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Conto corrente pignorato: posso aprirne un altro?

14 Aprile 2021
Conto corrente pignorato: posso aprirne un altro?

Non esiste alcun divieto, per un soggetto pignorato, di aprire un conto corrente. Ma è opportuno che ciò avvenga presso un’altra banca. 

Un nostro lettore ci chiede se, in presenza di un conto corrente pignorato, può aprirne un altro. La domanda è chiaramente rivolta a sapere se, nonostante il blocco operato dalla banca, vi sia la possibilità di far confluire i bonifici e i pagamenti su un altro deposito, acceso presso un differente istituto di credito. Cosa succederebbe, in tal caso, al vecchio pignoramento? Quest’ultimo potrebbe estendersi anche al nuovo rapporto bancario? La seconda banca potrebbe negare l’apertura di un conto corrente a chi sta già subendo un pignoramento? Cerchiamo di fare ordine sulla questione. 

Come funziona il pignoramento dello stipendio

Nel momento in cui viene notificato il pignoramento presso terzi alla banca ove il debitore intrattiene il rapporto di conto corrente, quest’ultima è tenuta a trattenere, nei limiti dell’importo pignorato, ogni somma di cui è debitrice – a qualunque titolo – nei confronti del proprio cliente. Una volta effettuato il “congelamento” di tali somme, la banca viene poi obbligata dal giudice, nel corso di un’apposita udienza (la cui data è indicata nell’atto di pignoramento stesso) a versarle in favore del creditore procedente. 

Questo significa, ad esempio, che se il debitore possiede più conti correnti presso la medesima banca, gli stessi saranno tutti oggetto del pignoramento avvenuto con il medesimo atto, senza quindi che sia necessario procedere alla notifica di ulteriori atti.

Il pignoramento si estende anche ai conti correnti cointestati (nei limiti però del 50% delle somme ivi depositate) e a tutti gli altri crediti vantati dal debitore come ad esempio le carte prepagate o i libretti di deposito.

Chi ha un pignoramento in corso può aprire un nuovo conto corrente?

Essere soggetti passivi di una procedura esecutiva – nella specie, di un pignoramento presso terzi – non costituisce però un pregiudizio all’apertura di un ulteriore conto corrente. Nessuna banca cioè potrebbe negare di stringere un nuovo contratto con il debitore solo perché questi ha un conto corrente pignorato presso un altro istituto di credito. 

Il divieto all’apertura di conti correnti scatta solo per chi è protestato per aver emesso assegni a vuoto, ossia senza copertura. In tal caso, viene effettuata una segnalazione alla Centrale Rischi Interbancaria presso la Banca d’Italia come cattivo pagatore.

Cosa succede a chi ha un conto corrente pignorato e ne apre un altro?

Come appena detto, chi sta subendo un pignoramento del conto corrente può aprire un altro conto corrente. Naturalmente, un’operazione di questo tipo si giustificherebbe solo nella misura in cui venga effettuata presso una banca differente rispetto a quella ove il pignoramento è già in corso perché, diversamente, quest’ultima sarebbe tenuta a bloccare anche le somme che dovessero confluire sul nuovo deposito. E ciò in forza della procedura esecutiva in atto che, come detto, riguarda tutte le somme di cui la banca dovesse essere debitrice, a qualsiasi titolo, nei confronti del debitore pignorato.

Viceversa, se si dovesse aprire un conto corrente presso un’altra banca, il precedente pignoramento non avrebbe alcun effetto su quest’ultimo e il debitore ben potrebbe far confluire in esso tutti i pagamenti e i bonifici a suo favore. 

Così, ad esempio, se il sig. Mario Rossi dovesse avere un conto corrente presso la banca Alfa, potrebbe aprire un altro conto presso la banca Beta e con quest’ultimo operare normalmente. Nel frattempo, però, le somme congelate presso il precedente istituto di credito saranno assegnate al creditore, nei limiti dell’importo pignorato.

In buona sostanza, il pignoramento in corso si estende anche al nuovo conto corrente se acceso presso la stessa banca, mentre non intacca i conti correnti aperti presso differenti istituti di credito. 

Il creditore può pignorare anche il secondo conto corrente?

Il fatto di poter aprire un nuovo conto corrente non toglie che il creditore, rimasto parzialmente insoddisfatto dal primo pignoramento, potrebbe anche pignorare il secondo conto corrente, della cui esistenza potrebbe venire a conoscenza tramite la consultazione dell’Anagrafe dei Conti correnti. Si tratta di un archivio dell’Agenzia delle Entrate ove vengono indicati tutti i rapporti bancari dei contribuenti (non è però specificata l’entità della giacenza). 

Per poter accedere a tale registro, il creditore deve prima notificare al debitore l’atto di precetto e poi farsi autorizzare dal Presidente del Tribunale. 

Si tratta quindi di una seconda procedura di esecuzione forzata che richiede tutte le garanzie già viste per la prima. Il creditore cioè dovrà notificare un nuovo atto di precetto, verosimilmente perché il precedente è andato “perento”, ossia è divenuto inefficace, cosa che avviene dopo 90 giorni dalla sua notifica. 



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