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Quante copie per l’atto di appello penale?

12 Agosto 2021 | Autore:
Quante copie per l’atto di appello penale?

Sentenza di condanna: dove si deposita l’impugnazione? Qual è il giudice competente? Entro quanto tempo va proposto appello?

La legge consente alla persona condannata in primo grado di proporre appello avverso la decisione sfavorevole. Con questa impugnazione, l’imputato può ottenere che un nuovo giudice si esprima sulla propria vicenda, rimediando agli eventuali errori commessi dal primo magistrato. Per proporre appello, l’avvocato del condannato deve rispettare le regole stabilite dalla legge, la più importante delle quali è quella di impugnare tempestivamente la sentenza sfavorevole. Con questo articolo non solo parleremo di questo mezzo di impugnazione, ma anche di un aspetto più tecnico: «Quante copie servono per l’atto di appello penale?».

Quando il difensore del condannato si reca in cancelleria per depositare il proprio atto di appello, deve avere cura di portare con sé un numero adeguato di copie in base a ciò che prevede la legge. Il numero di copie, peraltro, cambia a seconda delle parti private presenti nel giudizio. Per parti private si intendono quelle diverse dal pm e dall’imputato stesso: è il caso, ad esempio, della costituita parte civile, la quale ha diritto a vedersi notificato l’appello del condannato. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quante copie occorrono per l’atto di appello penale.

Appello penale: qual è il giudice competente?

Prima di spiegare quante copie servono per l’atto di appello penale, è opportuno illustrare brevemente qual è il giudice competente in secondo grado.

L’appello penale si svolge:

  • innanzi al tribunale in composizione monocratica, nel caso in cui la sentenza di primo grado di condanna provenga da un giudice di pace;
  • innanzi alla Corte d’Appello, se si impugna sentenza resa dal tribunale (sia in composizione monocratica che collegiale);
  • davanti alla Corte d’Assise d’Appello, se la sentenza di condanna è stata pronunciata in primo grado dalla Corte d’Assise.

Atto d’appello: dove si deposita?

L’atto di appello penale si deposita nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato [1]. Dunque, a prescindere da chi sarà il giudice competente per il secondo grado, l’atto di appello si deposita presso la cancelleria del magistrato che ha emesso la sentenza che si contesta.

Ciò significa che, se si intende proporre appello contro una sentenza del giudice di pace, l’atto di appello andrà depositato presso la cancelleria del giudice di pace, la quale si occuperà poi di curare le notifiche e di trasmettere il fascicolo al tribunale monocratico competente per l’appello.

La legge specifica altresì che le parti e i difensori possono proporre appello con telegramma ovvero con atto da trasmettersi a mezzo raccomandata alla cancelleria. In questa ipotesi, l’impugnazione si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata o del telegramma.

Per agevolare la presentazione dell’appello, la legge consente all’imputato e alle altri parti private (ad esempio, alla parte civile) di presentare l’atto di impugnazione anche nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano, se tale luogo è diverso da quello in cui è stato emesso il provvedimento, ovvero davanti a un agente consolare all’estero.

In pratica, l’imputato che risiede a Napoli può presentare appello contro una sentenza del tribunale di Milano depositando il proprio atto (con il numero di copie che vedremo) presso il tribunale della propria città. Sarà poi questa cancelleria ad avere cura di trasmettere l’impugnazione al giudice competente.

Atto d’appello penale: termini

I termini per proporre appello penale decorrono dal momento in cui la sentenza, completa di motivazione, è stata depositata in cancelleria. Per la precisione:

  • nel caso di redazione contestuale di dispositivo e motivazione, il termine per proporre appello è di 15 giorni che decorrono immediatamente, cioè dal giorno successivo all’udienza di discussione. Stesso dicasi per le sentenze emesse in seguito a procedimento in camera di consiglio;
  • nel caso in cui le motivazioni seguano il dispositivo (motivazione non contestuale), il termine è di 30 giorni, se il giudice si è preso quindici giorni per la redazione delle motivazione, con decorrenza dalla data stabilita dal giudice per il deposito;
  • sempre nell’ipotesi di motivazione non contestuale, nel caso in cui il giudice si sia riservato un termine ancora maggiore, non superiore comunque ai novanta giorni, il termine per proporre appello è di 45 giorni, con decorrenza dalla data stabilita dal giudice per il deposito [2].

Per approfondimenti su questo specifico tema, si legga l’articolo dal titolo Termini per appello penale.

Appello penale: quante copie vanno depositate?

Individuato il giudice competente per l’appello, il luogo ove effettuare il deposito e i termini da rispettare, vediamo ora quante copie dell’atto di appello vanno depositate.

Secondo la legge [3], le parti devono depositare, presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, due copie dell’atto di appello, oltre a una copia per il procuratore generale, una per il pubblico ministero e tante copie quante sono le parti private costituite nel giudizio [4].

Nel caso in cui l’avvocato o l’imputato dimentichi di effettuare le copie, la cancelleria provvede a farle a spese di chi ha presentato l’impugnazione.

Chi intende proporre appello, dunque, dovrà presentarsi in cancelleria con almeno 4 copie dell’atto d’appello originale, alle quali si aggiungono quelle per le eventuali parti private.

Per parti private si intendono:

  • la parte civile, cioè la persona danneggiata dal reato, costituitasi per chiedere il risarcimento;
  • il responsabile civile, cioè il soggetto che, pur non avendo commesso il reato per cui si procede, è tenuto per legge a risarcire i danni ricollegabili a esso (ad esempio, l’assicurazione nel caso di sinistro);
  • il civilmente obbligato per la pena pecuniaria, ovverosia il soggetto a cui spetta l’obbligo di provvedere al pagamento della pena pecuniaria (multa o ammenda) comminata all’imputato qualora costui sia insolvibile.

Poiché nella maggior parte dei casi in un processo penale vi è al massimo la parte civile, possiamo ipotizzare che, generalmente, chi intende impugnare una sentenza di condanna penale di primo grado deve depositare 5 copie dell’atto d’appello, oltre all’originale.

In sintesi, il numero di copie necessario per l’atto d’appello penale è il risultato del seguente calcolo:

  • 4 copie + 1 copia per ogni parte privata.

note

[1] Art. 582 cod. proc. pen.

[2] Art. 585 cod. proc. pen.

[3] Art. 164 disp. att. cod. proc. pen.

[4] Art. 584 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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