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Il licenziamento del dirigente: quando è possibile

18 marzo 2014


Il licenziamento del dirigente: quando è possibile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2014



Per licenziare il dirigente basta che si incrini la fiducia: la motivazione deve escludere l’arbitrarietà del provvedimento espulsivo.

Il licenziamento del dirigente può essere giustificato da qualsiasi motivazione purché sia coerente e sorretta da ragioni apprezzabili sul piano del diritto.

Non è dunque necessaria un’analitica verifica di specifiche condizioni imposte dalla legge (come, invece, nel caso del licenziamento del lavoratore dipendente di qualifica inferiore). Al contrario, il giudice può fare solo una valutazione globale delle ragioni che hanno portato il datore al licenziamento: ragioni che non possono essere arbitrarie, ma devono riferirsi a circostanze idonee a turbare il legame di fiducia con il datore.

È quanto affermato dalla Cassazione con una sentenza di ieri [1].

In pratica, perché il licenziamento del dirigente possa essere giustificato non deve essere arbitrario. Il che significa che il datore è tenuto soltanto a rispettare i principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto con il dirigente.

Per questa ragione è più facile licenziare il dirigente. Infatti, se per gli ordinari rapporti di lavoro, il licenziamento può avvenire solo per giusta causa o giustificato motivo, nel caso dei dirigenti è sufficiente che il suddetto provvedimento espulsivo sia “giustificato” (non arbitrario): con la conseguenza che una serie di fatti e condotte non idonei a integrare la giusta causa o il giustificato motivo di licenziamento per la generalità dei rapporti di lavoro, possono invece giustificare il licenziamento del dirigente.

Per esempio, potrebbe essere giustificato il licenziamento dettato da una situazione di contrasto che incrini il legame fiduciario con il datore di lavoro, anche indipendentemente dalle ragioni e dai torti (quindi, anche se, in tale contrasto, il dirigente abbia le sue fondate ragioni giuridiche).

Ricordiamo che i dirigenti rappresentano una categoria di lavoratori subordinati il cui rapporto è regolato esclusivamente da norme speciali e dai contratti collettivi dei diversi settori di appartenenza.

In via generale, dal momento che non è prevista per il dirigente l’applicazione della normativa relativa ai licenziamenti individuali, il licenziamento del dirigente è sottoposto alle norme del codice civile, che può essere integrata dal relativo CCNL di categoria.

note

[1] Cass. sent. n. 6110 del 17.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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