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Assicurazione sulla vita: se il beneficiario muore prima

16 Aprile 2021
Assicurazione sulla vita: se il beneficiario muore prima

Polizza vita: che succede in caso di premorienza del beneficiario rispetto al contraente. 

Nell’ambito di un’assicurazione sulla vita, qualora dovesse morire il contraente, il premio verrebbe riscattato dal beneficiario da questi indicato in polizza. Che succede invece se il beneficiario muore prima?

Il caso di premorienza del beneficiario rispetto al contraente non è così raro, tant’è che, proprio di recente, la Cassazione si è espressa sul caso per spiegare qual è la regola applicabile a casi come questo [1]. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Designazione del beneficiario della polizza vita

Prima di spiegare che succede se, in una polizza vita, il beneficiario muore prima, ripercorriamo gli aspetti più salienti della disciplina di tale frequente contratto. 

Il contraente può designare il beneficiario:

  • direttamente nel contratto di assicurazione, in sede di stipula;
  • con successiva dichiarazione scritta, comunicata all’assicuratore;
  • per testamento, che potrà essere redatto in un momento successivo alla stipulazione del contratto e produrrà i suoi effetti soltanto dopo la morte del testatore.

Se i beneficiari di un contratto di assicurazione sono designati con la formula “eredi legittimi”, si fa riferimento a coloro che rivestono, al momento della morte del contraente, la qualità di chiamati all’eredità, senza che rilevi la (successiva) rinunzia o accettazione dell’eredità da parte degli stessi.

Diritti del beneficiario di una polizza vita

Il beneficiario, a seguito della designazione, acquista i diritti scaturenti dal contratto nei confronti dell’assicuratore, anche indipendentemente dalla preventiva dichiarazione di voler profittare del rapporto. Egli ha quindi la possibilità di agire nei confronti dell’assicuratore per ottenere il pagamento dell’indennizzo.

Assicurazione sulla vita: che succede se il beneficiario muore prima?

Nel contratto di assicurazione sulla vita, se il beneficiario muore prima del contraente, la somma si intende assegnata agli eredi del beneficiario. Il tutto ovviamente a meno che il contraente decida diversamente. 

Ricordiamo che, ai sensi dell’articolo 1921 del Codice civile, al contraente è sempre dato il diritto di revocare la designazione del beneficiario nonostante il terzo abbia dichiarato di volerne beneficiare. Ciò è possibile anche tramite testamento.

La rinuncia alla facoltà di revoca del beneficiario, invece, ha l’effetto di cristallizzare nel tempo il diritto del beneficiario e, certamente, neutralizza ogni diversa disposizione da parte del contraente.

L’articolo 1412 del Codice civile prevede l’ipotesi di premorienza del beneficiario: in tal caso, l’assicurazione deve pagare il risarcimento convenuto in polizza agli eredi del beneficiario, fatto salvo l’esercizio della facoltà di revoca o altra diversa disposizione espressa dal contraente.

Di qui il principio di diritto sancito dalla Cassazione secondo cui «la disposizione di cui all’articolo 1412, comma 2, cc, in base al quale, con riferimento al contratto a favore del terzo, la prestazione al terzo, dopo la morte dello stipulante, deve essere eseguita a favore degli eredi del terzo se questi premuore allo stipulante purché il beneficio non sia revocato o lo stipulante non abbia disposto diversamente, si applica anche al contratto di assicurazione sulla vita…».


note

[1] Cass. sent. n. 9948/21.


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