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Guida all’imposta sulle donazioni: regole, aliquote e importi

12 Aprile 2021
Guida all’imposta sulle donazioni: regole, aliquote e importi

Come funziona l’imposta sulle donazioni, atti esenti, franchigie e donazioni indirette. Chi deve versare l’imposta sulle donazioni. 

L’imposta sulle donazioni colpisce le donazioni e gli altri trasferimenti gratuiti. Le regole sono pressoché identiche all’imposta sulle successioni: questo al fine di evitare che, per eludere la tassazione sull’eredità, prima di morire, il contribuente possa distribuire il proprio patrimonio con atti di donazione, anticipando così la distribuzione dei beni tra i futuri eredi.

L’imposta sulle donazioni, così come quella sulle successioni, varia a seconda dei rapporti di parentela tra le parti: come vedremo a breve, infatti, sono previste aliquote e franchigie differenti.

Ma procediamo con ordine e vediamo tutte le regole sull’imposta sulle donazioni: aliquote, importi, esenzioni, franchigie e ogni altro aspetto legato a tale tributo. 

Quali sono gli atti soggetti all’imposta sulle donazioni?

In generale, sono soggetti all’imposta sulle donazioni tutte le liberalità, la rinuncia all’usufrutto a favore dei nudi proprietari, le donazioni derivanti da atti formati all’estero, se riguardano beneficiari residenti in Italia.

È poi soggetta a imposta sulle donazioni la costituzione di vincoli di destinazione di beni come:

  • costituzione di un fondo patrimoniale;
  • costituzione di un trust;
  • stipula di un negozio fiduciario;
  • costituzione di vincoli diversi dai trust se comportano il trasferimento di beni a soggetti diversi dal disponente;
  • trasferimento a titolo gratuito di un bene soggetto ad uno dei vincoli di cui sopra.

Tutte le donazioni sono soggette a tassazione?

Non tutte le donazioni sono soggette a imposizione fiscale. Sono escluse:

  • le donazioni di modico valore
  • le donazioni indirette;
  • le spese per mantenimento, educazione, abbigliamento, matrimoni, ecc. da chiunque effettuate;
  • le donazioni che hanno ad oggetto aziende o rami di aziende o quote sociali e di azioni, ma solo se effettuate da discendenti o coniuge del donante (anche tramite patti di famiglia);
  • le donazioni di veicoli iscritti al Pra;
  • le donazioni a favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati;
  • le donazioni a favore dello Stato, regioni, province, comuni o altri enti pubblici; di fondazioni o associazioni legalmente riconosciute che hanno come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione, l’istruzione o altre finalità di pubblica utilità, nonché quelle a favore delle Onlus e di fondazioni bancarie; di movimenti e partiti politici; di enti pubblici e fondazioni o associazioni legalmente riconosciute, diverse da quelle sopra indicate se la donazione è disposta per le medesime finalità;
  • le liberalità che si è soliti fare in occasione di servizi resi o comunque in conformità agli usi.

Donazioni di modico valore

Sono «donazioni di modico valore» quelle che, in relazione al proprio importo, non arricchiscono il donatario e non impoveriscono il donante. La legge non individua una soglia specifica, essendo questa variabile in relazione alle condizioni economiche delle parti.

Tali donazioni possono avvenire anche senza atto notarile, come invece obbligatorio per tutte le altre (la donazione di non modico importo è infatti nulla senza atto notarile). 

Anche secondo l’Agenzia delle Entrate (circolare n. 3/2018), non sono tassabili le donazioni di piccolo importo. In tali casi, quindi, l’eventuale bonifico fatto sul conto del beneficiario non potrà determinare un accertamento fiscale.

Donazioni indirette

Il bonifico di una somma di denaro sul conto di un’altra persona affinché questa possa acquistare un determinato bene (ad esempio, una casa o un’auto) oppure il pagamento del prezzo di tale bene direttamente in capo al venditore per conto di un’altra persona configurano donazioni indirette. Le donazioni indirette non sono tassate, a condizione che l’atto di acquisto specifichi la provenienza del denaro.

