di 6, 14 e 18 anni.

Per i film vietati ai minori di anni 14 o 18, può essere consentito l’accesso in sala di un minore che abbia compiuto rispettivamente almeno 12 o 16 anni, nel caso in cui esso sia accompagnato da un genitore (o da chi eserciti per il minore la responsabilità genitoriale).

A seguito di tale autocertificazione, cui è subordinata la diffusione della pellicola, la Commissione di Classificazione dei film per la tutela dei minori ha il compito di convalidare la classificazione effettuata dall’imprenditore o di esprimere un parere sulle eventuali violazioni dei parametri e degli obblighi stabiliti dalla legge.

Tra gli elementi di cui tener conto, il linguaggio, la violenza, l’uso di sostanze stupefacenti, le condotte criminali, le discriminazioni.

Cinema: la tutela dei minori

Per quanto concerne la disciplina degli spettacoli vietati ai minori (v.m. 18), la legge dice che il concessionario e il direttore del locale sono tenuti a darne avviso al pubblico in modo visibile su ogni locandina dello spettacolo. Devono, inoltre, impedire che i minori accedano al locale in cui vengono proiettati spettacoli dai quali siano esclusi.

Nel caso in cui sussista incertezza sull’età del minore, fa fede la dichiarazione del genitore o della persona maggiorenne che l’accompagna; in difetto, decide sulla sua ammissione nella sala il funzionario o l’agente di pubblica sicurezza di servizio nel locale.

È vietato abbinare ai film, alla cui proiezione possono assistere i minori, spettacoli di qualsiasi genere o rappresentazioni di spettacoli di futura programmazione, dai quali i minori siano esclusi.

Ciò significa che, durante la proiezione di un film per bambini, non è possibile proiettare trailer di film violenti o, comunque, disturbanti, né qualsiasi altro tipo di pubblicità o video di tal genere.

Censura dei film: è stata abolita?

Con provvedimento ministeriale del 2021 [3], è stata istituita la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del ministero della Cultura con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.

La Commissione è presieduta dal Presidente emerito del Consiglio di Stato ed è composta da quarantanove componenti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonché designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali.

La vera novità, tuttavia, è l’abolizione della censura cinematografica. In pratica, in Italia non potrà più essere vietata la distribuzione di un film nelle sale. Resta confermata, invece, la classificazione dei film in base alle categorie già illustrate: film per tutti e film vietati ai minori di sei, di quattordici e di diciotto anni.

Con il nuovo provvedimento ministeriale, quindi, scompare del tutto la censura cinematografica in Italia: le pellicole non potranno essere tagliate né vietate, potendo al massimo essere proibite ai minori di 18 anni.


note

[1] Art. 21 Cost.

[2] Decreto Consiglio dei ministri del 22.11.2017.

[3] Decreto del 5 aprile 2021.

Autore immagine: canva.com/


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