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Contratto online con la banca: è valido?

13 Aprile 2021
Contratto online con la banca: è valido?

È necessaria la firma elettronica per il contratto bancario o d’investimento finanziario o è necessaria la firma digitale? 

L’avvento della tecnologia e la conclusione dei contratti a distanza, in particolare tramite Internet, porta oggi a formulare un nuovo quesito di natura legale: è valido il contratto online con la banca? Se il cliente non ha messo la firma tradizionale, quella a penna su un foglio di carta, l’obbligazione che ne discende è legittima? 

L’esempio più tradizionale potrebbe essere costituito dall’apertura di un conto corrente, ma la problematica potrebbe estendersi a qualsiasi altro tipo di rapporto come, ad esempio, un investimento finanziario.

Perché mai questo dubbio? La questione è molto semplice. 

La legge – e in particolare l’articolo 117 del Testo Unico Bancario – impone la forma scritta per tutti i contratti bancari. Secondo la Cassazione [1], è sufficiente che sul contratto sia presente la sola firma del cliente, potendo il consenso della banca essere tacitamente desunto dall’avvenuta attuazione del contratto stesso.

In pratica, secondo l’orientamento sposato dalla giurisprudenza sino ad oggi, nella materia dei contratti bancari la mancata sottoscrizione del contratto da parte dell’istituto di credito non ne comporta la nullità, essendo sufficiente che il medesimo sia redatto per iscritto e che una copia sottoscritta dal cliente sia allo stesso consegnata. Corollario di questa impostazione è che il consenso della banca può essere desunto anche alla stregua di comportamenti concludenti quali ad esempio, l’apertura del conto o l’invio dei relativi estratti.

Ciò posto, si comprende maggiormente il quesito di partenza: è valido il contratto online con la banca se, al posto della tradizionale firma scritta, è stata semplicemente sbarrata la casella con il consenso tramite la spunta col mouse (il cosiddetto point and click)? È necessaria la firma digitale per rendere valido un contratto bancario stipulato per mezzo di Internet? La questione è stata affrontata dalla Cassazione con una recente pronuncia [2].

Nel caso di specie, si discuteva sulla validità di un’operazione in covered warrant conclusa dal cliente, tramite accesso all’area riservata del sito di home banking soltanto pigiando sul bottone d’assenso (point and click), che equivale a una mera firma elettronica. 

Ebbene, secondo la Cassazione, la cosiddetta «firma elettronica leggera», costituita appunto dal flag sulla casella con su scritto “accetto le condizioni generali di contratto” può essere equiparato, anche nei contratti con la banca, alla tradizionale firma a penna. Risultato: è valido il rapporto che si instaura con l’istituto di credito anche se manca la forma scritta intesa in senso tradizionale. 

Insomma, basta la firma elettronica leggera del cliente a perfezionare online il contratto bancario o d’investimento. 

Del resto, laddove la legge vuole stabilire la nullità del contratto in assenza della tradizionale forma scritta lo fa in modo espresso, come nell’elencazione dell’articolo 1350 del Codice civile. Quest’ultima norma, come noto, elenca tutti gli atti per i quali la forma scritta è essenziale e senza di essa il contratto è nullo. Tra questi, ad esempio, vi è il passaggio della proprietà immobiliare, ma non vi sono i contratti bancari. 

È stato il dpr 513/97 a introdurre la sottoscrizione elettronica, a sua volta trasfuso nel testo unico sulla documentazione amministrativa [3]. 

È stato poi il turno della direttiva 1999/93/Ce, attuata in Italia dal decreto legislativo 10/2002: l’articolo 6 precisa che il documento informatico sottoscritto con firma elettronica soddisfa il requisito legale della forma scritta e sul piano probatorio risulta liberamente valutabile, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza. 

Tale normativa ha introdotto la distinzione tra firma elettronica (o firma digitale leggera) e firma digitale avanzata o pesante.

Ebbene, la firma elettronica leggera – quella appunto costituita dal click del mouse sulla casella predisposta sul sito della banca – soddisfa senz’altro il requisito legale della forma scritta, mentre quella pesante si rende necessaria solo quando si vuole conferire al contratto l’efficacia probatoria fino a querela di falso.

Anche il Codice dell’amministrazione digitale (cosiddetto Cad) consente di ritenere che fuori dall’elencazione contenuta all’articolo 1350 del Codice civile – e dunque nei contratti bancari e di investimento, ad esempio – sia sufficiente la firma digitale leggera a integrare il requisito del contratto scritto.

Risultato: secondo la Cassazione, è ben valido un contratto online con la banca anche se il cliente non ha apposto alcuna firma a penna ma si è limitato a cliccare la casella con il proprio mouse da casa. 


note

[1] Cass. ord. n. 9196/21 del 2.04.2021.

[2] Cass. ord. n. 9413/21 del 9.04.2021.

[3] Dpr 445/00

Autore immagine: depositphotos.com


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1 Commento

  1. il riferimento a “scopo argomentativo” al CAD è quello relativo alla versione in vigore al tempo della sentenza di primo grado (il CAD non esisteva al tempo del contratto, infatti le operazioni in covered warrant erano iniziate nel 2002), con la previsione di nullità solamente per i contratti di cui ai commi da 1 a 12 dell’art.1350 cc (previsione in essere dall’inizio del 2011 e fino a ottobre del 2012) e quindi a casi specificamente elencati e nei quali non sono compresi i contratti bancari o di investimento. Infatti l’ordinanza riporta testualmente:

    “non è infatti privo di rilievo, che nell’approvare il CAD il legislatore abbia avvertito l’obbligo di precisare che solo per i contratti, in relazione ai quali l’art. 1350 cod.civ. prevede l’adozione della forma scritta a pena di nullità si impone l’adozione della firma elettronica qualificata o digitale, il che, come bene riflette la Corte d’Appello, vuol dire che «solo questa particolare forma integrerà il requisito dello scritto ad substantiam nella specifica casistica del codice civile, non anche al di fuori di questo, come appunto ad es. nei contratti bancari o di investimento»

    La previsione della firma elettronica qualificata o digitale è infatti prevista dal CAD solo relativamente ai contratti di cui ai commi da 1 a 12 dell’art.1350 cc, mentre nella versione in entrata in vigore nell’ottobre 2012, viene introdotto anche il comma 13, dove sono compresi “gli altri atti specialmente indicati dalla legge” e quindi anche i contratti bancari o di investimento, viene espressamente prevista la possibilità di adottare la firma elettronica avanzata, qualificata o digitale a pena di nullità. Quindi a differenza degli altri atti viene prevista anche la firma elettronica avanzata.

    Quindi l’Ordinanza ha valore solo relativamente alla causa specifica

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