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Dove si deposita il ricorso in Cassazione?

13 Agosto 2021 | Autore:
Dove si deposita il ricorso in Cassazione?

Nel fascicolo da depositare presso la cancelleria della Suprema Corte deve essere ricompreso il ricorso con i relativi allegati, cuciti o spillati in un’apposita cartellina di studio.

Nel processo civile, l’ultimo grado di giudizio si svolge dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, che decide sull’impugnazione di una sentenza emessa dalla Corte di Appello o pronunciata in un unico grado. Il ricorso in Cassazione si può presentare solo per motivi di diritto, in quanto la Corte non decide nuovamente la questione nel merito ma si limita ad accertare se nel primo grado di giudizio, cioè quello che si è tenuto davanti al Giudice di Pace oppure in tribunale, e nel successivo grado di appello, siano state applicate correttamente le norme di diritto. Esprime, quindi, un sindacato di legittimità.

Nel giudizio civile di Cassazione, non si parla di costituzione in giudizio bensì di deposito del ricorso. Dove si deposita il ricorso in Cassazione? Secondo quanto previsto dal Codice di procedura civile, tale atto va depositato nella cancelleria della Corte nel termine di venti giorni dall’ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto [1]. Il mancato o tardivo deposito determina l’improcedibilità del ricorso, rilevabile anche d’ufficio.

Nel giudizio che si svolge dinanzi alla Suprema Corte, avviene il contrario di quanto succede di regola nei giudizi introdotti con ricorso. Infatti, mentre in questi ultimi il ricorso prima va depositato in cancelleria e poi va notificato alle controparti, il ricorso in Cassazione prima va notificato alle controparti e poi va depositato in cancelleria.

Ricorso in Cassazione: dove e come si deposita?

Il ricorso in Cassazione si deposita “ a mano”, recandosi presso la cancelleria della Suprema Corte, osservando il prescritto termine di venti giorni dall’ultima notificazione. Tuttavia, la legge consente all’avvocato che ha sottoscritto l’atto, di procedere al suo deposito anche mediante l’invio per posta, in plico raccomandato, al cancelliere della Cassazione. Qualora il legale si avvalga di tale mezzo, il deposito si ha per avvenuto, a tutti gli effetti, alla data di spedizione del plico con la posta raccomandata [2].

In parole più semplici, è sufficiente che il plico sia spedito prima dello scadere dei venti giorni decorrenti dalla notifica, non rilevando che esso pervenga alla cancelleria della Corte di Cassazione successivamente allo scadere di tale termine.

Il termine di venti giorni dall’ultima notifica previsto per il deposito del ricorso in cassazione è di tipo processuale, perciò, se scade in un giorno festivo, si intende prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo [3]. Allo stesso modo, nel conteggio del termine, bisogna tenere conto della disciplina della sospensione feriale dei termini, che va dal 1 agosto al 31 agosto di ogni anno, se applicabile.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2021, è stato pubblicato il decreto 27 gennaio 2021 del ministero della Giustizia, con il quale è stata disposta, dal 31 marzo 2021, l’attivazione presso il settore civile della Corte di Cassazione, del servizio di deposito telematico degli atti processuali, ivi compreso del ricorso, e dei documenti da parte dei difensori delle parti. Il deposito telematico va effettuato osservando le medesime regole e specifiche tecniche già vigenti presso i tribunali e le Corti d’Appello.

Da tale novità legislativa consegue che il difensore del ricorrente può scegliere di procedere al deposito telematico dell’atto introduttivo del giudizio e degli allegati in alternativa al deposito mediante la tradizionale modalità cartacea e a quello a mezzo servizio postale.

Cosa va depositato unitamente al ricorso in Cassazione?

Il ricorso in Cassazione va depositato all’interno di un fascicolo, nel quale devono essere ricompresi anche:

  • la nota di deposito e di iscrizione a ruolo debitamente compilata con l’indicazione di tutti i dati richiesti (codice fiscale dell’avvocato e delle parti interessate, gli estremi del provvedimento impugnato, l’inizio del giudizio di primo grado, l’autorità e la località, l’indicazione dei dati di notifica dell’atto, ecc.);
  • la marca per diritti di notificazione a richiesta d’ufficio, del valore di 27,00 euro, da applicare sulla nota di deposito;
  • il modulo per la dichiarazione del valore della controversia ai fini della quantificazione del contributo unificato con applicazione della ricevuta attestante il pagamento dello stesso, nonché del contributo integrativo di 200,00 euro pari all’imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari emessi dalla Corte [4];
  • la copia autentica del provvedimento impugnato, che si può richiedere all’ufficio copie del tribunale o della Corte di Appello dove lo stesso è stato emesso. Di solito, si tratta di una sentenza della Corte di Appello;
  • una delle due istanze in originale con cui è stata richiesta alla cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata, la trasmissione del fascicolo d’ufficio alla cancelleria della Corte di Cassazione [5];
  • l’eventuale delibera o la procura speciale, se conferita con atto separato;
  • l’eventuale copia autentica del provvedimento di ammissione al patrocinio dello Stato, cioè del decreto con il quale è stata concessa la possibilità al ricorrente, di essere assistito gratuitamente da un avvocato se ha un reddito inferiore a 11.746,68 euro, nonché eventuale procura speciale notarile all’uopo rilasciata;
  • gli atti, i documenti, i contratti o gli accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda, cioè tutto quanto necessario per provare che il provvedimento impugnato è erroneo.

Per quanto attiene il deposito del ricorso in Cassazione, nel fascicolo va inserito l’originale dell’atto completo delle attestazioni di avvenuta notifica alle controparti, se questa è avvenuta tramite ufficiale giudiziario o tramite notifica postale dell’avvocato. In caso di notifica via pec, occorre inserire una copia cartacea del ricorso, della procura, della relata e delle ricevute di attestazione e consegna con in calce l’attestazione di conformità della suddetta copia al documento informatico spedito digitalmente e alle attestazioni di invio e ricezione.

Relativamente alla copia autentica della sentenza o della decisione impugnata deve anche contenere la relata di notifica; se la notificazione è avvenuta a mezzo pec, a pena di improcedibilità, deve essere prodotta la copia analogica, con attestazione di conformità del messaggio di posta elettronica certificata nonché della relazione di notifica e del provvedimento impugnato, allegati al messaggio.

Devono essere, altresì, allegati:

  • 7 copie del ricorso complete di relata di notifica;
  • 7 copie del provvedimento impugnato;
  • la seconda istanza di trasmissione del fascicolo d’ufficio alla cancelleria Corte di Cassazione, in originale.

Cosa succede dopo il deposito del ricorso in Cassazione?

Successivamente al deposito del ricorso nella cancelleria della Suprema Corte, la parte che ha ricevuto l’atto (resistente), può notificare un controricorso al ricorrente, nel domicilio eletto, nel termine di venti giorni dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso.

Il controricorso va poi depositato nella cancelleria della Corte di Cassazione entro venti giorni dalla notificazione insieme agli atti, ai documenti e alla procura speciale, se conferita separatamente.

Se il resistente intende impugnare la stessa sentenza, può presentare un ricorso incidentale nel medesimo atto contenente il controricorso.

Il ricorrente principale può contestare il ricorso incidentale notificando un controricorso.


note

[1] Art. 369 cod. proc. civ.

[2] Art. 134 co. 5 disp. att. cod. proc. civ.

[3] Art. 155 cod. proc. civ.

[4] Art. 67 co. 3 lett. a L. n. 69/2009, ultima L. n. 128/2013.

[5] Art. 369 cod. proc. civ.


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