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Imu prima casa, se non ho la residenza devo pagare?

13 Aprile 2021
Imu prima casa, se non ho la residenza devo pagare?

Sono proprietario di una casa ma vivo in affitto: devo pagare l’Imu?

Un nostro lettore è proprietario di una casa ma vive in affitto in un altro immobile dove ha la residenza. Ci chiede pertanto se è tenuto a pagare l’Imu. Di recente, infatti, il Comune gli avrebbe notificato delle richieste di pagamento per le ultime annualità. Il quesito che ci pone è quindi il seguente: se non ho la residenza devo pagare l’Imu sulla prima casa? Ed in secondo luogo: qual è il termine di prescrizione dell’Imu? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Esenzione Imu prima casa

Il dubbio del lettore – che poi è un dubbio di molti contribuenti – deriva da un equivoco di fondo e, più in particolare, dal cattivo uso della terminologia. L’esenzione Imu non spetta sulla prima casa, ma sull’abitazione principale. Questi due concetti sono molto diversi tra loro ed è proprio in questa diversità che si può cogliere l’aspetto più caratterizzante dell’agevolazione fiscale in commento. Cerchiamo di capirci meglio. 

Non bisogna pagare l’Imu sulla casa a condizione che sussistano entrambe le seguenti condizioni:

  • l’immobile deve essere luogo di residenza del contribuente e, se sposato, anche del coniuge;
  • l’immobile deve essere dimora abituale del contribuente e, se sposato, anche del coniuge.

La residenza è il luogo indicato all’anagrafe del Comune. La dimora abituale è il luogo ove, di fatto, il contribuente vive per gran parte dell’anno. 

Quindi, il semplice fatto di aver dichiarato la propria residenza in un immobile non è sufficiente ad ottenere l’esenzione Imu. Così, come, il semplice fatto di vivere in un appartamento non basta per non pagare l’Imposta municipale se poi non vi si risiede.

Da quanto appena visto, il concetto di “prima casa” è assolutamente fuorviante in relazione all’esenzione Imu. Non è detto infatti che la prima casa sia anche luogo di residenza del contribuente. 

Agevolazione fiscale prima casa

Esiste un’altra agevolazione fiscale sulla prima casa, meglio nota come bonus prima casa e che non c’entra nulla con l’esenzione Imu che abbiamo appena visto. Essa spetta una sola volta, all’atto dell’acquisto dell’abitazione, ed implica un forte sconto sulle imposte derivanti dall’atto di compravendita. Imposte che, nel caso di acquisto da una ditta, consistono nell’Iva al 4% (anziché al 10%) e nell’imposta ipotecaria, catastale e di registro nella misura fissa di 200 euro ciascuna; nel caso invece di acquisto da privato consistono nell’imposta di registro al 2% (anziché al 9%) e nell’imposta ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna.

Il bonus prima casa, al contrario dell’agevolazione Imu, non richiede la residenza nell’immobile in questione ma solo all’interno del Comune ove l’immobile si trova (quindi anche in un’altra via). Il che significa che si può ottenere il bonus prima casa anche se l’appartamento viene dato in affitto. Non invece per l’agevolazione Imu che richiede i due requisiti prima visti (residenza e dimora abituale).

Imu prima casa, se non ho la residenza devo pagare?

Veniamo infine alla risposta da dare al nostro lettore. Si deve pagare l’Imu sulla casa in cui non si ha la residenza, a prescindere dal fatto che questa sia la prima e l’unica di proprietà del contribuente. Né basterebbe spostare in essa la residenza se poi non vi si vive materialmente (ossia non sussiste il requisito della dimora abituale).

Chi dà in affitto la prima casa deve quindi pagare l’Imu sull’immobile in questione. Quindi, chi è proprietario di una casa ma vive in affitto deve versare l’Imu sulla prima casa.

Lo stesso vale per chi dà la propria casa in comodato a terzi: anche in tale ipotesi è necessario versare l’Imu. Solo nel caso in cui il contratto di comodato sia stipulato tra genitori o figli, ovvero tra parenti in linea retta entro il primo grado, si può ottenere una riduzione del 50% della base imponibile Imu. Ciò tuttavia a tre condizioni:

  • il comodatario deve utilizzare l’immobile come abitazione principale;
  • il contratto deve essere registrato;
  • il proprietario dell’abitazione deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato e deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale, o non più di due immobili entrambi nello stesso Comune, uno dei quali è adibito a propria prima casa.


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1 Commento

  1. Dal 66 in affitto e dal 31 dic avremmo dovuto lasciare il terzo degli alloggi…ma dal 73 abbiamo acquistato 2 locali a fianco della casa dei suoceri di cui nel 78 ci hanno donato l’area sovrastante che compreso l’area del locale confinante somma a 120 mq… laddove dal 88 persiste un progetto ex legge 219 e l. 32 mai finanziato….per cui paghiamo l’ici imu! Da tempo insisto: non sarebbe giusto dire “proprietari di unica unità della famiglia abitabile (se e quando)?

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