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Cos’è la franchigia sulle donazioni

12 Aprile 2021
Cos’è la franchigia sulle donazioni

Come funziona la franchigia e quali sono le aliquote dell’imposta sulle donazioni e successioni. 

Le regole sull’applicazione dell’imposta sulle donazioni e successioni si accompagnano sempre al concetto di franchigia. L’imposta è infatti variabile a seconda del grado di parentela che sussiste tra le parti: più è stretto, meno pesante è la tassazione. Ma, più nel dettaglio, cos’è la franchigia sulle donazioni? Cercheremo di comprenderlo meglio qui di seguito. 

Imposta sulle donazioni e imposta sulle successioni: differenze

La prima cosa da tenere in debito conto quando si parla di imposta sulle donazioni è il rapporto che c’è con l’imposta sulle successioni. Il legislatore ha voluto evitare che, per eludere la tassazione al momento dell’apertura del testamento di una persona, questa potesse anticipare la divisione del proprio patrimonio con atti di donazione. E così, le due imposte sono pressoché identiche: identiche sono l’aliquota, le franchigie e le esenzioni. 

Pertanto, è assolutamente indifferente – almeno sotto un profilo fiscale – che un padre distribuisca i propri beni ai figli con atti di donazione o con un testamento.

Franchigia sulle donazioni: cos’è?

La franchigia è un importo minimo che non rileva ai fini della tassazione di un atto. Al di sotto di tale importo, infatti, non vi è alcun prelievo fiscale. Invece, al di sopra di esso, il prelievo si applica solo sulla parte eccedente la franchigia. Un esempio pratico chiarirà meglio la questione.

Nelle donazioni tra padre e figlio – così come nelle successioni tra questi stessi soggetti – è prevista un’aliquota del 4% e una franchigia di 1milione di euro (che sale a 1,5 milioni se il figlio è portatore di handicap). Ebbene, l’imposta sulla donazione si applica solo agli atti che superano tale franchigia e non a quelli inferiori. Quindi, una donazione di 500mila euro è esente: non sconta cioè alcun prelievo fiscale e non va dichiarata all’Agenzia delle Entrate. Viceversa, una donazione di 1.100.000 euro sconta una tassazione del 4% su 100.000 euro, ossia sul valore che eccede la franchigia.

Quali sono le franchigie dell’imposta sulle donazioni?

Come dicevamo in apertura, tanto l’imposta sulle donazioni quanto l’imposta sulle successioni scontano aliquote e franchigie diverse a seconda del grado di parentela che unisce il donante al donatario (ossia il beneficiario).

In particolare:

  • per le donazioni tra coniugi è prevista un’aliquota del 4% e una franchigia di 1 milione di euro;
  • per le donazioni tra ascendenti in linea retta (ossia nonno, padre, nipote) è prevista un’aliquota del 4% e una franchigia di 1 milione di euro (1,5 milioni di euro se il beneficiario è portatore di handicap ai sensi della legge 104/1992);
  • per le donazioni tra fratelli e sorelle è prevista un’aliquota del 6% e una franchigia di 100 mila euro (1,5 milioni di euro se il beneficiario è portatore di handicap ai sensi della legge 104/1992);
  • per le donazioni tra altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado  è prevista un’aliquota del 6% ma senza alcuna franchigia (la franchigia invece resta ferma a 1,5 milioni di euro se il beneficiario è portatore di handicap ai sensi della legge 104/1992);
  • per le donazioni tra altri soggetti è prevista un’aliquota dell’8% ma senza alcuna franchigia (resta la franchigia di 1,5 milioni di euro se il beneficiario è portatore di handicap ai sensi della legge 104/1992).

Lo schema riprodotto qui di seguito rappresenta le varie aliquote e franchigie dell’imposta sulle donazioni in misura variabile.

Soggetti beneficiari 

Franchigia 

Aliquota

coniuge, parte dell’unione civile e parenti in linea retta (genitori e figli, rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, adottanti e adottati)

€ 1.000.000

4%

fratelli e sorelle

€ 100.000

6%

altri parenti fino al 4 o grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3 o grado

6%

altri soggetti

8%

persona portatrice di handicap

€ 1.500.000

4%, 6% o 8% a seconda della parentela

L’unione civile fra persone dello stesso sesso è equiparata alla famiglia tradizionale e i riferimenti al coniuge si intendono anche alla parte dell’unione civile.

I discendenti dei figli adottivi del defunto sono equiparati ai discendenti dei figli. Pertanto, anche sui beni ereditati dai discendenti di figli adottivi si deve applicare l’aliquota prevista per i parenti in linea retta.

Come si calcola la franchigia per le donazioni?

La franchigia spetta una sola volta per ciascun beneficiario in relazione a donazioni o altre liberalità ricevute dal medesimo soggetto. In presenza di più donazioni o più liberalità, si applica il cosiddetto coacervo di cui parleremo a breve.

Nell’atto di donazione, le parti devono indicare gli estremi di tali donazioni anteriori e i relativi valori alla data dell’atto.

Le donazioni di valore inferiore alla franchigia per le quali non si applica l’imposta, sono registrate gratuitamente: non è cioè dovuta neanche l’imposta di registro in misura fissa.

In caso di omessa, incompleta o inesatta indicazione, si applica la sanzione dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta. La sanzione è a carico sia del donante che del donatario.

Franchigia in caso di precedenti donazioni (coacervo)

Per evitare che il contribuente, al fine di eludere l’imposta sulle donazioni, compia più atti di liberalità nei confronti dello stesso soggetto, ciascuna delle quali però di valore inferiore alla franchigia, è stato creato il cosiddetto coacervo. In forza di ciò, per determinare la franchigia, occorre sommare al valore della donazione effettuata anche il valore delle precedenti donazioni poste in essere dallo stesso soggetto al medesimo beneficiario in epoca anteriore.

A tal fine, si considerano:

  • le donazioni per le quali il beneficiario ha utilizzato la franchigia (anche se effettuate in periodi in cui l’imposta non era in vigore);
  • gli altri atti a titolo gratuito e le costituzioni di vincoli di destinazione (effettuati dal 29 novembre 2006) per i quali è stata utilizzata la franchigia;
  • le donazioni presunte, cioè i trasferimenti immobiliari posti in essere a titolo oneroso tra coniugi o parenti in linea retta, per i quali l’ammontare complessivo delle imposte dovute (registro, ipotecaria, catastale) è stata inferiore a quello delle imposte applicabili se i detti trasferimenti fossero avvenuti a titolo gratuito.

Il valore delle donazioni (e degli altri atti) anteriori deve essere attualizzato, avendo riguardo al valore normale dei beni donati alla data di apertura della successione del donante.

Secondo alcune sentenze [1], il coacervo è da considerarsi abrogato e non rilevante per il calcolo della franchigia.


note

[1] Cass. 16 dicembre 2016 n. 26050 e Cass. 6 dicembre 2016 n. 24940). In senso però contrario, Cass. 11 maggio 2017 n. 11667.

Autore immagine: depositphotos.com


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