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Ritardo nel rimborso delle imposte: il contribuente ha diritto al risarcimento del danno

17 marzo 2014


Ritardo nel rimborso delle imposte: il contribuente ha diritto al risarcimento del danno

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 marzo 2014



Credito di imposta: il fisco deve al cittadino gli interessi e il maggior danno; il ricorso si presenza alla Commissione tributaria.

Se il fisco ritarda a rimborsare le imposte pagate in eccesso dal contribuente è tenuto risarcire a quest’ultimo tutti i pregiudizi sofferti, inclusi gli interessi e il maggior danno [1]. Compreso quello morale.

Il cittadino deve presentare la richiesta di liquidazione di tali voci di danno alla Commissione tributaria, unico giudice competente a decidere su tale questione.

È questo il succo di una ordinanza dello scorso mese di dicembre emessa dalla Cassazione [2].

La Corte è tornata su una interpretazione dalla stessa già condivisa in passato [3]. Sempre i giudici supremi, infatti, avevano stabilito, qualche anno fa, che, in tema di rimborso dei crediti di imposta, il contribuente può ottenere la condanna dell’amministrazione finanziaria al pagamento degli interessi anatocistici per il ritardato rimborso: infatti, le norme speciali che regolano la restituzione delle imposte pagate in eccedenza rispetto al dovuto non pongono limiti a tale diritto del cittadino [4].

Insomma, il fisco che tarda a rimborsare il credito di imposta deve risarcire al contribuente tutti i danni sofferti. Anche se la controparte è l’erario, opera sempre il principio che, in caso di ritardato adempimento di una obbligazione pecuniaria, obbliga di liquidare il danno da svalutazione monetaria.

È comunque necessario che il creditore deduca e dimostri al giudice che, se lo Stato avesse adempiuto in modo tempestivo, egli avrebbe potuto impiegare il denaro in modo tale da evitare gli effetti negativi dell’inflazione (per esempio: egli dovrà provare che avrebbe potuto investire le somme in qualche attività o che avrebbe ottenuto una remunerazione conveniente dalla banca).

Inoltre, posta la specificità della disciplina dell’obbligazione tributaria, la Commissione Tributaria – competente a decidere su tali richieste – dovrà valutare con particolare rigore tutto il materiale probatorio offerto dal contribuente.

note

[1] Ex articolo 1224, 2 co. cod. civ.

[2] Cass. ord. n. 28332 del 18.12.2013.

[3] Cass. sent. n. 2643 del 30.12.2010.

[4] Senza che l’applicazione dell’istituto dell’anatocismo trovi ostacolo nel disposto dell’art. 38-bis del d.P.R. 26.10.1972 n. 633.

Autore immagine: 123rf.com

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