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Inquilino spacciatore

12 Agosto 2021 | Autore:
Inquilino spacciatore

Il proprietario può sfrattare il conduttore che spaccia sostanze stupefacenti? In quali casi il locatore incorre in responsabilità penale?

Quando si affitta una casa, colui che ci va a vivere è tendenzialmente libero di fare ciò che vuole, nei limiti di quanto stabilito nel contratto e della destinazione d’uso dell’immobile. In pratica, l’inquilino può comportarsi proprio come se fosse a casa sua, visto che il canone che paga gli conferisce il diritto di godere dell’abitazione. Da tanto deriva che il conduttore, chiuso tra le mura dell’immobile, può dedicarsi alle attività che crede, anche a quelle illegali, come ad esempio allo spaccio di droga. Cosa succede nel caso di inquilino spacciatore? Ci sono conseguenze legali anche per il proprietario di casa?

Per rispondere a queste domande occorre distinguere le diverse ipotesi: se il locatore non ha conoscenza dell’attività illecita del conduttore, allora non corre rischi di sorta; al contrario, se è perfettamente consapevole dello spaccio, potrà incorrere in conseguenze legali, ma solo se l’affitto abbia in qualche modo favorito l’attività illegale dell’inquilino. Insomma: tutto dipende dal contributo concreto che il locatore ha apportato alla “professione” del conduttore. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa succede se l’inquilino è uno spacciatore.

Spaccio di droga: cosa dice la legge?

Com’è noto a tutti, lo spaccio di droga è un reato. Secondo la legge, chi cede (anche a titolo gratuito) sostanze stupefacenti è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a 260euro.

Nelle ipotesi di minore gravità, ad esempio quando il quantitativo è modesto e la sostanza stupefacente rientra nella categoria delle cosiddette droghe leggere, la pena prevista è la reclusione da sei mesi a quattro anni e la multa da 1.032 a 10.329 euro [1].

Avere con sé della droga non costituisce reato quando la stessa è destinata solo ed esclusivamente all’uso personale oppure quando l’assunzione è dettata da motivi di salute, in questo caso dietro prescrizione medica.

Inquilino spacciatore: il proprietario cosa rischia?

Se l’inquilino spaccia sostanze stupefacenti, cosa rischia il proprietario di casa? Dipende dalle circostanze.

Innanzitutto, se il locatore non sa nulla, è chiaro che nessun addebito potrà essergli mosso, in quanto tutto avviene a sua insaputa.

Le cose si complicano se il proprietario è a conoscenza dell’attività illecita del suo conduttore. In questa evenienza, bisogna distinguere a seconda del momento in cui il locatore ha scoperto lo spaccio:

  • se la cessione di sostanze stupefacenti è stata appresa nelle more del rapporto locatizio, allora il locatore non rischia nulla;
  • se era a conoscenza sin dall’inizio dell’attività di spaccio, allora il locatore potrebbe rispondere penalmente in quanto concorrente nell’attività illecita.

Approfondiamo ciascuna ipotesi.

Inquilino spaccia droga: quando è responsabile il locatore?

Secondo la Corte di Cassazione [2], è configurabile il concorso nel reato di detenzione e spaccio di stupefacenti a carico del proprietario che conceda in locazione il proprio immobile sapendo che il conduttore svolge abitualmente l’attività di pusher. Questo perché il comportamento del locatore costituisce, in tal caso, un contributo causale alla verificazione del reato di detenzione e cessione delle sostanze stesse.

Se il locatore mette a disposizione dello spacciatore il proprio immobile al fine di agevolarne l’attività illegale, allora anche lui risponderà del medesimo reato.

Affinché anche il proprietario di casa risponda del crimine, però, occorre non solo che egli abbia piena consapevolezza del fatto che l’inquilino sia un pusher, ma anche che l’affitto fornisca un contributo causale alla commissione della condotta, ad esempio perché dotato di una porta sul retro dalla quale ricevere i clienti, oppure perché punto strategico di cessione delle sostanze illecite.

Insomma, la sola consapevolezza iniziale del fatto che l’inquilino spacci potrebbe non essere decisiva a far sorgere la responsabilità penale anche in capo al locatore, se per il pusher l’immobile in locazione non costituisce un aiuto nello spaccio.

Inquilino spacciatore: quando il locatore non è responsabile?

Negli altri casi, cioè qualora il locatore non sappia nulla dello spaccio oppure abbia appreso tale circostanza solo successivamente, allora non si configura alcuna responsabilità penale per il proprietario. Egli non è tenuto a denunciare ciò che accade in casa propria: come spiegato nell’articolo “Sono obbligato a denunciare un reato“, l’obbligo di denuncia grava solo sui pubblici ufficiali mentre, per quanto riguarda i semplici cittadini, sussiste solamente al ricorrere di particolari reati (come, ad esempio, i crimini contro la personalità dello Stato puniti con l’ergastolo).

Inquilino spacciatore: può essere sfrattato?

Dal punto di vista civilistico, il proprietario di casa che scopre che l’inquilino spaccia può ottenere la risoluzione del contratto o direttamente lo sfratto del conduttore? Per quanto riguarda lo sfratto, si tratta di procedura speciale prevista solamente nei casi di morosità ovvero di finita locazione. Ciò significa che il proprietario non può sfrattare l’inquilino spacciatore se egli è in regola con i canoni di locazione e con tutti gli altri obblighi (ad esempio, quelli di manutenzione).

Tuttavia, se l’attività di spaccio viola specifiche clausole contrattuali, si potrà ottenere la risoluzione del contratto di locazione e, solo successivamente, il rilascio dell’immobile.

Si pensi, ad esempio, al contratto di affitto che prevede espressamente il divieto di compiere attività illegali nell’immobile, oppure di servirsi di esso per compiere illeciti: in un caso del genere, il locatore potrebbe chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento.

Lo stesso può accadere se l’appartamento dato in locazione allo spacciatore si trovi in condominio: secondo la giurisprudenza [3], si può sfrattare l’inquilino che viola il regolamento di condominio. Ciò può accadere, ad esempio, perché il pusher non solo spaccia, ma viola il divieto di immissioni rumorose, arrecando disturbo agli altri proprietari.


note

[1] Art. 73, D.P.R. n. 309/90.

[2] Cass., sent. n. 35744 del 5 ottobre 2010.

[3] Trib. Monza, sent. n. 2395 del 07.09.2016.

Autore immagine: canva.com/


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