Nuovo decreto Sostegni: a chi andranno gli aiuti

10 Aprile 2021 | Autore:
Nuovo decreto Sostegni: a chi andranno gli aiuti

Il Governo punta alle realtà più piccole. Possibile revisione del blocco degli sfratti e dei licenziamenti. Si pensa ad un rinvio selettivo dei pagamenti fiscali.

Arriva il turno delle piccole partite Iva e dei settori più colpiti dal Covid. Saranno loro al centro del nuovo decreto Sostegni, che dovrebbe arrivare nell’arco di una quindicina di giorni per dare quanto prima un po’ di ossigeno a chi ancora aspetta un aiuto economico concreto. Insieme a questi ristori (o «sostegni», come vengono chiamati adesso), il decreto dovrebbe contenere dei provvedimenti più restringenti su alcune delle misure già prese, a partire dal rinvio dei pagamenti al Fisco fino al blocco dei licenziamenti e degli sfratti.

Ne parla nell’edizione di questa mattina del Sole 24 Ore il sottosegretario all’Economia, Claudio Durigon, soddisfatto della «grande efficienza dell’impianto costruito con Sogei e Agenzia delle Entrate, che ha permesso di far partire i pagamenti giovedì scorso. Cambiare criterio, per parametrare per esempio gli aiuti sui costi fissi – spiega Durigon – significherebbe allungare i tempi e chiedere ai diretti interessati nuovi dati non sempre facili da raccogliere. Ma in questa fase il tempo ha un valore».

Conosce bene il valore del tempo chi ancora si vede costretto a tenere ferma la propria attività senza sapere quando e come dovrà ripartire. L’unica cosa certa per loro è che devono portare qualcosa in tavola alle famiglie ogni giorno. Il Governo, con il nuovo decreto, tenterà di venire incontro, innanzitutto, alle partite Iva più piccole: i dati dicono che il 58% di chi fattura fino a 100mila euro ha visto sfumare nel 2020 almeno il 30% dei propri incassi, mentre la stessa caduta ha riguardato un terzo delle partite Iva più grandi.

La batosta più grossa è stata per i piccoli negozi del quartiere, per i bar, per il commercio della periferia. Ma anche per commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri e geometri che non lavorano nei grossi studi. Ciascuno di loro, con il rispettivo «granello di sabbia», contribuisce a creare una parte importante della ricchezza del nostro Paese.

Nel nuovo decreto, ci sarà spazio anche per le imprese sopra i 10 milioni, dei settori che hanno subìto le perdite più consistenti, come il turismo, le fiere o il tessile: per loro verrà rifinanziato il fondo da 200 milioni.

Il provvedimento sarà più selettivo nell’individuare chi ha un bisogno più urgente di aiuti. E ci sarà un capitolo dedicato a chi non riesce a pagare l’affitto: «Il blocco degli sfratti – spiega il sottosegretario al Sole – non potrà essere generalizzato anche per non penalizzare i proprietari che di quegli affitti vivono, per cui bisognerà guardare con attenzione a entrambe le parti». Significa, quindi, che potrebbero restare bloccati solo gli sfratti delle attività maggiormente in crisi. Parallelamente, si valuta di aumentare il credito d’imposta sugli affitti, che oggi è al 60%.

Il decreto sarà selettivo anche per quanto riguarda il rinvio dei pagamenti fiscali, che potrebbe riguardare la scadenza di fine novembre relativa alle rate 2021 della rottamazione ter. C’è l’idea anche di accogliere in parte le pressanti richieste dei sindacati di rivedere l’attuale blocco dei licenziamenti, ma pure in questo caso si farebbe una selezione delle categorie in cui blindare i posti di lavoro ancora per qualche mese.

Per quanto riguarda, infine, i tributi locali, si pensa ad uno sconto della Tari per le attività chiuse e alla proroga fino a dicembre dell’esenzione dal canone unico per l’occupazione di suolo pubblico.



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