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Lo sai che? “Salvo esaurimento scorte”: se c’è uno o pochi prodotti è pubblicità ingannevole

Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 maggio 2014

Attratto da un volantino pubblicitario che annunciava della merce in offerta, mi sono recato al negozio per acquistare un prodotto, ma il commesso mi ha detto che era appena finito; essendomi recato nella mattina dello stesso giorno di inizio della promozione, ho ragione di credere – anche da informazioni apprese da amici – che di tale merce ve ne fosse una sola unità. Mi sembra un comportamento scorretto da parte del venditore: che tutela ho?

È pubblicità ingannevole promuovere prodotti disponibili solo in piccole quantità. Inoltre, inserire nella brochure promozionale delle offerte di beni, poi risultati indisponibili proprio nel periodo della promozione, è una pratica commerciale ingannevole e, quindi, scorretta. Il venditore non si esonera dalla responsabilità nemmeno apponendo sul volantino la dicitura “salvo esaurimento scorte e/o merce”. Basta infatti il semplice fatto che il consumatore sia entrato nel centro commerciale o nel negozio, a prescindere poi che abbia acquistato o meno qualche prodotto, per integrare l’illecito.

Questo orientamento è stato di recente affermato dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea [1] (leggi l’articolo: “Merce in offerta sul volantino: se manca in negozio è pubblicità ingannevole”).

Alla stessa conclusione è pervenuta una sentenza del Tar del Lazio del 2010 [2] che ha spezzato una lancia in favore dei consumatori. Secondo i giudici sono da ritenersi messaggi pubblicitari ingannevoli, e per questo soggetti alla censura dell’antitrust (AGCM), le promozioni a fronte delle quali ci sia una insufficiente disponibilità di prodotti in offerta. È del tutto irrilevante in questi casi la dicitura “salvo esaurimento scorte”.

Il tribunale amministrativo del Lazio ha precisato che il messaggio pubblicitario si può ritenere ingannevole anche se il venditore, prima della stipula del contratto, si renda disponibile nei confronti del consumatore di fornire maggiori informazioni, in quanto la verifica condotta dall’AGCM riguarda il messaggio pubblicitario in sé, e, pertanto, la sua idoneità a condizionare le scelte dei consumatori, indipendentemente dalle informazioni che il venditore renda disponibili a “contatto” già avvenuto, e quindi, ad effetto promozionale ormai prodotto.

In questi casi, dunque, il consumatore ha diritto ad ottenere, in risarcimento, la possibilità di acquistare un prodotto di pari o superiore valore a quello riportato nel volantino come “in offerta”, ma allo stesso prezzo indicato nella promozione.

note

[1] C. Giust. UE sent. causa C281/12, pubblicata il 19.12.13.

[2] TAR Lazio sent. n. 2303/2010.


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1 Commento

  1. Riferndomi all’ultimo periodo dell’articolo: il prodotto di pari o superiore valore è scelto dal venditore o dall’acquirente? Lo chiedo perchè mi è successo che, in cambio di una tv in offerta non più disponibile il primo giorno in offerta, mi hanno proposto una tv più grande ma di qualità inferirore. forse (!) costava qualche euro in più ma di fatto era un altro oggetto.

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