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In quali casi l’assicurazione auto non paga

30 Luglio 2021
In quali casi l’assicurazione auto non paga

Incidenti stradali non coperti dall’assicurazione: tutto ciò che c’è da sapere sulla polizza Rc-auto.

Non sempre, in presenza di un incidente stradale, è possibile chiedere il risarcimento alla compagnia di assicurazioni. Questo perché tanto la legge quanto le condizioni generali di contratto possono prevedere delle limitazioni alla copertura in caso di sinistro.

Sapere quindi in quali casi l’assicurazione auto non paga è determinante per comprendere quando il diniego opposto dalla compagnia alla richiesta di indennizzo è legittimo e quando invece no, legittimando in tal caso l’avvio di un’azione giudiziale.

Per conoscere in quali casi l’assicurazione auto non paga bisogna far riferimento al codice della strada e al codice delle assicurazioni, i due corpi normativi che regolano questa materia. Ecco quali sono le ipotesi.

Responsabilità del conducente

L’ipotesi più scontata in cui l’assicurazione non paga il risarcimento è quello in cui il conducente è responsabile del sinistro. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso: così il proprietario dell’auto dovrà pagare da solo il carrozziere e il conducente che si è ferito non potrà ottenere alcun indennizzo, neanche se ha riportato lesioni serie. 

Incidenti su strade private 

Erroneamente si crede che l’assicurazione copra solo gli incidenti sulle strade pubbliche mentre, per gli scontri sulle strade private, gli automobilisti debbano vedersela da sé. Non è corretto. Il codice della strada opera anche sulle strade private aperte al pubblico, quelle cioè non delimitate da barriere, cancelli, catene e altri vincoli. 

Ciò che conta dunque non è la proprietà della strada (se pubblica o privata), ma il fatto che essa sia aperta al transito di terzi. Un’importante sentenza della Cassazione [1] ha stabilito che l’assicurazione è tenuta a risarcire anche quando l’incidente è avvenuto in un luogo privato, ma accessibile al pubblico, come la rampa di un garage, se l’uso del veicolo è «conforme alla sua funzione abituale».

Tanto per fare un esempio, un cortile condominiale all’interno del quale possono accedere anche le auto di estranei per raggiungere i negozi collocati nello stabile si considera “aperto al pubblico”; pertanto eventuali incidenti sono coperti dall’assicurazione. Lo stesso dicasi nel parcheggio di un supermercato o di un centro commerciale. Viceversa, in un sentiero campagnolo ove il transito è interdetto ai non autorizzati da un cancello, eventuali incidenti non sono coperti da assicurazione. Lo stesso dicasi su un parcheggio privato delimitato da una sbarra elettrica. 

Approfondimenti: “Dove si applica il codice della strada?” e “Dove copre l’assicurazione“.

Falsi incidenti

Nel momento in cui viene presentata la denuncia di sinistro, l’assicurazione effettua degli accertamenti tramite i propri fiduciari, esperti in infortunistica stradale. Le indagini sono volte a verificare, attraverso la redazione di apposite perizie, se la dinamica dello scontro descritta dall’assicurato è verosimile e corrisponde ai punti di contatto tra le auto coinvolte o con gli eventuali ostacoli (muretti, guardrail, ecc.). In caso contrario, l’assicurazione respinge la richiesta di risarcimento sul presupposto che si tratti di un falso-incidente. L’automobilista può sempre contestare la decisione del centro liquidazioni sinistri presentando prima una richiesta di mediazione e, dopo, proponendo un giudizio innanzi al giudice per il riconoscimento del proprio diritto al risarcimento del danno. 

Assicurazione scaduta

L’assicurazione non liquida il risarcimento al proprio assicurato che abbia fatto un incidente stradale dal 16° giorno successivo alla scadenza della polizza, senza che abbia provveduto al relativo rinnovo.  

In particolare, l’automobile rimasta senza copertura assicurativa dal sedicesimo giorno in poi della scadenza del contratto non potrà vantare alcun diritto nei confronti della compagnia assicurativa. Per cui l’eventuale incidente dovrà essere risarcito dal proprietario dell’auto e dal relativo conducente. O meglio: la vittima dell’incidente però è comunque coperta dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada che poi si rivale sul responsabile privo di rc-auto. Maggiori approfondimenti in “Cosa copre l’Rc auto?“.

Qualora l’assicurato dovesse decidere di rinnovare il contratto, occorre considerare due ipotesi:

  • se il rinnovo avviene nei primi 15 giorni (ad esempio, proprio il 15°), la copertura della polizza prosegue senza interruzioni;
  • se il rinnovo avviene dal 16° giorno in poi, l’assicurazione copre l’automobilista a partire dalle ore 24 del giorno del pagamento.

