Truffe amorose sui social: nuova tutela per le vittime

13 Aprile 2021 | Autore:
Truffe amorose sui social: nuova tutela per le vittime

Per la prima volta un tribunale introduce come misura di protezione la nomina dell’amministratore di sostegno.

Il tribunale di Ravenna introduce una nuova forma di tutela per chi rimane vittima delle truffe amorose sui social network, vale a dire per quelle persone che, lusingate ed impietosite da qualcuno «conosciuto» in chat, aprono generosamente il portafoglio ed elargiscono generose somme di denaro. Con una recente sentenza, i giudici romagnoli si pronunciano per la prima volta sul bisogno di proteggere questi soggetti introducendo la possibilità di nominare un amministratore di sostegno.

Il tribunale ha esaminato il caso di una donna di 60 anni che, per circa sei anni, ha trascorso ore ed ore a chattare via Facebook con degli uomini stranieri, piuttosto abili nel convincerla che le volevano un gran bene e che si trovavano in difficoltà economica. Il trucco era sempre lo stesso: «agganciano» la vittima di turno, la ricoprono di complimenti, instaurano un rapporto di confidenza e, quando capiscono che lei si fida ciecamente e che si è convinta del loro «affetto», se non addirittura del loro «amore» (a volte, platonicamente ricambiato), parte la richiesta di soldi per uscire da una situazione «disperata».

Nel caso specifico, la donna è caduta nella trappola non una ma ben due volte. La prima, ha inviato ad uno sconosciuto 35mila euro, la seconda 8mila euro. Dei due «pretendenti», la vittima della truffa aveva visto in faccia soltanto uno, in occasione di una videochiamata. L’altro le aveva promesso di andare a trovarla.

Di fronte a questa situazione, il tribunale ha introdotto per la prima volta la possibilità di nominare un amministratore di sostegno. Tale era stata la richiesta del marito e della figlia della donna, la quale, peraltro, aveva attribuito la sua debolezza alla solitudine, non certo ad una patologia psichiatrica. Per lei – secondo quello che ha raccontato ai giudici – Internet rappresentava l’occasione di fare delle nuove amicizie. Un bisogno di socializzare che le è scappato di mano.

Secondo i giudici, infatti, le persone che, come lei, rimangono vittime delle truffe amorose non sempre sono in grado di essere padrone delle proprie azioni e, per questo motivo, hanno bisogno di una forma di tutela che il tribunale ha individuato nell’amministratore di sostegno, allo scopo di evitare che possano finire per dilapidare il proprio patrimonio a beneficio dei malintenzionati.

L’eccessiva generosità – si legge ancora nella sentenza –, anche se non derivante da una patologia, può giustificare la nomina dell’amministratore di sostegno nel momento in cui si corre un rischio «eccessivo e non giustificato». La stessa misura viene già adottata nei casi di ludopatia (il vizio del gioco), anche se in questo caso si parla di patologia vera e propria.

Per quanto riguarda le truffe amorose, la Cassazione le ha definite in una sentenza del 2019 «manipolazioni mentali idonee a raggirare la vittima, convincendola a compiere azioni mossa dalla falsa convinzione dei sentimenti provati dal suo interlocutore e dai progetti di vita più volte prospettati» [2]. In tempi piuttosto recenti, il tribunale di Catania [3] ha condannato a cinque anni di reclusione senza attenuanti un paio di soggetti che avevano orchestrato una di queste truffe su Facebook. In questo caso, non dichiaravano il loro amore a una donna ma ad un uomo, fingendo di essere una giovane tedesca maltrattata dal marito: i soldi che la loro vittima ha pagato, dovevano servire per iniziare insieme una nuova storia d’amore.


note

[1] Trib. Ravenna sent. n. 102/2021.

[2] Cass. sent. n. 25165/2019.

[3] Trib. Catania sent. n. 3562/2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Ma quante sono le persone sole che incappano in queste truffe online perché disperate e troppo incaute. Davvero occorrerebbe che certa gente sia tenuta sotto controllo per evitare che possa sperperare i propri soldi e magari quelli destinati alla famiglia. C’è tanta gente che si va ad invaghire dei truffatori che vedono questi soggetti come facili polli da spennare

  2. Ma come si fa a non capire che si tratta di truffe? Certo, una volta non se ne parlava ed era più semplice cadere in queste trappole sperando che dall’altra parte dello schermo ci sia una persona affidabile. Ma ora che si sanno certe cose e se ne parla tanto, si dovrebbe essere un po’ più cauti prima di spedire soldi al Tizio che ti dice che ha bisogno di migliaia di euro per venire a trovarti o perché sta vivendo una situazione difficile

  3. Purtroppo, non è detto che chi cada in queste trappole abbia già sentito parlare di queste truffe. Magari si tratta di persone incapaci di intendere e di volere o di persone che si approcciano per la prima volta con delle persone in queste chat di incontri, poi beccano il truffatore e non si accorgono del raggiro. Poi, c’è chi soffre di solitudine ed ha vissuto ferite profonde e vuole credere nell’amore del truffatore che dispensa mille sciocchezze e complimenti pur di far cadere in trappola la vittima… Bisogna cercare sempre di parlare e stare vicino a queste persone per evitare che possano imbattersi in certa gente

Rispondi a Giacomo Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube