Diritto e Fisco | Articoli

Genitori responsabili per i reati dei figli

12 Aprile 2021
Genitori responsabili per i reati dei figli

Obbligo di vigilanza dei genitori: fino a che età i genitori sono responsabili dei figli?

Quando un minorenne compie un atto illecito dal quale derivano danni a un’altra persona, il risarcimento dovuto a quest’ultima è a carico dei genitori che dovranno farsene carico personalmente. 

Se però la condotta del minore costituisce anche un reato, la sanzione penale non può mai ricadere sui genitori (la responsabilità penale, infatti, è solo personale). 

Il minore risponde dei propri reati se ha almeno 14 anni: da quest’età in poi, infatti, anche il minorenne è tenuto a sopportare il processo penale e le relative pene che da esso derivano. 

Viceversa, se il minore ha meno di 14 anni, la sua condotta – sotto un profilo esclusivamente penale – non viene punita né in capo a lui, né tantomeno in capo ai genitori.

Quando si dice che i genitori sono responsabili per i reati dei figli ci si riferisce unicamente alla responsabilità civile, ossia all’obbligo di risarcire i danni alla vittima. Giammai un padre o una madre potrà andare in galera per conto del figlio o comunque subire la sanzione di carattere penale. 

Vien da sé che se la vittima del reato non agisce per il risarcimento, ma si limita a sporgere solo una querela, alcuna conseguenza deriverà da ciò ai genitori del responsabile.

I genitori sono responsabili per i reati dei figli solo nella misura in cui avrebbero potuto evitare il fatto. Ma tale esenzione, sancita dall’ultimo comma dell’articolo 2048 del Codice civile, ha una portata estremamente ampia, tanto da restringere enormemente il campo delle ipotesi in cui i genitori possono andare esenti da responsabilità. In buona sostanza, padre e madre sono quasi sempre tenuti a risarcire i danni alla vittima, anche laddove siano separati e non conviventi con il minore. 

Di tanto parleremo meglio qui di seguito. 

Quando i genitori sono responsabili per i figli?

In generale, i genitori sono responsabili per tutti gli illeciti commessi dai figli, sia che si tratti di illeciti civili (ad esempio, una pallonata involontaria contro il cofano di una macchina) che penali (ad esempio, atti di bullismo o reati commessi tramite i social network).

La responsabilità consegue dalla violazione: 

  • dell’obbligo di sorveglianza materiale e fisica che grava sui genitori in relazione ai propri figli;
  • del dovere di impartire loro un’educazione adeguata. L’inadeguatezza dell’educazione impartita dai genitori, quale fondamento della responsabilità dei medesimi per il fatto illecito commesso dal figlio minore, può essere desunta, in mancanza di prova contraria, dalle modalità dello stesso fatto illecito, che ben possono rivelare il grado di maturità e di educazione del minore.

Responsabili sono sia i genitori legittimi, che quelli adottivi e naturali che abbiano riconosciuto i figli. Dubbi permangono, invece, in relazione a quelli che non abbiano proceduto al riconoscimento della prole (sul punto, però, mancano pronunce giurisprudenziali).

Nel caso di genitori separati o divorziati, la responsabilità resta in capo ad entrambi, anche se il figlio minore è stata affidato ad uno solo di essi. Difatti, il genitore non affidatario mantiene una serie di poteri e doveri di vigilanza e controllo sia sull’attività del figlio che sull’operato del genitore affidatario. I genitori, anche separati e non conviventi con il minore, rispondono degli illeciti di quest’ultimo in virtù del loro status.

Un altro orientamento, invece, circoscrive la responsabilità del genitore non affidatario solo in quei periodi dell’anno in cui questi vive con il figlio ed esercita su di esso i poteri a lui riconosciuti dalla legge.

Quando i genitori non sono responsabili per i figli?

I genitori non sono responsabili dell’illecito commesso dal figlio solo in due casi:

  • se il figlio è emancipato ossia, seppur minore, ha avuto l’autorizzazione, da parte del tribunale, a contrarre matrimonio;
  • se provano di non aver potuto impedire il fatto.

