Diritto e Fisco | Articoli

Quando non c’è diritto di recesso da una vendita

17 Marzo 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Marzo 2014



Dal prossimo mese di giugno saranno individuati con precisione i casi in cui il consumatore non potrà ripensare cioè recedere da un acquisto effettuato a distanza o fuori dai locali commerciali.

Dal prossimo mese di giugno la legge sarà più chiara e precisa nell’individuare tutte le ipotesi nelle quali il cittadino consumatore non potrà esercitare il diritto di ripensamento (cosiddetto “diritto di recesso”) dopo avere concluso un acquisto a distanza oppure fuori dai locali commerciali.

Acquisto di beni

Nel caso di acquisto di merci, sarà esclusa la possibilità di recedere nel caso di contratti che avranno ad oggetto:

– beni confezionati su misura o “chiaramente personalizzati”;

– beni che possono deteriorarsi in breve tempo o che abbiano ravvicinata scadenza;

– beni sigillati che per motivi igienici non si prestino a essere restituiti se aperti dopo la consegna;

– beni che, dopo la consegna, risultano per loro natura mescolati con altri;

– registrazioni audio o video sigillate e i software, che siano stati aperti dopo la consegna;

– giornali, periodici e riviste (si potrà recedere, invece, nei casi di abbonamenti);

– contenuti digitali forniti con supporti non materiali (si pensi al download di software effettuato a mezzo di internet.

Sarà impossibile recedere anche per gli acquisti di beni effettuati alle aste pubbliche.

Prestazione di servizi

Passando dai beni ai casi di contratti aventi ad oggetto servizi, non è possibile recedere:

– una volta che il servizio sia stato interamente prestato;

– se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che, con l’esecuzione del contratto, avrebbe perso il diritto di recesso;

– nel caso di contratti in cui il consumatore abbia espressamente richiesto una visita da parte del venditore per l’effettuazione di lavori urgenti di riparazione o di manutenzione;

– nei contratti di fornitura di alloggi per fini non residenziali o di “servizi riguardanti le attività del tempo libero”, di trasporto di beni, di noleggio di autovetture, di catering.

Sono ancora esclusi dal diritto di recesso i contratti per i servizi sociali, l’assistenza sanitaria, l’assistenza all’infanzia e a persone in stato di bisogno; i giochi di fortuna (lotterie, ecc.) e i servizi finanziari; i contratti aventi ad oggetto la costruzione, la trasformazione, la locazione a scopo residenziale e il trasferimento d’immobili; i contratti rientranti nell’ambito della disciplina di viaggi, vacanze e multiproprietà; i contratti stipulati con l’intervento di un pubblico ufficiale indipendente e imparziale (ad esempio il notaio) o conclusi tramite apparecchi automatizzati; le forniture di alimenti, bevande o altri beni di consumo familiare; i trasporti di passeggeri.

Sono esclusi, in generale, i contratti con corrispettivo a carico del consumatore non superiore a 50 euro.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI