Diritto e Fisco | Articoli

Chi paga il decreto ingiuntivo nel condominio?

13 Aprile 2021
Chi paga il decreto ingiuntivo nel condominio?

La ripartizione delle spese legali per il decreto ingiuntivo contro un condomino moroso. 

Nel momento in cui bisogna riscuotere le quote condominiali dai morosi, l’amministratore è tenuto a nominare un avvocato di propria fiducia affinché agisca in giudizio contro di loro, senza bisogno di dover prima chiedere l’autorizzazione all’assemblea. 

Quello dell’amministratore è un preciso obbligo che scatta dopo sei mesi dall’approvazione del piano di riparto, a pena di responsabilità professionale e possibile revoca dall’incarico. Ma chi paga il decreto ingiuntivo nel condominio? Se alcuni condomini si oppongono all’azione legale contro il debitore – perché magari ritengono più opportuno trovare un accordo per un pagamento parziale o dilazionato – è possibile evitare la spesa? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Come funziona il decreto ingiuntivo?

Prima di spiegare chi paga il decreto ingiuntivo nel condominio ricordiamo, più in generale, come funziona questo strumento e chi deve anticipare le spese giudiziarie.

Il ricorso per decreto ingiuntivo è un procedimento civile che si attua per recuperare dei crediti non pagati. Basta presentare al giudice la prova scritta del credito per ottenere, da questi, un ordine di pagamento nei confronti del debitore. Ordine che va ovviamente notificato a quest’ultimo nel più breve tempo possibile (e comunque non oltre 60 giorni) affinché sia posto nella condizione di difendersi – facendo eventualmente opposizione – oppure di pagare spontaneamente. Il tutto entro i 40 giorni successivi al ricevimento della notifica del decreto ingiuntivo stesso.

Chi paga le spese del decreto ingiuntivo

Vediamo ora chi paga le spese legali del decreto ingiuntivo. È chi agisce, e quindi il creditore, a doversi fare inizialmente carico di tutti gli oneri conseguenti all’azione legale di recupero del credito. Tali spese vengono poi poste a carico del debitore dal giudice, che – con l’ordinanza di ingiunzione – le somma agli importi che quest’ultimo deve versare. Ma chiaramente il recupero delle spese legali dipende anche dal recupero dell’originario importo: è infatti scontato che, se il debitore non dovesse adempiere spontaneamente alla condanna, il creditore sarà poi obbligato ad agire nei suoi riguardi con il pignoramento. 

Dunque, ricapitolando: le spese del decreto ingiuntivo vengono anticipate dal creditore che poi si rivale nei confronti del debitore nel momento in cui porta ad attuazione il decreto ingiuntivo.

Le spese per un decreto ingiuntivo consistono innanzitutto nel contributo unificato (ossia la tassa che va versata all’Erario per l’accesso alla giustizia civile), nei bolli, nei costi di notifica, nei diritti di cancelleria e nell’imposta di registro. C’è poi da considerare l’onorario dell’avvocato che può essere liberamente concordato con questi.

Leggi “Quanto costa decreto ingiuntivo condominiale“.

Chi paga il decreto ingiuntivo in condominio?

Poiché, come si è appena visto, le spese legali del decreto ingiuntivo sono anticipate dal creditore, a pagare il decreto ingiuntivo in condominio deve essere la stessa compagine condominiale.

Pertanto, l’amministratore di condominio, nel momento in cui ci sono da anticipare le spese all’avvocato che agirà per il recupero del credito, dovrà ripartire l’importo tra tutti i condomini secondo i rispettivi millesimi. Da tale ripartizione resta però escluso il debitore moroso nei cui confronti si agisce. Quest’ultimo, infatti, una volta ricevuto il decreto ingiuntivo, viene condannato dal giudice a corrispondere, non solo il capitale con gli interessi maturati, ma anche le spese legali anticipate dal creditore. Insomma, alla fine dei conti, l’intera somma spesa per il decreto ingiuntivo viene posta a carico del condomino moroso.

C’è tuttavia da dire che ben potrebbe il giudice disporre una condanna alle spese per un importo inferiore rispetto a quello preteso dall’avvocato nei confronti del condominio. Difatti, le tariffe legali sono ormai liberalizzate e il giudice invece si deve attenere ai parametri indicati con un decreto ministeriale del 2014.

Tanto per fare un esempio, ben potrebbe succedere che l’avvocato presenti una parcella di 500 euro al condominio, quando invece il giudice accolli sul debitore solo 300 euro a titolo di spese legali. Ebbene, in tali ipotesi, la differenza di 200 euro sarà ripartita tra i condomini, secondo i rispettivi millesimi, ad esclusione del debitore. 

Che succede se il decreto ingiuntivo viene opposto dal debitore?

Qualora il debitore dovesse presentare opposizione al decreto ingiuntivo, si instaura una causa regolare. All’esito del giudizio, il giudice stabilisce a carico di chi saranno le spese legali, di solito seguendo la regola della “soccombenza” (paga chi perde). Così, se il moroso dovesse vincere il giudizio, il condominio dovrebbe farsi carico delle spese anticipate e di quelle della controparte, non potendo liquidare a quest’ultima la relativa quota millesimale.

Viceversa, se il giudice dovesse condannare il debitore, questi sarà tenuto a corrispondere l’intero importo come liquidato dal magistrato.

Dissenso alle liti

Cosa diversa è il cosiddetto dissenso alle liti che consente, a ciascun condomino, di esonerarsi dall’eventuale condanna alle spese legali in caso di soccombenza in un giudizio. Questo esonero, però, non copre le somme che il condomino deve pagare al proprio difensore.

Sul punto leggi: “Dissenso alle liti condominiali: come fare“.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube