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Reddito di cittadinanza: escluso chi cambia residenza?

11 Agosto 2021 | Autore:
Reddito di cittadinanza: escluso chi cambia residenza?

Nulla impedisce il trasferimento del nucleo familiare (che bisogna, comunque, comunicare). Che succede se si stacca un componente?

Il reddito di cittadinanza è un supporto economico per le famiglie meno abbienti che non viene erogato ad una sola persona ma all’intero nucleo familiare. Al momento di presentare la domanda, infatti, uno dei requisiti indispensabili è l’Isee del nucleo, non il reddito del richiedente. Che succede, però, se il nucleo familiare «perde un pezzo», cioè se uno dei componenti si stacca per andare a vivere altrove per conto suo? Dal reddito di cittadinanza è escluso chi cambia residenza?  E quali ripercussioni ci sono – se ce ne sono – per coloro che convivevano con lui fino a quel momento?

Una situazione del genere si può presentare, ad esempio, quando un figlio trova un lavoro in una città diversa da dove abitava con la famiglia. Trattandosi di un impegno a tempo indeterminato, sposta la residenza nel Comune in cui andrà a lavorare e ad abitare staccandosi dal nucleo. Se rientra nei requisiti, il figlio può chiedere il reddito di cittadinanza? Ed il suo vecchio nucleo familiare, oramai con un componente in meno, deve fare qualcosa? Prenderà lo stesso sussidio? Vediamo tutti questi aspetti e se è escluso dal reddito di cittadinanza chi cambia residenza.

Reddito di cittadinanza: i requisiti

Per capire se il cambio di residenza comporta l’esclusione dal reddito di cittadinanza, dobbiamo partire dai requisiti richiesti per ottenerlo. Il portale del ministero del Lavoro li elenca così:

  • cittadinanza italiana, europea (o loro soggiornanti titolari di diritto di soggiorno) o lungo soggiornanti;
  • residenza in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa;
  • Isee inferiore a 9.360 euro;
  • patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30mila euro;
  • patrimonio finanziario non superiore a 10mila euro (ridotto a 8mila per la coppia e 6 mila per i single), incrementato di euro 5.000 per ogni componente in condizione di disabilità, di euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza e di mille euro per ogni figlio successivo al secondo;
  • valore del reddito familiare inferiore a 6mila euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. Tale soglia è aumentata a euro 7.560 ai fini dell’accesso alla pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360.

I componenti del nucleo familiare disoccupati a seguito di dimissioni volontarie non possono essere beneficiari nei 12 mesi successivi alla data delle dimissioni. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa.

Reddito di cittadinanza: se cambia residenza tutto il nucleo familiare

Come abbiamo visto, per avere diritto al reddito di cittadinanza c’è un requisito che parla del periodo minimo di residenza che il richiedente deve aver trascorso in Italia. Ma nulla è detto sulla possibilità di spostarla da un Comune italiano ad un altro. Quindi, se per qualsiasi motivo l’intero nucleo si trasferisce in una città diversa da quella attuale, dovrà seguire la stessa procedura che qualsiasi cittadino segue per effettuare il cambio di residenza, senza perdere il diritto al sussidio.

Tuttavia, dovrà fare una richiesta all’Inps per modificare i dati relativi al luogo di residenza del richiedente (vedi sotto).

Reddito di cittadinanza: se cambia residenza solo un componente del nucleo

Quello che, invece, può succedere è che non sia l’intero nucleo familiare a spostarsi ma soltanto un componente. Si pensi, come si diceva prima, al figlio che ha trovato lavoro in una città diversa e decide di trasferirsi definitivamente in quel luogo per restare vicino al lavoro. Cambia la residenza e si stacca dal nucleo. In questo caso, viene escluso dal reddito di cittadinanza? Va detto, innanzitutto, che il figlio che si stacca dalla famiglia e va a vivere per conto suo spostando la residenza può fare un nucleo familiare a sé stante, anche da solo, soltanto se ha un’indipendenza economica oppure ha superato i 26 anni di età. Significa – e non è cosa da poco ai fini del reddito di cittadinanza – che se il figlio non ha 26 anni e deve essere mantenuto dai genitori perché fa solo qualche lavoretto a basso reddito, rimane nel nucleo familiare di sempre, a meno che si sia sposato e abbia qualche figlio.

In caso contrario, cioè se è stata superata quell’età e riesce a mantenersi da solo, il cambio di residenza non gli impedisce di chiedere per conto suo, come nucleo familiare indipendente, il reddito di cittadinanza. Naturalmente, sempre che abbia tutti gli altri requisiti necessari.

Ciò, però, ha delle ripercussioni sul vecchio nucleo: il padre o chi per lui abbia richiesto il sussidio a suo tempo, dovrà presentare una nuova domanda di reddito di cittadinanza aggiornando la situazione Isee della quale non farà più parte il figlio che si è staccato e ha cambiato la residenza. È inevitabile che l’importo che riceverà il padre verrà diminuito per l’uscita di un componente del nucleo. La variazione e la nuova richiesta vanno fatte entro due mesi dal cambio di residenza della persona che si è staccata dalla famiglia.

L’aggiornamento dei dati può essere richiesto presso le sedi territoriali Inps, anche tramite posta elettronica certificata Pec, presentando:

  • un documento di identità in corso di validità;
  • il codice fiscale;
  • ogni altro documento che attesti la necessità di modifica dei dati (ad esempio, quello che certifica la nuova residenza del componente del nucleo che si è staccato) dichiarati all’atto della domanda o intervenuti successivamente.

Per approfondire questo aspetto, leggi anche Come si fa l’aggiornamento del reddito di cittadinanza.



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2 Commenti

  1. la gente non dovrebbe cullarsi su questo reddito di cittadinanza ma dovrebbe darsi da fare e attivarsi alla ricerca di un lavoro o proseguire gli studi; altrimenti dovrebbe spremersi le meningi e farsi venire qualche idea

  2. Dovrebbero togliere o effettuare controlli per accertarsi che il RDC arrivi a chi spetta effettivamente. . Le banche dati non vengono incrociate. La Guardia di finanza ha denunciato 5.868 truffatori, tra cui possessori di ville e auto di lusso. Ma di cosa stiamo parlando?

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