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Obbligo di tracciabilità per pagamenti a professionisti con acconti mensili: contanti o assegno?

19 marzo 2014


Obbligo di tracciabilità per pagamenti a professionisti con acconti mensili: contanti o assegno?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 marzo 2014



Come si paga l’avvocato, il dentista o qualsiasi altro professionista in caso di accordo per un pagamento a rate?

Non di rado capita che cliente e professionista si accordino per un pagamento rateizzato della parcella di quest’ultimo. Ciò avviene soprattutto in quei numerosi casi in cui l’onorario del professionista sia particolarmente elevato e il cliente non disponga subito della somma.

Posto però il divieto – operativo nel nostro ordinamento – di utilizzo dei contanti per tutti i pagamenti da mille euro in su, come ci si deve comportare se il denaro complessivamente corrisposto al professionista superi tale soglia? In altre parole, se le singole rate sono di importo inferiore a mille euro, ma la parcella complessiva è, invece, superiore, sarà necessario corrispondere ogni mensilità con strumenti tracciabili oppure si può utilizzare il contante?

La questione è stata di recente chiarita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha rilasciato, sul proprio sito, una serie di consigli pratici.

Con riguardo ai pagamenti rateizzati a fronte di una prestazione da parte di un professionista, il Ministero ha ritenuto lecito il trasferimento del denaro anche per contanti se l’importo della singola rata non raggiunge mille euro (ovviamente ogni trance di pagamento andrà regolarmente fatturata).

Infatti, non si ha violazione della normativa sulla tracciabilità tutte le volte in cui la pluralità di pagamenti derivi:

– dalla natura dell’operazione (è il caso, per esempio, di un contratto di somministrazione);

–  oppure da un previo accordo tra le parti (quando, per esempio, cliente e professionista hanno definito un pagamento rateale).

In ogni caso, tale accordo tra cliente e professionista per il pagamento frazionato non deve essere siglato con lo specifico intento di eludere il divieto di pagamento in contanti. Infatti – continua la nota ministeriale – resta ferma la possibilità per l’amministrazione finanziaria di verificare, caso per caso, la sussistenza degli elementi di genuinità di tale accordo, tale cioè da non configurare una rateazione al solo scopo elusivo.

Il Ministero ha chiarito questo aspetto con riferimento a un trattamento ortodontico della durata di un anno, ma il principio è applicabile a qualsiasi altro tipo di prestazione professionale.

note

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Ho letto questo articolo molto utile. per cui posso pagare una spesa dal dentista complessiva di 2000euro in piú rate da 200-250 euro in contanti? Il mio dentista ha parlato di assegni perchè la tracciabilitá è legata alla somma complessiva. rispondetemi. è urgente!!!!! Grazie

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