Chi deve versare l’imposta sulle donazioni

L’imposta sulla donazione ricade sul donatario, ossia sul beneficiario della donazione stessa. 

Calcolo dell’imposta sulle donazioni in misura proporzionale

In generale, l’imposta si applica in misura proporzionale sul valore dei beni e dei diritti trasferiti. Sono tuttavia previste delle ipotesi in cui l’imposta si calcola in misura fissa (v. successivo paragrafo).

Il calcolo dell’imposta sulle donazioni in misura variabile risente del grado di parentela tra le parti: più è prossimo, più è bassa l’aliquota e più è alta la franchigia.

Tanto per fare un esempio, nelle donazioni tra padre e figlio, l’aliquota è la più bassa (al 4%) e si applica solo al valore della donazione che eccede 1milione di euro. Quindi, su una donazione di 1.100.000 euro, l’imposta è del 4% su 100.000 euro. 

Lo schema riprodotto qui di seguito rappresenta le varie aliquote e franchigie dell’imposta sulle donazioni in misura variabile.

Soggetti beneficiari 

Franchigia 

Aliquota

coniuge, parte dell’unione civile e parenti in linea retta (genitori e figli, rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, adottanti e adottati)

€ 1.000.000

4%

fratelli e sorelle

€ 100.000

6%

altri parenti fino al 4 o grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3 o grado

6%

altri soggetti

8%

persona portatrice di handicap

€ 1.500.000

4%, 6% o 8% a seconda della parentela

L’unione civile fra persone dello stesso sesso è equiparata alla famiglia tradizionale e i riferimenti al coniuge si intendono anche alla parte dell’unione civile.

I discendenti dei figli adottivi del defunto sono equiparati ai discendenti dei figli. Pertanto, anche sui beni ereditati dai discendenti di figli adottivi si deve applicare l’aliquota prevista per i parenti in linea retta.

La condizione di handicap deve essere riconosciuta dalla commissione medica ai sensi della legge 104/92.

Calcolo dell’imposta sulle donazioni in misura fissa

L’imposta fissa è pari a quella di registro e ad € 200 nelle seguenti ipotesi:

  • indennità per cessazione del rapporto di agenzia;
  • indennità di mancato preavviso e il trattamento di fine rapporto di lavoro;
  • crediti contestati giudizialmente sino a quando la loro sussistenza non sia riconosciuta con provvedimento giurisdizionale o con transazione;
  • crediti verso lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di assistenza e previdenza o assistenza sociale, fino a quando non siano riconosciuti con un apposito provvedimento;
  • crediti ceduti allo Stato;
  • beni culturali vincolati, a condizione che sia presentata all’Ufficio delle entrate, all’atto della registrazione dell’atto di donazione, l’apposita attestazione rilasciata dall’Amministrazione per i beni culturali e ambientali a seguito della presentazione, da parte del beneficiario, dell’inventario dei beni vincolati.

Donazioni di immobili

Se la donazione ha ad oggetto immobili o diritti reali immobiliari, deve essere trascritta (e, pertanto, sconta l’imposta di registro) e volturata in catasto con applicazione anche delle imposte ipocatastali in misura proporzionale (del 2% e dell’1%) indipendentemente dall’eventuale franchigia.

L’importo non può essere inferiore alla misura minima di € 200 ciascuna.

Tuttavia, se si tratta di fabbricato abitativo e relative pertinenze per i quali ricorrono le condizioni per l’agevolazione prima casa  le imposte si applicano in misura fissa (€ 200 ciascuna). 

Se il donatario già possiede un immobile acquistato a titolo oneroso fruendo dell’agevolazione prima casa, può fruirne nuovamente se nell’atto di donazione si impegna a vendere, entro l’anno dal nuovo acquisto, l’immobile preposseduto.

L’utilizzo dell’agevolazione in sede di donazione non ne preclude l’utilizzo in caso del successivo acquisto di un altro immobile a titolo oneroso.



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