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Reato bloccare il passaggio con l’auto per costringere il conducente a scendere e parlare

17 Marzo 2014
Reato bloccare il passaggio con l’auto per costringere il conducente a scendere e parlare

Scatta il reato di violenza privata all’automobilista che costringe l’altro conducente ad accostare per discutere.

Oltre ad essere una manovra pericolosa per il codice della strada, integra anche un reato la condotta di chi si affianchi, con la propria auto, a quella di un altro automobilista allo scopo di bloccarlo, suonando ripetutamente col clacson, e facendogli cenno di scendere per fermarsi e “discutere”. Scatta, infatti, la “violenza privata[1] se il conducente impone al “rivale” un arresto del veicolo forzato, non previsto né voluto da quest’ultimo, tale da determinarne una costrizione psicologica.

A dirlo è una sentenza della Cassazione pubblicata qualche ora fa [2].

Ostruire l’altrui passaggio costituisce “violenza privata” e, su questo, ormai la Suprema Corte ha fornito diverse applicazioni pratiche: come nel caso di chi blocchi, con la propria vettura, l’uscita dall’altrui parcheggio o garage (leggi l’articolo: “Carcere a chi blocca con l’auto l’ingresso del garage altrui”).

Così, dunque, anche nel caso di chi ponga il veicolo di traverso nella corsia, per costringere un altro automobilista ad arrestare la propria marcia e a posteggiare il proprio veicolo, senza potersi immettere nuovamente nella corsia del traffico ordinario.

In tema di violenza privata, è necessario porre in essere una condotta violenta, consistente in qualsiasi mezzo idoneo a privare, con la forza, un altro soggetto della libertà di determinazione e di azione. In tal caso, infatti, quando l’offeso venga costretto a “fare, tollerare o omettere qualcosa contro la propria volontà”, questi potrà sporgere una querela alle autorità contro l’aggressore.


note

[1] Art. 610 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 12417 del 17.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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