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Eredità giacente: procedura e prescrizione

11 Agosto 2021 | Autore:
Eredità giacente: procedura e prescrizione

Cosa accade quando non si sa se esistano o meno degli eredi o quando gli eredi non hanno ancora accettato?

Non sono rari i casi in cui una persona decida di vivere da sola. Soprattutto negli ultimi anni, è in forte crescita il numero di donne e di uomini che scelgono di non sposarsi e di non avviare stabili relazioni. Ed è così che il numero dei single cresce in maniera esponenziale. Dal punto di vista sociale e giuridico, è sicuramente un tema che pone nuovi problemi. Fra le tematiche più delicate, sicuramente, vi è la sorte dell’eredità di queste persone. Nel momento in cui una persona celibe o nubile viene a mancare e non ha fatto testamento, sorge il problema di cosa fare dei beni mobili e degli immobili che gli appartenevano. In questi casi, infatti, spesso non ci sono eredi. Stesso problema sorge anche quando un erede c’è, ma non ha ancora accettato l’eredità. Nell’articolo che segue ci occuperemo della procedura e prescrizione dell’eredità giacente.

Si ricorre all’eredità giacente quando l’erede (già individuato) non ha ancora accettato l’eredità o quando non è stato ancora accertato che esistano eredi. In tutti e due i casi appena descritti, l’eredità giacente serve per custodire i beni del defunto che altrimenti resterebbero in stato di abbandono. Esamineremo nel seguito la disciplina dell’eredità giacente e ci occuperemo anche di capire se esista un termine massimo di tempo per avviare la relativa procedura.

Che accade se non ci sono eredi o se l’erede non ha ancora accettato?

Nei casi non rari in cui l’erede o gli eredi non abbiano ancora accettato l’eredità (ci sono infatti dieci anni di tempo dalla morte per accettare l’eredità) oppure non si sappia con certezza se ci siano effettivamente degli eredi, il patrimonio del defunto potrebbe subire danni in attesa che l’erede accetti o che venga individuato un erede.

La legge [1] nei casi appena citati, per evitare che l’eredità resti priva di tutela, consente a chiunque ne abbia interesse di chiedere al tribunale di nominare un curatore dell’eredità giacente.

Tra le persone che possono avere interesse alla nomina di un curatore dell’eredità giacente ricordiamo:

  • i creditori del defunto;
  • o le persone che subentrerebbero nell’eredità al posto di chi, coniuge e figli del defunto per esempio, si sta disinteressando dei beni ereditari.

Evidenziamo che questi soggetti, a partire dalla morte della persona della cui eredità si tratta, hanno dieci anni di tempo per chiedere al tribunale, con apposita istanza, la nomina del curatore.

Trascorsi i dieci anni, non ci potrà essere più la nomina del curatore.

L’eredità giacente, avviata con la nomina del curatore (che può anche essere disposta d’ufficio dal tribunale, cioè senza che alcuno la richieda), dura:

  • fino a quando le persone chiamate all’eredità la accettino;
  • oppure fino a quando si sarà accertato che non esiste alcun erede.

Riassumendo, l’avvio della procedura dell’eredità giacente è possibile:

  • in presenza di una o più persone chiamate all’eredità (in base alla legge o al testamento) anche se la loro esistenza non è al momento certa;
  • se nessuno dei chiamati all’eredità possieda i beni ereditari;
  • se nessun chiamato all’eredità abbia accettato l’eredità.

Se non hai parenti e hai lasciato la tua eredità interamente al tuo amico Carlo, la tua eredità sarà giacente finché non sarà accertato che Carlo è attualmente in vita.

L’eredità giacente serve a tutelare l’integrità del patrimonio del defunto

Quali poteri ha il curatore dell’eredità giacente?

Compito del curatore è quello di gestire i beni che compongono l’eredità:

  • fino al momento in cui gli eredi l’avranno accettata;
  • oppure fino a quando sarà certo che non vi sono eredi (in questo caso, il curatore cesserà dal suo incarico perché l’eredità verrà devoluta allo Stato).

Analizziamo ora nel dettaglio i compiti del curatore nominato dal tribunale [2].

Dopo accettato l’incarico e prestato giuramento, egli deve:

  • predisporre l’inventario dei beni che compongono l’eredità giacente;
  • eventualmente, agire o resistere in giudizio in tutte le cause che interessano i beni dell’eredità;
  • amministrare i beni ereditari sotto la sorveglianza del tribunale;
  • rendere il conto dell’amministrazione al giudice entro il termine che gli è stato fissato;
  • pagare i debiti che gravano sull’eredità in base ad autorizzazione del tribunale.

L’incarico del curatore cessa:

  • quando un erede accetta l’eredità;
  • oppure quando si accerta che non ci sono eredi.

Con la cessazione dell’incarico ,il curatore deve anche rendere al giudice il conto finale della sua gestione.

Il curatore deve amministrare i beni dell’eredità e, quindi, deve incassare gli affitti degli immobili che risultino concessi in locazione oppure provvedere alla loro manutenzione straordinaria. Deve anche agire in giudizio quando sia necessario come nel caso in cui, scaduto il contratto di locazione, il conduttore non lo sgomberi spontaneamente e occorra sfrattarlo.

Il curatore deve prestare giuramento


note

[1] Art. 528 cod. civ.

[2] Art. 529 e seguenti cod. civ.


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