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Creditore privato può fare pignorare il conto corrente del debitore?

13 Aprile 2021
Creditore privato può fare pignorare il conto corrente del debitore?

Come funziona il pignoramento del conto corrente, quanto dura e quali conti correnti possono essere pignorati.

Un nostro lettore ci chiede se un creditore privato può fare pignorare il conto corrente del debitore. Ci riferisce di non aver pagato un debito e di aver ricevuto già una diffida. Tutto ciò che ha intestato è appunto il conto corrente dove riceve mensilmente uno stipendio di importo modesto.

Traendo spunto dal quesito che ci viene posto proveremo a rispondere ad alcune domande tipiche sul tema come: quando si può pignorare il conto corrente? Quanti conti correnti si possono pignorare e quali invece non si possono toccare? Ma procediamo con ordine.

Chi può fare il pignoramento del conto corrente?

Ogni creditore può pignorare il conto corrente del debitore, a patto che sia prima munito di un titolo esecutivo. Il titolo esecutivo può essere costituito da una sentenza (anche non definitiva), un decreto ingiuntivo non opposto, un assegno o una cambiale, un contratto di mutuo stipulato dinanzi al notaio.

Non c’è alcuna distinzione tra un creditore privato ed uno “pubblico” (come potrebbe essere, ad esempio, Agenzia Entrate Riscossione o la società di riscossione dei crediti del Comune o degli altri enti locali). Né è prevista una soglia minima del credito sotto la quale non sia possibile pignorare il conto corrente. In buona sostanza, il creditore può agire anche per un credito di basso importo. Come tutte le azioni esecutive, però, anche il pignoramento del conto corrente ha un costo, costo che deve essere anticipato dal creditore. Questo fa sì che, il più delle volte per somme irrisorie, si abbandoni ogni tentativo di riscossione.

Come si fa il pignoramento del conto corrente?

Il creditore che voglia pignorare il conto corrente del debitore deve prima notificare a questi un avviso, detto atto di precetto, con cui gli intima di pagare entro 10 giorni.

In assenza di adempimento, il creditore notificherà poi l’atto di pignoramento vero e proprio sia alla banca che al debitore.

Da questo momento in poi, la banca è tenuta a bloccare il conto corrente del debitore in attesa dell’udienza in tribunale, la cui data è indicata sull’atto di pignoramento. Nel corso di questa udienza, il giudice autorizzerà il versamento delle somme sino ad allora trattenute in favore del creditore.

Come fa il creditore a sapere in quale banca ho i soldi?

Il creditore, una volta notificato l’atto di pignoramento, può chiedere al presidente del tribunale l’autorizzazione a visionare l’Anagrafe tributaria, un database dell’Agenzia delle Entrate ove, in un’apposita sezione (detta Registro dei rapporti finanziari) sono indicati i conti correnti di tutti i contribuenti.

Questo consente al creditore di sapere presso quale banca il debitore intrattiene il rapporto di conto corrente, ma non rivela quanto denaro è depositato. Il creditore potrebbe quindi scoprire, solo a pignoramento già avviato, che il conto è in rosso o vuoto.

Quanti conti correnti si possono pignorare?

Il creditore può pignorare, contemporaneamente e con il medesimo atto, tutti i conti correnti di cui il debitore è intestatario presso la stessa banca. È anche possibile pignorare più conti correnti presso differenti istituti di credito, ma con autonomi atti di pignoramento.

Quali conti correnti non si possono pignorare?

In realtà, tutti i conti correnti possono essere pignorati, anche quelli stranieri come PayPal.

L’unico limite riguarda l’ipotesi in cui, sul conto corrente, venga depositato lo stipendio o la pensione. In tal caso, infatti, il pignoramento può estendersi solo alle somme che eccedono il triplo della pensione sociale (che, per il 2021, è pari a 460,28 euro, per un totale di 1.380,63 euro). Quindi, ad esempio, su un conto con 2.000 euro, si possono pignorare solo 619,37 euro.

In tal caso, però, il pignoramento si estende sul quinto di tutti gli ulteriori stipendi o pensioni accreditati sul conto, fino all’estinzione totale del debito.



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