Laureati in pensione prima pagando 30 euro al mese

12 Aprile 2021 | Autore:
Laureati in pensione prima pagando 30 euro al mese

C’è tempo fino al 31 dicembre ma fonti del Governo parlano di una proroga per gli anni successivi. Possibilità di detrazione e di rateizzazione dell’importo.

Mentre l’Italia sta per salutare a fine anno Quota 100, si parla di prorogare un altro modo per andare in pensione prima, a patto di aver frequentato l’università. Non si tratta, quindi, di un metodo nuovo ma di uno già esistente che, secondo alcune fonti del Governo, dovrebbe essere prolungato per i prossimi anni. Stiamo parlando del riscatto agevolato della laurea, oggi consentito fino al 31 dicembre 2021. Se tutto fila liscio, gli anni trascorsi in facoltà potranno essere recuperati ai fini pensionistici anche dal 2022 in poi. A far sperare in una proroga per i prossimi anni, il fatto che la misura era stata introdotta durante il Governo Conte I dall’allora sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, ora al fianco di Mario Draghi nell’attuale Esecutivo.

Nel marzo 2019, è iniziata la fase sperimentale del riscatto agevolato della laurea, periodo che termina alla fine di quest’anno. Un’idea che ha fatto «centro», perché ha destato parecchio interesse tra chi in passato ha ottenuto una laurea e ora vorrebbe utilizzare gli anni investiti tra i testi universitari per poter andare prima in pensione: nel 2020, infatti, l’Inps ha ricevuto più di 55mila richieste di riscatto.

Ma in che cosa consiste l’agevolazione sul riscatto della laurea? La misura consente di recuperare i contributi degli anni trascorsi all’università per aggiungerli a quelli accumulati durante la vita lavorativa, in modo da accorciare la strada verso il traguardo della pensione. Il beneficio è esteso a tutti, senza limiti di età. Tuttavia, ci sono dei vincoli, ovvero:

  • essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, che si tratti di lavoratori dipendenti, autonomi o appartenenti alla gestione separata;
  • non aver versato dei contributi prima del 1996;
  • non essere titolari di una pensione;
  • non essere iscritti alle Casse dei liberi professionisti o a un ente previdenziale straniero.

A queste condizioni, è possibile recuperare fino a cinque anni precedenti al 29 gennaio 2019. Il numero degli anni riscattabili dipende dal periodo previsto dal corso di laurea frequentato (tre anni, ad esempio, se ci si è fermati alla triennale).

In soldoni, il costo del riscatto viene calcolato in base alla retribuzione ma è agevolato e si aggira attorno ai 5.200 euro all’anno. Cifra che, a sua volta, diventa agevolata dalla detrazione fiscale del 50% nella dichiarazione dei redditi.

Beneficio nel beneficio: il riscatto della laurea può essere pagato a rate. Le modalità dei versamenti, infatti, sono due: o la soluzione unica oppure la rateizzazione senza interessi per un massimo di 120 rate mensili non inferiori a 30 euro al mese. A conti fatti, un minimo di 30 euro al mese per 10 anni, il che significa partire da 360 euro all’anno per un totale di 3.600 euro alla fine del piano di rateizzazione.

La domanda va presentata all’Inps per via telematica oppure, se l’interessato è un dipendente del settore privato, può essere inoltrata direttamente dal datore di lavoro.



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