Incidenti tra familiari

L’assicurazione non copre i danni alle cose (quindi ai veicoli) se lo scontro avviene tra auto intestate a soggetti legati a vincoli di parentela fino al terzo grado, ma solo i danni alle persone [2]. La regola si applica soltanto se i parenti sono conviventi oppure a carico. Questi sono il coniuge (moglie/marito), purché non legalmente separato, e i suoceri; il convivente stabile; gli ascendenti (genitori, nonni e bisnonni); i discendenti (figli e nipoti, intesi come figli dei figli). Sono inoltre esclusi anche i seguenti familiari, ma solo se convivono con il responsabile del sinistro o sono a suo carico, fratelli, nipoti (ossia i figli dei fratelli), generi, nuore, cognati e altre tipologie di nipoti.

Invece, le lesioni fisiche (ossia i danni alle persone) subite in un incidente tra parenti devono essere sempre risarcite dall’assicurazione. 

Furto auto

L’assicurazione Rc-auto non opera nel caso di circolazione avvenuta contro la volontà del proprietario, dell’usufruttuario, dell’acquirente con patto di riservato dominio o del locatario in caso di locazione finanziaria, come nell’ipotesi di furto del veicolo, a partire dal giorno successivo alla denuncia all’autorità di pubblica sicurezza. 

Il danneggiato però può presentare domanda di risarcimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada che risarcisce ad esempio i danni da circolazione del veicolo rubato cagionati dal ladro. L’assicurazione non comprende i danni alle cose trasportate a bordo del veicolo responsabile del sinistro.

Incidenti con auto fantasma

Nel caso in cui un incidente venga provocato da un’auto che, subito dopo lo scontro, fugge senza lasciare gli estremi della propria polizza, non è possibile presentare domanda di risarcimento alla propria assicurazione. Il danneggiato però può chiedere di essere risarcito dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada.

Incidente con auto senza assicurazione

Come nel caso precedente, anche nell’ipotesi di scontro con auto non assicurata l’unico modo per farsi risarcire è presentare la domanda al Fondo di Garanzia Vittime della Strada. Dunque, è inutile perdere tempo inoltrando la domanda di indennizzo alla propria compagnia: questa è legittimata a respingere la richiesta. 

Incidenti con tamponamento a catena

Nel caso in cui ci sia stato un incidente che abbia visto coinvolte più auto nello stesso momento (si pensi a un tamponamento a catena con una fila di auto) non è possibile chiedere il risarcimento alla propria compagnia. Ciascun conducente dovrà presentare la domanda all’assicurazione dell’auto che lo ha tamponato. Leggi sul punto “Tamponamento a catena: chi paga?“.

Guida senza cintura di sicurezza

Le assicurazioni pretendono che il loro cliente mantenga una condotta prudente finalizzata ad evitare la produzione di danni evitabili. Pertanto, il risarcimento può essere negato, oppure ridotto, quando il conducente, non responsabile dell’incidente stradale, non indossava le cinture di sicurezza. In tal caso, occorre verificare se il corretto utilizzo delle cinture avrebbe potuto evitare i danni al conducente o ai passeggeri (tenuti ad allacciare le cinture anche nei sedili posteriori).

La compagnia assicurativa può negare il risarcimento nel caso in cui il danno poteva essere evitato, mentre può ridurlo se il danno poteva essere quantomeno limitato.

Danno del conducente colpevole dell’incidente

L’assicurazione può rifiutarsi di risarcire il danno se il conducente guidava in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti; non indossava la cintura di sicurezza; ha causato l’incidente con dolo, cioè con l’intento di ottenere il risarcimento del danno.

Auto condotta da minorenne o soggetto privo di patente 

Se il conducente di un’auto non ha la patente o è minorenne e, per questo, non può guidare, l’assicurazione copre solo i danni da questi prodotti a terzi, ma poi si rivale contro il proprio assicurato. 

Omessa comunicazione di sinistro

L’assicurato deve presentare la denuncia di sinistro entro 3 giorni dall’incidente. In caso contrario, l’assicurazione può negare il risarcimento solo nel caso in cui il ritardo sia stato effettuato allo scopo di danneggiare la compagnia. Se manca la malafede, quindi, il risarcimento non può essere negato.

Leggi Incidente: quanto tempo per fare la denuncia di sinistro?.

Altri casi in cui l’assicurazione Rc-auto non copre

L’assicurazione non copre infine:

  • quando il conducente non è abilitato alla guida del veicolo col quale ha causato l’incidente;
  • quando l’incidente sia stato causato da un autoveicolo adibito a scuola guida, condotto dall’allievo, se la persona a suo fianco non è abilitata ai sensi della legge in vigore;
  • quando il veicolo dato in prova è messo in circolazione fuori dai termini di legge;
  • quando il veicolo è dato a noleggio con conducente senza licenza.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 21983 del 20.07.2021.

[2] Art. 4 L. n. 990/1969 del 24.12.1969.


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