Questo secondo requisito risulta difficilmente dimostrabile. Difatti, come anticipato, il genitore che voglia liberarsi dalla responsabilità deve dimostrare di aver impartito al figlio un’adeguata educazione, consona alle condizioni sociali e familiari e di aver vigilato sulla condotta in misura adeguata all’ambiente, alle abitudini ed al carattere [1]. Il semplice fatto quindi di non averlo potuto controllare nel momento dell’illecito – come nel caso del figlio in gita scolastica o al campo di calcio con gli amici – non esclude la responsabilità del padre e della madre. 

Quanto più è grave l’illecito commesso dal figlio, tanto più è possibile presumere che esso scaturisca da un’educazione inadeguata. 

Il contenuto della prova liberatoria dipende dalle modalità stesse con cui è avvenuto il fatto: nel caso di illecito particolarmente grave o increscioso, l’inadeguatezza dell’educazione impartita e della vigilanza esercitata è desunta proprio dalle circostanze con cui si è verificato l’evento [2].

La precoce emancipazione dei minori, frutto del costume sociale, non esclude né attenua la responsabilità dei genitori, i quali, proprio in ragione di tale precoce emancipazione, hanno l’onere di impartire ai figli l’educazione necessaria per non recare danni a terzi [3]. 

Quando il minore è responsabile 

La responsabilità dei genitori concorre con la responsabilità del minore: se il minore è capace di intendere e di volere, egli è direttamente responsabile del danno ingiusto posto in essere, secondo le norme generali della responsabilità civile [4]. La responsabilità dei genitori quindi si aggiunge a quella del minore capace di intendere e di volere, configurandosi così una responsabilità solidale. Con la conseguenza che la domanda di risarcimento può essere proposta sia contro i genitori sia contro il minore, autore dell’illecito. 

Come si calcola il risarcimento per i reati del minore?

Secondo la giurisprudenza, i parametri per valutare l’entità del risarcimento da accollare in capo ai genitori per l’omessa vigilanza e per la violazione dell’obbligo educativo sono i seguenti:

  • entità ed intensità della violazione della libertà morale e fisica e della dignità della persona offesa;
  • turbamento psichico cagionato, dedotto dalle forme con cui si è perpetrata l’aggressione;
  • effetti sul piano psicologico anche nel tempo che l’illecito commesso dal figlio ha determinato;
  • l’incidenza del fatto dannoso sulla personalità della vittima;
  • l’intensità del dolo, ossia della volontà e della consapevolezza a commettere l’illecito.

note

[1] Cass. civ., 19 febbraio 2014, n. 3964.

[2] Cass. civ., 6 dicembre 2011 n. 26200.

[3] Cass. civ., 22 aprile 2009, n. 9556

[4] Cass. civ., S.U., 27 giugno 2002, n. 9346; Cass. civ., 26 giugno 2001, n. 8740.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Molti genitori dovrebbero stare con gli occhi aperti e accertarsi che i propri figli non facciano danni. E non parlo di piccoli danni in condominio, a casa ecc. Ma ci sono ragazzi violenti che sfogano le loro frustrazioni contro animali, sono piromani, sono chiaramente ragazzi con disturbi psicologici e bisogna intervenire prontamente e farli seguire da esperti.

  2. Scusate, ma cosa succede e come si interviene a proposito delle conseguenze di tipo civile che derivano dai reati commessi dal figlio? Cosa dice la legge in questi casi per quanto riguarda la responsabilità dei genitori? Attendo vostri chiarimenti grazie

    1. L’articolo 2048 del Codice civile stabilisce che il padre e la madre sono responsabili del danno causato da un fatto illecito del figlio minorenne, a meno che non dimostrino di «non aver potuto impedire il fatto». I genitori devono impartire ai propri figli minori un’educazione consona alle proprie condizioni socio-economiche, verificare e controllare l’effettiva acquisizione di quei valori da parte del minore. Quindi, i genitori rispondono dei danni causati da illeciti penali o civili del figlio minore anche se in quel momento non erano materialmente presenti. 

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube