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Assicurazione invalidità: cos’è e come funziona

16 Aprile 2021
Assicurazione invalidità: cos’è e come funziona

Polizze a risarcimento dell’invalidità permanente: il rischio, l’infortunio o la malattia, il calcolo del risarcimento. 

Oltre all’assicurazione sulla vita e sulla morte esiste anche l’assicurazione sull’invalidità che serve a coprire il rischio derivante da un infortunio che possa pregiudicare la salute del contraente. Lo scopo è chiaramente quello di tutelare il proprio nucleo familiare o soggetti estranei all’asse ereditario, designandoli quali beneficiari.

Ma procediamo con ordine e vediamo cos’è e come funziona l’assicurazione sull’invalidità.

Assicurazione invalidità: di cosa si tratta?

La polizza sull’invalidità rientra nel ramo delle polizze vita «temporanee di puro rischio». La polizza invalidità prevede, in buona sostanza, una prestazione dell’assicuratore oltre che in caso di decesso, anche in caso di invalidità dell’assicurato, totale e permanente e, perciò, assimilata al decesso.

Quando si parla di invalidità permanente si intende «la perdita totale o parziale della capacità lavorativa generica, quindi indipendentemente dalla professione esercitata».

L’invalidità può essere causata da un infortunio o da una malattia (il cosiddetto rischio).

Al verificarsi dell’evento dedotto in contratto (ossia il rischio) è possibile prevedere alternativamente il pagamento di un premio annuo oppure di un unico premio. In pratica, l’assicurazione garantisce un capitale (erogato periodicamente o una tantum) volto a compensare la perdita di capacità lavorativa conseguente alle lesioni fisiche subite per via dell’infortunio. In questo modo, l’assicurato si garantisce dal rischio di non poter più lavorare e quindi guadagnare, indipendentemente dalla morte dello stesso, mantenendo il medesimo tenore di vita che aveva in precedenza.

Vi è inoltre la possibilità di integrare l’assicurazione principale scegliendo tra alcune garanzie complementari, quali l’assicurazione complementare:

  • nel caso di morte per infortunio mortale, con la liquidazione ai beneficiari di un capitale aggiuntivo assicurato per il caso di morte da infortunio;
  • nel  caso di morte per infortunio stradale con la liquidazione ai beneficiari del doppio del capitale aggiuntivo assicurato per il caso di morte per infortunio indicato in polizza.

Assicurazione invalidità: calcolo del danno

Per verificare l’entità del danno e calcolare il conseguente risarcimento si usano le tabelle Inail (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro).

La polizza può anche prevedere delle franchigie, di solito definite in termini percentuali, che andranno opportunamente valutate prima della stipula del contratto. La percentuale prevista dalla franchigia va sottratta a quella causata dall’infortunio.

Divieto di pignoramento assicurazione invalidità 

Il divieto di pignoramento delle somme dovute dall’assicuratore, previsto dall’articolo 1923 del Codice civile, si applica anche all’assicurazione contro gli infortuni, solo per le somme dovute in caso di infortunio mortale [1].

Trattamento fiscale dell’assicurazione invalidità

La legge prevede un particolare trattamento fiscale e delle agevolazioni per i contratti di assicurazione invalidità. In particolare, se si tratta di polizze finalizzate a garantire un risarcimento in caso di morte o invalidità permanente non inferiore al 5% (da qualsiasi causa derivante), i premi versati danno diritto ad una detrazione del 19%, da calcolare su un importo massimo di 530 euro, dal reddito del contraente, se l’impresa di assicurazione non ha facoltà di recesso dal contratto [2].

Se la polizza è invece finalizzata a garantire un risarcimento anche in caso di invalidità inferiore al 5%, la detrazione è ammessa solo con riferimento alla quota parte del premio corrisposto per la copertura del rischio di invalidità non inferiore al 5%.

Nel caso in cui l’assicurato sia una persona diversa dal contraente, ai fini della detraibilità, è necessario che il primo sia fiscalmente a carico del secondo.

Le somme erogate dal 2015 dall’assicuratore a seguito di invalidità totale e permanente o di morte dell’assicurato sono esenti solo per la parte che deriva dalla copertura del rischio demografico (differenza tra la durata della vita di una persona e la durata media della vita della popolazione) [3]. L’eventuale componente finanziaria, presente nelle assicurazioni miste, è tassata con la ritenuta del 26%. 


note

[1] Cass. 19 luglio 2004 n. 13342

[2] Art. 15 c. 1 lett. f DPR 917/86.

[3] Art. 34 DPR 601/73.

Autore immagine: depositphotos.com


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