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Assegno divorzile una tantum: quali vantaggi?

13 Agosto 2021
Assegno divorzile una tantum: quali vantaggi?

Se il mantenimento è corrisposto in unica soluzione, l’ex coniuge non potrà avanzare altre richieste in futuro.

Tu e tuo marito vi siete separati consensualmente dopo sette anni di matrimonio. Ogni mese, ricevi un mantenimento di 600 euro. In tutta onestà, ti ritieni più che soddisfatta dell’accordo che siete riusciti a raggiungere. Adesso, però, avete deciso di voltare pagina e procedere con le carte del divorzio. In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sull’assegno divorzile una tantum: quali sono i vantaggi?

Devi sapere che se i coniugi decidono di lasciarsi definitivamente, il contributo economico spetta solamente in caso di bisogno, ossia quando si è privi dei mezzi necessari per il sostentamento. In tal caso, la somma di denaro può essere corrisposta periodicamente oppure in un’unica soluzione. Quest’ultima modalità è ammessa solo se c’è un accordo delle parti e può consistere anche nel trasferimento di un immobile. Ne consegue che il beneficiario non potrà avanzare alcuna richiesta patrimoniale in futuro. Se l’argomento ti interessa, allora ti consiglio di prenderti cinque minuti di tempo e proseguire nella lettura.

Che cos’è l’assegno divorzile?

Si sente spesso parlare di mantenimento e assegno divorzile come se fossero la stessa cosa. In realtà, non bisogna cadere nell’errore di confondere due istituti completamente diversi. Infatti, si parla di mantenimento solamente durante la separazione, nel corso della quale sussiste il dovere di assistenza materiale reciproca perché si è ancora sposati. Lo scopo dell’assegno, in questo caso, è quello di garantire al coniuge economicamente più debole il medesimo tenore di vita goduto durante il matrimonio.

Invece, se interviene lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (a seconda che sia stato celebrato in Comune oppure in chiesa), il giudice può riconoscere all’ex coniuge privo dei mezzi di sostentamento un assegno divorzile. Si tratta, in quest’altra ipotesi, di un contributo di natura assistenziale al fine di assicurare al beneficiario l’autosufficienza economica.

Come viene calcolato l’assegno divorzile?

L’entità dell’assegno di divorzio va calcolata in base:

  • alle ragioni che hanno causato la fine del matrimonio: ad esempio, un tradimento, un abbandono e così via;
  • alla durata del vincolo coniugale;
  • all’età del richiedente ed ai motivi che non gli consentono di provvedere a sé stesso;
  • ai redditi di entrambi i coniugi;
  • al contributo personale ed economico che marito e moglie hanno dato alla conduzione familiare ed al patrimonio comune o di ciascuno.

Assegno divorzile una tantum: cosa vuol dire?

Come ti ho già anticipato in premessa, in sede di divorzio, le parti possono accordarsi sulle modalità di corresponsione dell’assegno. In pratica, è possibile scegliere tra:

  • il versamento periodico di una somma di denaro;
  • l’attribuzione una tantum.

La seconda ipotesi consiste nel versare l’assegno in un’unica soluzione oppure nel trasferimento di un immobile (ad esempio una casa, un terreno, ecc.) o di un diritto reale di proprietà.

Unico presupposto è che ci sia l’accordo dei coniugi. Quindi, non è una decisione che spetta al giudice, il cui compito è solo quello di valutare che l’importo sia equo e giusto per entrambe le parti.

Assegno divorzile una tantum: quali vantaggi?

L’assegno divorzile una tantum comporta una serie di vantaggi sia per il beneficiario sia per l’obbligato. Esaminiamo entrambe le situazioni.

Il coniuge che riceve l’importo non rischia che l’altro non versi l’assegno oppure che lo corrisponda in ritardo. Di conseguenza, non è necessario avviare la procedura esecutiva per recuperare il credito.

Inoltre, la somma erogata non è tassata e non c’è alcuna possibilità che venga revocata o ridotta, nel caso in cui, ad esempio, l’obbligato attraversi un periodo di difficoltà economica.

Infine, chi versa l’assegno non potrà pretendere né la restituzione né la riduzione dell’importo, neppure in caso di nuove nozze.

Come ti ho già detto, i vantaggi dell’assegno una tantum valgono anche per l’ex coniuge obbligato, il quale non avrà problemi nel caso in cui dovesse ridursi il proprio reddito (ad esempio, per aver costituito una nuova famiglia o per aver perso il lavoro).

Ancora, il beneficiario non potrà pretendere alcunché in futuro, neanche se versasse nuovamente in stato di bisogno. Il motivo è semplice: la cessazione del rapporto tra gli ex coniugi non giustifica alcuna richiesta a contenuto patrimoniale.

Infine, il beneficiario non avrà diritto alla pensione di reversibilità in caso di decesso dell’ex coniuge.

Si può chiedere la revoca dell’assegno divorzile?

Se sopraggiungono giustificati motivi che hanno determinato una variazione delle condizioni economiche degli ex coniugi dopo la sentenza che ha riconosciuto il diritto all’assegno divorzile, è possibile rivolgersi al giudice per ottenere la modifica dell’importo o, addirittura, la revoca. Ti faccio due esempi.

Tizia ha divorziato ed è senza lavoro. Dato che non riesce a condurre una vita dignitosa, l’ex marito le corrisponde ogni mese 300 euro. Tuttavia, dopo un po’ di tempo, l’uomo viene licenziato e trova un altro impiego con uno stipendio più basso.

Caia ha divorziato da Mevio. Quest’ultimo le corrisponde un contributo periodico di 200 euro, ma dopo qualche mese scopre che la donna ha intrapreso una convivenza stabile e duratura con un altro uomo.

Ebbene, nel primo esempio, è possibile chiedere la revisione dell’importo, in considerazione del fatto che sono mutate le condizioni reddituali dell’ex marito di Tizia. Nel secondo esempio, invece, Mevio può pretendere la revoca dell’assegno visto che Caia ha costituito una nuova famiglia (anche se di fatto) con un’altra persona.

Attenzione però: come ti ho già spiegato poc’anzi, la revisione o la revoca non valgono per l’assegno corrisposto una tantum, ma solamente per quello periodico.

Se poi uno dei due ex coniugi muore oppure il beneficiario contrae un nuovo matrimonio, il diritto all’assegno divorzile cessa automaticamente.



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