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Indennità di disoccupazione: a chi spetta

11 Agosto 2021
Indennità di disoccupazione: a chi spetta

Chi perde il lavoro contro la propria volontà può accedere ad un’indennità economica erogata dall’Inps.

Hai perso il lavoro a causa di una ristrutturazione aziendale. Eri stato assunto da pochi mesi e ti chiedi se potrai accedere alla disoccupazione. Infatti, prima di questo lavoro, avevi dei contratti con partita Iva e non pagavi i contributi all’Inps. Ti spetta l’indennità di disoccupazione?

Nel nostro ordinamento, alcune tutele previste a favore dei lavoratori non si applicano a tutti indistintamente ma solo a coloro che sono stati assunti con una specifica tipologia contrattuale. Chi perde il lavoro, ad esempio, non sempre è tutelato dall’indennità di disoccupazione. Ma a chi spetta questo strumento di protezione sociale?

Sono numerosi i requisiti che occorre possedere per poter accedere alla Naspi. Oltre ad essere stati assunti con un contratto di lavoro subordinato, infatti, è anche necessario aver cumulato determinati periodi contributivi ed aver lavorato per un numero minimo di giorni.

Disoccupazione: cosa si intende?

Quando si parla di disoccupazione ci si riferisce, da un lato, alla condizione di colui che ha perso il posto di lavoro e, dall’altro lato, alla tutela economica che viene offerta dallo Stato ai lavoratori che vengono licenziati. La perdita del posto di lavoro produce, infatti, conseguenze negative sul piano sociale e, per questo, l’Inps eroga una specifica indennità economica al disoccupato al fine di tutelare il suo reddito.

Cos’è la Naspi?

Nel corso degli anni, si sono succeduti diversi strumenti di tutela in caso di disoccupazione involontaria. Allo stato attuale [1], questo compito è svolto dalla Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) che si applica a tutti gli eventi di perdita del lavoro che si sono verificati dopo il 1° maggio 2015. La Naspi è un assegno mensile che viene erogato dall’Inps a coloro che perdono involontariamente il lavoro e che possiedono i requisiti previsti dalla legge per accedere a questo emolumento.

Naspi: a chi si applica?

La Naspi non è uno strumento di tutela dalla disoccupazione che si applica a tutti i lavoratori ma solo a coloro che sono stati assunti con contratto di lavoro subordinato, compresi i:

  • lavoratori assunti con contratto di apprendistato;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le stesse cooperative;
  • personale assunto con contratto di lavoro subordinato nel settore artistico;
  • lavoratori a termine delle pubbliche amministrazioni.

Sono, invece, esclusi dal campo di applicazione della Naspi:

  • i lavoratori a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • gli operai agricoli sia a tempo determinato che indeterminato;
  • i lavoratori stagionali extracomunitari;
  • i lavoratori che hanno i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • i lavoratori che percepiscono l’assegno ordinario di invalidità, se non optano per la Naspi.

Inoltre, è escluso da questa tutela il lavoro autonomo, ossia, tutti i lavoratori assunti con contratti a partita Iva o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Naspi: ulteriori requisiti

Essere stati assunti con una delle predette tipologie contrattuali non basta per avere accesso alla Naspi. Occorre infatti, possedere altri tre requisiti fondamentali:

  1. perdita involontaria del lavoro: chi decide volontariamente di far cessare il rapporto lavorativo non può chiedere l’intervento della Naspi. Ne consegue che l’indennità spetta solo ai lavoratori licenziati ma non a coloro che si sono dimessi o hanno chiuso il rapporto per effetto della risoluzione consensuale (salvo alcune eccezioni);
  2. requisito contributivo: devono risultare accreditate almeno 13 settimane di contribuzione Inps contro la disoccupazione involontaria nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro;
  3. requisito lavorativo: il dipendente, nell’anno che precede l’inizio della disoccupazione, deve avere lavorato per almeno 30 giornate di effettivo lavoro.

In via eccezionale, considerato che durante la pandemia da Covid-19 molti dipendenti hanno dovuto effettuare lunghi periodi di assenza dal lavoro, il Decreto Sostegni [2] ha previsto la disapplicazione del requisito lavorativo (almeno 30 giorni di lavoro nell’anno precedente la disoccupazione) per le indennità Naspi concesse a decorrere dal 23 marzo 2021.

Naspi: come richiederla?

La Naspi è una prestazione che viene erogata su domanda dell’interessato. Il lavoratore, dopo aver verificato il possesso di tutti i requisiti previsti per l’accesso a tale beneficio, può inoltrare la domanda Naspi direttamente online, nel sito web dell’Inps, accedendo con le proprie credenziali (Spid o Pin dispositivo Inps) attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, è possibile richiedere la Naspi per telefono, chiamando il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.

Chi preferisce farsi assistere nella redazione della domanda può rivolgersi agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.


note

[1] D.lgs. 22/2015.

[2] Art. 16, DL 41/2021.


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