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Cosa è detraibile nella ristrutturazione?

12 Agosto 2021 | Autore:
Cosa è detraibile nella ristrutturazione?

I lavori che danno diritto al beneficio fiscale del 50%, i soggetti che lo possono chiedere e le modalità di pagamento anche con finanziamento.

Praticamente, non ci sono più delle scuse: chi vuole fare un intervento edilizio nella propria abitazione ha un tipo di agevolazione fiscale per ogni intervento. Che si tratti della normale detrazione del 50% piuttosto che dell’ecobonus dal 65% all’85%, del bonus facciate al 90% o del superbonus del 110%, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze. Il beneficio meno consistente è quello del 50% sulle opere di recupero edilizio dell’immobile. Ma cosa è detraibile nella ristrutturazione? Detto in un altro modo: quali sono i lavori di ristrutturazione detraibili? E come vengono rimborsate le detrazioni per la ristrutturazione?

Va premesso che l’agevolazione è valida sia per la singola abitazione sia per il condominio. Ogni proprietario, ovviamente, potrà recuperare la sua parte in base ai millesimi che possiede quando si tratta delle parti comuni. Dopodiché, potrà, comunque, usufruire della detrazione del 50% anche se intende fare dei lavori nel suo appartamento.

Vediamo in questa guida cos’è detraibile nella ristrutturazione ma anche quali documenti occorre conservare, come vanno effettuati i pagamenti ed in quanto tempo viene rimborsata la parte della spesa sostenuta che spetta al contribuente.

Cos’è la detrazione sulla ristrutturazione?

Chi effettua dei lavori di ristrutturazione edilizia nella propria abitazione o nel condominio ha diritto alla detrazione fiscale del 50% sulla spesa sostenuta per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio.

Il beneficio consente il rimborso Irpef fino ad un massimo di 96mila euro. Se i lavori comportano anche un risparmio energetico, è obbligatorio inviare la relativa comunicazione all’Enea.

A chi spetta la detrazione del 50% per la ristrutturazione?

Chiunque sia soggetto al pagamento dell’Irpef è ammesso alla detrazione fiscale del 50% sui lavori di ristrutturazione.

Nel dettaglio, l’agevolazione può essere richiesta da:

  • proprietari o nudi proprietari dell’immobile;
  • titolari di un diritto reale di godimento dell’immobile (uso, abitazione, usufrutto, ecc.);
  • inquilini o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per quanto riguarda gli immobili che non rientrano tra i beni strumentali o merce;
  • chi produce redditi in forma associata (società semplici, sas, snc, imprese familiari, ecc.) per gli immobili che non rientrano tra i beni strumentali o merce.

È possibile accedere alla detrazione del 50% anche prima di diventare proprietari al 100% dell’immobile, cioè quando è stato firmato un contratto preliminare di vendita, cioè il compromesso. L’acquirente, in questo caso, ha diritto al beneficio nel caso il cosiddetto preliminare sia stato regolarmente registrato e il compratore sia stato immesso nel possesso dell’immobile e sostenga personalmente il costo dei lavori.

Su quali lavori di ristrutturazione spetta la detrazione del 50%?

La legge di Bilancio 2021 ha introdotto alcune novità rispetto a quanto stabilito dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) riguardo ai lavori di ristrutturazione edilizia per cui spetta la detrazione fiscale del 50%. Ad oggi, gli interventi per i quali è possibile chiedere l’agevolazione sono:

  • lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione effettuati su parti comuni dei condomini;
  • lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione effettuati su singole unità abitative di qualsiasi categoria catastale e sulle pertinenze.

A titolo esemplificativo, ecco alcuni degli interventi agevolabili al 50%:

  • recinzione;
  • rifacimento di rampe e scale;
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso;
  • installazione di ascensori, montascale e scale di sicurezza;
  • costruzione di scale interne;
  • sostituzione di porte interne;
  • ricostruzione e ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • adozione di misure per prevenire il rischio di atti illeciti (cancelli, grate sulle finestre, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate alle forze dell’ordine, ecc.);
  • cablatura degli edifici e contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi per il risparmio energetico che non danno diritto ad ecobonus o superbonus;
  • bonifica dell’amianto;
  • installazione corrimano;
  • apparecchi di rilevazione di gas;
  • riparazione di impianti per la sicurezza in casa.

Sono detraibili le spese dei professionisti?

Certi lavori di ristrutturazione edilizia comportano l’intervento di un professionista abilitato, come ad esempio quelli finalizzati al risparmio energetico, alla realizzazione di muri o pareti interne, ecc. Da questo punto di vista, si ha diritto alla detrazione del 50% sulle spese sostenute per:

  • progettazione dei lavori e spese connesse;
  • prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento;
  • prestazioni per la messa in regola dell’edificio;
  • relazione di conformità alle leggi in vigore;
  • perizie e sopralluoghi;
  • imposta di bollo, Iva e diritti per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori;
  • oneri di urbanizzazione.

Come pagare i lavori per avere la detrazione sulla ristrutturazione?

Com’è facile immaginare, non è detraibile tutto ciò che si paga in contanti, per quanto ci sia una fattura in cui si dichiara la spesa sostenuta. Per avere diritto alla detrazione fiscale del 50% sui lavori di ristrutturazione, il pagamento deve avvenire obbligatoriamente con bonifico parlante, che si tratti di bonifico bancario o postale.

Il documento dovrà riportare:

  • la causale del versamento, che sarà la seguente: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione, cioè di chi effettua il pagamento;
  • codice fiscale o partita Iva del beneficiario del bonifico.

Se i lavori sono stati pagati tramite un finanziamento, la società finanziaria provvederà a fare il bonifico riportando, oltre ai dati sopra indicati, anche il codice fiscale del contribuente per il quale si effettua il versamento.



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